Il Cosmo: Galileo Galilei e l'astronomia

Come si studia il Cosmo

Il Cosmo: Galileo Galilei e l’astronomia

Se tutti i frettolosi uomini delle città avessero giudicato tempo perso la contemplazione e lo studio del cielo, le scienze astronomiche avrebbero fatta poca strada.

In Italia gli osservatori per scrutare il cosmo si trovano un pò ovunque: Arcetri dove morì Galileo Galilei, e Merate, piccolo paese della Brianza. Un telescopio molto grande si trova ad Asiago (Vicenza), nella succursale montana dell’osservatorio astronomico dell’università di Padova. Non si può costruire un osservatorio astronomico in qualunque punto della superficie della Terra. Per esplorare bene il cielo occorrono aria trasparente e tranquilla oltre a poche nuvole e temperatura stabile.

Galileo Galilei: nascita del telescopio

Per fortuna vi furono e ci sono uomini che, pur non potendo dedicarsi all’astronomia, compresero e comprendono tutta la sua bellezza e l’importanza assunta per gli altri rami scientifici e per la stessa filosofia. Se la chimica e fisica sono servite all’astronomia, questa ha reso a sua volta servizi alle prime, permettendo all’uomo di passare dalla chimica e dalla fisica universale a quella della Terra.

Come si studia il Cosmo: cannocchiale
Mappa del Mondo

Galileo Galilei (Pisa, 15 febbraio 1564 – Arcetri, 8 gennaio1642) è stato un fisico, astronomo, filosofo, matematico e accademico italiano, considerato il padre della scienza moderna. Associato a importanti contributi in astronomia (legati al perfezionamento del telescopio, che gli permise importanti osservazioni astronomiche) oltre all’introduzione del metodo scientifico (detto spesso metodo galileiano o metodo scientifico sperimentale).

Nel 1609 Galileo sentì parlare a Venezia di un’invenzione olandese che serviva per osservare gli oggetti da lontano. Costruì un prototipo mostrandolo al Senato veneziano che gli offrirono un posto a vita a Padova, remunerato con mille fiorini all’anno. Lì realizza lenti e cannoni occhiali con cui osservare il cielo individuando i quattro maggiori satelliti di Giove, la natura rocciosa e irregolare del suolo lunare, le fasi di Venere e le macchie solari.

Gli osservatori sorgono lontani dalle città in luoghi silenziosi.

L’Italia, grazie alla sua aria trasparente, sopratutto nel meridione, si presta benissimo allo studio del cielo. Funzionano importanti osservatori in perfetta armonia d’intenti con gli osservatori sparsi su tutta la Terra.

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Strumenti che servono allo studio degli astri e del cosmo

Come si studia il Cosmo: cannocchiale astronomico

Il primo strumento è il cannocchiale astronomico, uno strumento perfezionato di quel primo cannocchiale che permise a Galileo Galilei le sue straordinarie scoperte.

Come si studia il Cosmo e a cosa serve il cannocchiale astronomico

Il cannocchiale astronomico serve a dare un ingrandimento notevole dei corpi celesti osservati e a determinare la loro posizione nel cielo. Possono essere piccoli, perciò puntare su un’area ristretta che enorme per sondare l’intera galassia. L’astronomia moderna si serve anche del telescopio, in cui l’immagine del cielo e degli astri viene ricevuta e riflessa da grandi specchi speciali, a superficie curva, che la mandano ad altri specchi piani, concavi e convessi.

Gli antichi osservatori astronomici

Gli antichi conoscevano e praticavano gli studi astronomici.

Possedevano osservatori?

come si studia il cosmo con l'armilla
Armilla

A partire dal secolo III a.C, cioè all’epoca di Eratostene, si servivano di un’armilla di bronzo e di un gran cerchio diviso, osservavano ad Alessandria i passaggi del sole sul piano equatoriale. I greci ebbero degli osservatori come pure gli Indiani e i Cinesi, come più tardi ne ebbero gli Arabi, ma la loro struttura era molto primitiva.

Come si studia il Cosmo: Specola vaticana

Cupola del telescopio posizionato sul tetto del Palazzo Pontificio

La prima vera specola sorse in Italia, sulla torre dell’università di Bologna, l’anno 1714. Altra specola si trova a Castel Gandolfo, nell’edificio vaticano.

Le origini della Specola Vaticana vengono fatte risalire alla costruzione della Torre Gregoriana, avvenuta fra il 1578 e il 1580, per permettere gli studi astronomici necessari a elaborare la riforma del Calendario, voluta da papa Gregorio XIII e promulgata nel 1582.

Il principale strumento utilizzato era la meridiana, costituita da una linea retta in marmo bianco che corre lungo il pavimento, parallela alla direzione Nord-Sud, il cui scopo era di misurare l’altezza del sole a mezzogiorno secondo le stagioni meteorologiche.

5 thoughts on “Il Cosmo: Galileo Galilei e l’astronomia

  1. Io sono stata all’osservatorio di Merate qualche anno fa, è stata davvero una bella esperienza, osservare il cielo con il telescopio è stato davvero incredibile!

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