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Quando si vede per la prima volta un carro del Carnevale di Viareggio, è difficile rendersi conto di quanto lavoro ci sia dietro quelle gigantesche figure colorate che sfilano sul lungomare. Sembrano quasi scenografie da teatro, ma in realtà sono costruzioni complesse, progettate per muoversi, trasformarsi e raccontare una storia.
Come sono fatti i carri del Carnevale di Viareggio?
La cosa che più colpisce è che tutto nasce molto tempo prima della sfilata: da un’idea e da un bozzetto si passa alla modellazione, alla costruzione della struttura, alla cartapesta, alla pittura e ai sistemi che permettono alle grandi figure di animarsi.
Dietro le gigantesche figure che vediamo sfilare ci sono progettazione, cartapesta, strutture metalliche, decorazione e complessi sistemi di movimento. Conoscere come vengono progettati e costruiti permette di guardare questi giganteschi carri con occhi diversi: non soltanto come protagonisti di una festa, ma come vere opere di artigianato e scenografia, nelle quali creatività e tecnica devono funzionare insieme.
Dalle carrozze del 1873 ai giganteschi carri allegorici
Il Carnevale di Viareggio nacque nel 1873 con una sfilata di carrozze addobbate che attraversavano la città. Erano molto diverse dai giganteschi carri che oggi vediamo durante i Corsi Mascherati.
All’inizio si trattava soprattutto di carrozze decorate con fiori e festoni, sulle quali sfilavano persone mascherate. La manifestazione sarebbe però cresciuta rapidamente, trasformandosi in uno degli appuntamenti più importanti della città.
Nel 1883 comparvero i primi veri carri figurati. Una delle prime costruzioni ricordate dalla storia del Carnevale fu I quattro mori, realizzata riproducendo il celebre monumento livornese. A quel tempo i carri non erano ancora costruiti con la cartapesta: legno, ferro, gesso e scagliola li rendevano molto più pesanti rispetto alle costruzioni moderne.
La svolta arrivò alcuni decenni più tardi.
La rivoluzione della carta a calco nel 1925
Nel 1925 il costruttore e pittore viareggino Antonio D’Arliano perfezionò la tecnica della carta a calco, comunemente chiamata cartapesta. Fu una vera rivoluzione perché il nuovo sistema permetteva infatti di creare forme molto grandi mantenendo le strutture relativamente leggere. Questo rese possibile la progressiva trasformazione dei carri in gigantesche costruzioni scenografiche, sempre più elaborate e spettacolari.
Il primo carro realizzato con questa tecnica viene generalmente indicato come I cavalieri del Carnevale, costruito da Antonio D’Arliano nel 1925. Da quel momento la carta a calco sarebbe diventata uno degli elementi distintivi del Carnevale di Viareggio.
Come si costruisce un carro del Carnevale di Viareggio

Ma come si passa da un’idea a un gigantesco carro che sfila davanti a migliaia di persone?
Il lavoro comincia molto prima della sfilata, prima ancora di tagliare la carta o costruire la struttura, il carrista deve progettare l’opera. Nasce così il bozzetto, nel quale vengono studiate le forme, le proporzioni, i personaggi, i colori e soprattutto il modo in cui il carro potrà muoversi.
Da un semplice disegno si passa quindi a una costruzione tridimensionale, per la realizzazione della carta a calco si parte da un modello, tradizionalmente realizzato in creta. Su questo viene preparato un calco in gesso e all’interno vengono applicati strati di carta precedentemente impregnati di colla.
Una volta asciugato, il materiale viene staccato dal calco. Le varie parti possono quindi essere lavorate, assemblate e decorate. È proprio questa tecnica che permette di ottenere forme enormi senza trasformare il carro in una massa impossibile da spostare.
Perché la cartapesta permette di costruire carri così grandi?
La caratteristica fondamentale della carta a calco è proprio il rapporto tra dimensioni e leggerezza. Un’enorme testa, una mano gigantesca o una figura che sembra incombere sul pubblico possono avere dimensioni impressionanti senza essere completamente piene.
La struttura interna sostiene le parti esterne, mentre la carta modellata crea le superfici e i volumi ed il risultato è sorprendente: durante la sfilata il pubblico vede una gigantesca figura tridimensionale, ma dietro la superficie colorata esiste una struttura studiata con attenzione per mantenere l’insieme stabile e movimentabile.
La tecnica della carta a calco ha quindi cambiato radicalmente il modo di costruire i carri del Carnevale di Viareggio.
Come fanno i carri a muoversi?
È uno degli aspetti che incuriosisce maggiormente chi assiste alla sfilata, un carro del Carnevale di Viareggio non è semplicemente una grande scenografia trainata lungo la strada. Le costruzioni moderne sono progettate per diventare vere e proprie macchine teatrali in movimento.
Le figure possono muovere la testa, le braccia o altre parti del corpo, mentre alcune strutture si aprono, ruotano o cambiano posizione durante la sfilata. Già nel 1923 il movimento cominciava a diventare parte dello spettacolo: un Pierrot riusciva a sbattere le palpebre grazie a semplici meccanismi. Da allora la ricerca di nuovi effetti scenici non si è mai fermata.
Oggi la movimentazione viene progettata insieme alla struttura del carro, perché ogni movimento deve essere compatibile con il peso, l’equilibrio e la sicurezza della costruzione.
Dal bozzetto al carro: un lavoro di squadra
Dietro un carro non c’è una sola persona, il carrista è il punto di riferimento di un lavoro nel quale possono entrare competenze diverse: progettazione, scultura, modellazione, carpenteria, decorazione, pittura, meccanica e scenografia.
È proprio questa combinazione tra arte e artigianato a rendere particolare la tradizione viareggina. Non si tratta soltanto di creare una grande statua. Bisogna progettare un’opera capace di raccontare una storia, muoversi e comunicare con il pubblico.
I carri sono infatti concepiti come spettacoli itineranti: le figure, la musica, i movimenti e i figuranti contribuiscono insieme alla narrazione del tema scelto.
La satira è parte della storia dei carri
Il Carnevale di Viareggio non è famoso soltanto per la spettacolarità delle sue costruzioni e un elemento fondamentale è la satira dove la tradizione carnevalesca permette di rovesciare temporaneamente le regole, giocare con il potere e trasformare personaggi e avvenimenti in caricature.
Nel corso della sua storia i carri hanno raccontato politica, società, economia, personaggi famosi, problemi ambientali e fenomeni di costume. La gigantesca dimensione delle figure rende ancora più evidente il messaggio: ciò che normalmente può sembrare lontano o difficile da comprendere viene trasformato in una scena teatrale immediatamente riconoscibile.
Ancora oggi i carri utilizzano satira e allegoria per raccontare i grandi temi della società e del mondo contemporaneo.
Dove vengono costruiti i carri di Viareggio?

Oggi il luogo simbolo della costruzione dei carri è la Cittadella del Carnevale di Viareggio, dove si trovano i laboratori dei maestri carristi e gli spazi destinati alla realizzazione delle costruzioni. La Cittadella è stata inaugurata nel 2001 proprio per rispondere alle esigenze di una manifestazione nella quale i carri erano diventati sempre più grandi e complessi.
Prima della sua realizzazione, le costruzioni venivano preparate in diversi luoghi della città, ovunque fosse possibile trovare uno spazio adeguato. La Cittadella non è quindi soltanto un luogo di servizio per il Carnevale: rappresenta uno dei centri nei quali questa tradizione artigianale continua a essere tramandata.
Chi sono i carristi?
I carristi sono gli artisti e gli artigiani che progettano e realizzano i carri allegorici. Il loro lavoro riunisce competenze che appartengono a mondi diversi: arte, scultura, pittura, scenografia, costruzione e tecnica. Tra i nomi storici spicca quello di Antonio D’Arliano, protagonista della rivoluzione della carta a calco del 1925. La sua innovazione contribuì a rendere possibili costruzioni sempre più grandi e leggere.
Nel corso dei decenni altre generazioni di carristi hanno sviluppato e perfezionato questa tradizione, trasformando Viareggio in uno dei luoghi più importanti al mondo per questo particolare tipo di artigianato.
Cosa succede a un carro dopo il Carnevale?
La natura stessa del Carnevale comporta la realizzazione continua di nuove opere e la costruzione di nuovi carri per le edizioni successive. Alcuni elementi possono essere conservati, esposti o riutilizzati, mentre altre costruzioni vengono smontate.
Questo rende ancora più particolare il lavoro dei carristi: ogni anno nasce qualcosa di nuovo, destinato a vivere per il periodo della manifestazione e a lasciare poi spazio a una nuova creazione.
Burlamacco, il simbolo del Carnevale di Viareggio
La più famosa è Burlamacco, creato dall’artista viareggino Uberto Bonetti e comparso nel manifesto ufficiale del Carnevale del 1931 insieme a Ondina. Burlamacco è diventato nel tempo uno dei simboli più riconoscibili della manifestazione e della stessa città di Viareggio. La sua presenza collega la tradizione delle maschere alla moderna identità del Carnevale.
I carri del Carnevale di Viareggio sono vere opere d’arte?
Sì, ma definirli soltanto opere d’arte sarebbe forse riduttivo e sono contemporaneamente sculture, scenografie, macchine in movimento e strumenti di comunicazione. Devono essere belli da vedere, ma anche resistenti, leggeri, movimentabili e capaci di trasmettere un messaggio.
È proprio questa combinazione che rende particolare il Carnevale di Viareggio: l’artista non lavora soltanto sulla forma, ma deve pensare anche alla struttura, al movimento, alla visibilità e al rapporto dell’opera con il pubblico. E quando il carro finalmente sfila sul lungomare, tutto il lavoro tecnico scompare dietro la spettacolarità della scena.
La tradizione dei carri continua
Dalle prime carrozze decorate del 1873 alla carta a calco del 1925, fino alle gigantesche costruzioni contemporanee, i carri del Carnevale di Viareggio hanno attraversato più di un secolo di storia senza perdere la loro caratteristica principale: trasformare l’artigianato in spettacolo.
Ogni generazione di carristi ha aggiunto qualcosa alla tradizione precedente, mantenendo però il legame con la manualità, la creatività e la satira, è questo che rende un carro di Viareggio molto più di una semplice scenografia: è il risultato di un lavoro collettivo nel quale arte e tecnica devono funzionare insieme.
Domande Frequenti
Quando sono nati i carri del Carnevale di Viareggio?
Il Carnevale di Viareggio nacque nel 1873 con una sfilata di carrozze addobbate. I primi carri figurati comparvero negli anni successivi, mentre la grande rivoluzione della carta a calco arrivò nel 1925.
Chi ha inventato la cartapesta dei carri di Viareggio?
La tecnica della carta a calco fu perfezionata a Viareggio nel 1925 da Antonio D’Arliano, permettendo di realizzare costruzioni molto più grandi e leggere.
Come si costruisce un carro di cartapesta?
Si parte generalmente da un modello, dal quale viene ricavato un calco. Su questo vengono applicati strati di carta impregnati di colla. Una volta asciugata, la carta viene staccata, lavorata, assemblata e decorata.
Dove vengono costruiti i carri del Carnevale di Viareggio?
I principali laboratori dei carristi si trovano nella Cittadella del Carnevale di Viareggio, complesso nato per ospitare le attività legate alla costruzione dei carri e alla tradizione carnevalesca.
Perché i carri del Carnevale di Viareggio sono satirici?
La satira è una parte importante della tradizione del Carnevale di Viareggio. Attraverso caricature e allegorie i carristi raccontano personaggi, avvenimenti politici, problemi sociali e temi di attualità.
Quanto tempo occorre per realizzare un carro?
La progettazione e la costruzione richiedono un lungo lavoro e iniziano molti mesi prima delle sfilate. La realizzazione coinvolge diverse professionalità e procede attraverso progettazione, modellazione, costruzione, decorazione e preparazione dei sistemi di movimento.
Un altro modo per conoscere il Carnevale di Viareggio
Se vuoi conoscere inveceil Carnevale di Viareggio attraverso la mia esperienza personale, con le fotografie della sfilata alla quale ho assistito, il lungomare, i carri del 2019, Greenpeace e l’atmosfera della manifestazione, puoi leggere anche il mio articolo dedicato al Carnevale di Viareggio 2019.
I due articoli raccontano quindi due aspetti diversi della stessa manifestazione: qui il lavoro, la storia e i segreti dei carri; nell’altro la mia esperienza diretta durante la sfilata.
Se ti interessano le tradizioni carnevalesche, ti consigliamo anche il nostro approfondimento sulla storia del carnevale. Hai mai assistito dal vivo alla sfilata dei carri di Viareggio? Raccontacelo nei commenti.
Per approfondire, c’è anche la voce Wikipedia sul Carnevale di Viareggio.


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