Venezia in gondola

Le gondole della laguna di Venezia: storia e curiosità

Le gondole, agile e leggere, sono una delle caratteristiche dell’incantevole Venezia.

Manovrate da abilissimi rematori, la gondola popola numerosa la Laguna, e sono per i turisti di tutto il mondo, un’attrattiva particolare e un ricordo indimenticabile. Chi non è mai stata a Venezia e non ha fatto un giro romantico della laguna?

Le agili gondole a Venezia, un pezzo di storia che resiste alle acque della laguna, sono lunghe all’incirca 11 metri e di forma asimmetrica, con il lato sinistro più largo del destro per bilanciare la conduzione a un solo remo.

Storia, tradizioni e curiosità sulla gondola di Venezia

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Le gondole nella laguna Veneziana

Tutti sanno che la gondola è l’imbarcazione a remi propria di Venezia, usata sia per diporto sia per servizio sindal secolo XI, anche se allora si trattava di un tipo maggiore, rostrata, condotta, sembra da dodici rematori.

Evoluzione della gondola dall’XI secolo a oggi

E’ poco nota l’evoluzione della gondola da quel lontano secolo XI sino allo scorcio del secolo XV. Da allora compaiono nelle raffigurazioni barchette leggere e sottili a fondo piatto, atte cioè a navigare anche su fondali bassissimi, condotte da uno o due rematori in piedi, con una piccola tenda al centro e recanti alle estremità ornamenti metallici, i quali nel secolo successivo, accennano meglio ad un elemento che sarà tra i più tipici della gondola: il cosiddetto ” ferro di gondola“.

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E’ appunto sulla funzione di tale “ferro” e sul nome dato alla tenda, il “felze”, che si appunta la curiosità di tutti.

L’aspetto attuale del ferro risale a poco più di due secoli or sono. Fin dall’origine esso aveva la forma di un rostro ricurvo con alcuni denti, ma era più alto, più sottile, spesso irto di punte ornamentali e di altri elementi decorativi. Vi era anche un ferro di poppa, talvolta simile al primo, a forma di pinna caudale di certi pesci. Nel settecento il ferro scomparve, o meglio fu ridotto a poco più di un’ornamento, e quello di prora acquistò l’aspetto attuale, con cinque o sei denti davanti e dietro. I denti rappresentano certo un elemento decorativo e forse hanno la funzione di alleggerire il ferro; il loro numero, cinque o sei, pare non abbia alcun significato particolare. Il ferro ha l’evidente funzione di bilanciare il peso del gondoliere che sta sulla poppa.

Origine della parola felze dagli antichi modelli di gondola

Per l’origine della parola felze, bisogna rifarsi ai più antichi modelli di gondola, quelli che recavano nel centro, un riparo fatto di assicelle ricurve, sulle quali veniva steso d’inverno, un panno e d’estate una tela coperta di frasche e felci, per attenuare il calore dei raggi solari. Da quelle felci, che in veneziano si dicono “falese” e che abbondavano nei boschi, un tempo numerosi della laguna veneta, sarebbe derivato il nome del felze.

Gondola durante il palio

Alla fine del settecento fu stabilito che i teli delle gondole fossero tutte dipinte di nero secondo le leggi del 1562. Fu allora che la gondola diventò d’uso comune e non solo dai nobili, de casada; mezzo da ora in poi di celebrazione per le cerimonie dei ricchi e poveri, per gli avvenimenti tristi e lieti di tutti gli abitanti della città lagunare.

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Gondola è la tipica barchetta di Venezia

Meno concordi sono i pareri circa l’origine della parola “gondola” che viene per lo più attribuita alle parole latine cymbula o cùmbula che significano “barchetta”.

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