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Crypto influencer e la manipolazione del mercato ai sensi del MiCA

Crypto influencer e regolamentazione finanziaria europea
Crypto influencer e manipolazione del mercato secondo il MiCA
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I crypto influencer sono finiti sotto i riflettori. Non sono più chiacchiere da bar ma un dibattito serio sulla trasparenza delle comunicazioni finanziarie e, soprattutto, sulla potenziale manipolazione del mercato.

Crypto influencer e la manipolazione del mercato ai sensi del MiCA

Il regolamento europeo MiCA (Markets in Crypto-Assets) ha segnato una svolta, creando un quadro normativo comune per le cripto-attività in tutta l’Unione Europea. Dal 30 dicembre 2024, le sue regole sono operative, e tra queste spiccano quelle pensate per arginare gli abusi di mercato nel settore crypto.

Si parla di tutto: dalla diffusione di informazioni fasulle o ingannevoli, fino a quei comportamenti che, in modo subdolo, possono alterare artificialmente il prezzo di una cripto-attività.

MiCA: la stretta che riguarda anche i crypto influencer

Il MiCA è severo sulla manipolazione del mercato e l’articolo 91 vieta ogni comportamento che possa dare indicazioni false o fuorvianti su domanda, offerta o prezzo di una cripto-attività. Include anche la diffusione di informazioni tramite media e internet, se queste sono false o ingannevoli.

Questo punto è importante per chiunque comunichi sui social. Il regolamento, infatti, considera manipolazione del mercato anche il caso di chi, dopo aver preso posizione su una cripto-attività, ne parla pubblicamente sui media e poi trae vantaggio dall’effetto che la sua opinione ha sul prezzo, senza aver dichiarato il conflitto di interessi.

Attenzione, però: non significa che ogni crypto influencer che menziona Bitcoin, Ethereum o altri token stia commettendo un illecito. La questione è complessa e dipende dalle circostanze, dalle informazioni divulgate, dalla posizione dell’influencer e dall’eventuale conflitto di interessi.

Fino a dove si spingono le restrizioni?

Il MiCA punta a un mercato crypto più trasparente e corretto. Per questo, le comunicazioni online diventano rilevanti quando contribuiscono a creare informazioni false o fuorvianti, o quando vengono usate per influenzare il prezzo di un asset.

Il tema è caldissimo sui social, dove un post, un video o un commento possono raggiungere milioni di persone in un attimo. L’ESMA sta lavorando alla stesura di linee guida e documenti di consultazione per supportare le autorità nazionali nella prevenzione e nell’individuazione degli abusi di mercato previsti dal MiCA, tenendo conto dell’uso massiccio dei social media nel settore crypto.

Anche le autorità europee hanno acceso i riflettori sui rischi delle promozioni di cripto-attività sui social e sui possibili conflitti di interesse degli influencer finanziari.

Quali comportamenti finiscono nel mirino?

Nessuno vieta di parlare di criptovalute sui social. Il problema sorge quando la comunicazione assume contorni che rientrano nelle condotte vietate dal regolamento.

Un esempio lampante dal MiCA? La diffusione intenzionale (o che avrebbe dovuto essere riconosciuta come tale) di informazioni false o fuorvianti, capaci di alterare la percezione del prezzo di una cripto-attività. O ancora, chi sfrutta la propria visibilità mediatica per esprimere un’opinione dopo aver già investito in un asset, e poi lucra sull’effetto che le sue parole hanno sul prezzo, senza aver mai dichiarato il suo interesse.

Insomma, la linea di demarcazione è sottile: distinguere tra un semplice contenuto informativo e una comunicazione che può davvero influenzare le decisioni degli utenti e il mercato è fondamentale.

Il MiCA è già realtà

Quando questo articolo è stato concepito, il MiCA era ancora in fase di approvazione. Oggi, lo scenario è cambiato: il regolamento è pienamente integrato nel quadro normativo dell’Unione Europea, e le disposizioni sugli abusi di mercato sono parte integrante della disciplina che governa le cripto-attività.

Le autorità europee non sono rimaste a guardare, anzi, hanno continuato a sviluppare strumenti di supervisione. Nel 2025, l’ESMA ha pubblicato linee guida specifiche per supportare le autorità nazionali nella prevenzione e nell’individuazione degli abusi di mercato nel settore crypto.

Per chiunque utilizzi i social per parlare di criptovalute, la parola d’ordine è una sola: trasparenza. Dichiarare eventuali interessi personali o economici e non diffondere informazioni false o fuorvianti non è solo una buona pratica ma un obbligo.