Ogni anno, a Natale, Piazza San Pietro si trasforma. Non c’è solo l’albero ma anche un presepe che cattura sguardi e cuori, un appuntamento fisso che sa sempre sorprendere.
Il presepe in Piazza San Pietro: una storia iniziata nel 1982
L’idea di un presepe monumentale in Piazza San Pietro è nata nel 1982, per volere di Papa Giovanni Paolo II. Un’iniziativa che ha preso forma e si è consolidata negli anni, fino all’inaugurazione ufficiale di Papa Benedetto XVI, il 24 dicembre 2011, rendendo questa tradizione un simbolo del Natale romano.
Quest’anno, la scelta è caduta su una rappresentazione della natività ambientata in una grotta di Betlemme, con le case circostanti a fare da cornice. Le statue, a grandezza naturale, sono così realistiche da sembrare vive, immerse in un paesaggio aperto dove il freddo e il gelo sembrano quasi tangibili.
A Roma, all’ombra imponente della Basilica di San Pietro, c’è un angolo dove il tempo si ferma e lo spirito del Natale si accende. Qui, tra il marmo lucido e l’aria frizzante, un incanto speciale attira visitatori da ogni dove, tutti desiderosi di ammirare lo splendore del presepe vaticano.
Questo capolavoro, frutto di grande cura e di attenzione ai dettagli, invita fedeli e curiosi a scoprire un universo di meraviglie, dove storia e fede si fondono. Il presepe ricrea la semplicità della stalla di Betlemme, il luogo dove, oltre duemila anni fa, nacque il Figlio di Dio.
Al centro della scena, la Sacra Famiglia brilla: Maria e Giuseppe guardano con amore il Bambino Gesù, avvolto in fasce e adagiato in una mangiatoia. Le figure, più grandi del vero, sono scolpite con materiali preziosi e i loro volti irradiano una serenità e una pace quasi divine.

Mentre lo sguardo si perde tra i dettagli, una miriade di particolari affascina. Gli angeli, con le ali spiegate e i volti luminosi, volteggiano in alto, intonando lodi al neonato re. Pastori e Magi, guidati dalla stella di Betlemme, si avvicinano per rendere omaggio al Salvatore. E poi gli animali, domestici e selvatici, raccolti intorno alla mangiatoia, aggiungono un tocco di quiete e meraviglia.
Ogni elemento del presepe è stato scelto e posizionato con precisione, creando uno spettacolo armonioso. Lo sfondo, dipinto con scene intricate della campagna italiana, trasporta i visitatori tra le dolci colline della Giudea, dove la storia del Natale ha avuto inizio. L’illuminazione soffusa avvolge le figure in una luce calda, donando profondità e tridimensionalità all’intera rappresentazione.
Chi si ferma in silenziosa contemplazione davanti al presepe, viene trasportato indietro nel tempo, immerso nella bellezza e nel mistero del racconto natalizio. La scena diventa una testimonianza vivente della nascita di Cristo, un promemoria di speranza, amore e gioia che questo evento sacro ha portato al mondo.

Nella Basilica di San Pietro, il presepe si erge come un faro di fede, ricordando a tutti il messaggio eterno del Natale: l’amore di Dio non ha confini e nella nascita di un umile bambino risiede la promessa di redenzione e speranza per tutta l’umanità.
Accanto all’imponente obelisco che domina la Piazza, quest’anno spicca un presepe con una capanna in legno e diverse abitazioni, popolate da figure a grandezza naturale. Si tratta di statue di Pietro Cantagalli, alte oltre tre metri, realizzate nel 1846 per i Torlonia e poi donate a San Vincenzo Pallotti per la Chiesa di S. Andrea della Valle.
La grotta sembra scolpita nella roccia, con un sentiero stretto e ripido che conduce al suo interno. La Madonna è posizionata sulla destra, avvolta in un velo bianco che copre una veste azzurra e bianca; a sinistra, San Giuseppe con i colori tradizionali del giallo e del marrone. Al centro della grotta, una mangiatoia accoglie un bambino in fasce a grandezza naturale, con le braccia aperte verso i visitatori. Sulla destra, i Re Magi sono nell’atto di offrire i loro doni.
Vicino alla grotta, una scena di vita quotidiana prende forma, con un commerciante che offre la sua mercanzia a una donna.

Sul bancone del negozio, grossi libri rilegati catturano l’attenzione, mentre in alto, sulla capanna, spicca la stella cometa. A destra del presepe, un grande albero di Natale, offerto ogni anno da una regione diversa, estende i suoi rami quasi a coprire e proteggere l’intera scena.

La piazza brulicava di turisti stranieri, tutti incantati dalla maestosità della Basilica e dall’incantevole presepe. Molti seguivano guide che spiegavano ogni dettaglio, arrivati qui per godersi un soggiorno natalizio. Ho avuto anch’io la fortuna di ascoltare una guida che parlava inglese, e devo ammettere che ne sapevano molto più di noi, erano davvero preparatissimi sulla vita della capitale e sugli eventi di quel periodo.

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