Indice dei contenuti
Scopri la vera origine tastiera QWERTY: dal brevetto Sholes del 1868 alle teorie sul telegrafo, fino alle varianti AZERTY e QWERTZ.
Come è nata la tastiera QWERTY?
Il layout della tastiera QWERTY prende il nome dalle prime sei lettere che compaiono in alto a sinistra, quelle che ancora oggi vediamo su computer, laptop e smartphone di tutto il mondo.
Nata insieme alle prime macchine da scrivere a metà Ottocento, questa disposizione dei tasti ha ormai superato i 150 anni di vita e resta, nonostante decine di alternative proposte nel tempo, lo standard universale per digitare in caratteri latini.
Ecco l’origine della tastiera qwerty, tra fatti accertati e miti da sfatare.
Le origini: dal brevetto di Sholes alla Remington
I primi modelli di macchina da scrivere non avevano un layout logico: le lettere erano disposte in ordine alfabetico su due file, come i tasti di un pianoforte.
Il problema era meccanico: quando due leve di lettere vicine tra loro nell’alfabeto venivano premute in rapida successione, i martelletti si incastravano.
Chi ha inventato la tastiera qwerty

Fu Christopher Latham Sholes, tipografo e inventore di Milwaukee, a depositare nel 1868 insieme al suo team un brevetto per una macchina da scrivere che, dopo circa trenta prototipi, arrivò alla disposizione QWERTY che conosciamo.
Il modello fu poi acquistato e commercializzato dalla Remington Company, che nel 1874 lo lanciò sul mercato come “Remington No. 1”, diventando la prima macchina da scrivere di successo commerciale della storia.
Perché non ABCDE? Il mito dell’inceppamento e la pista del telegrafo
Per decenni la spiegazione più diffusa è stata questa: le coppie di lettere usate più di frequente in inglese furono allontanate tra loro apposta, per rallentare la battitura ed evitare che i martelletti si incastrassero. Un principio di “ostacolo controllato” più che di efficienza.
Ricerche storiche più recenti, condotte in particolare dagli studiosi giapponesi Koichi e Motoko Yasuoka dell’Università di Kyoto, hanno messo in discussione questa versione. Secondo la loro ricostruzione, il layout si sarebbe evoluto
in stretto dialogo con gli operatori del telegrafo, che dovevano trascrivere rapidamente il codice Morse: alcune scelte di disposizione dei tasti risponderebbero più a questa esigenza che al semplice problema meccanico dei martelletti.
Le due teorie non si escludono del tutto a vicenda, ma la vicenda resta uno dei casi di storia della tecnologia più discussi e ancora oggi oggetto di dibattito tra gli storici.
Come è stato inventato il QWERTY?

Perché la tastiera delle lettere latine non inizia con ABCDE. Nel layout QWERTY le coppie di lettere più utilizzate vengono separate per evitare che il martello della macchina da scrivere si inceppi in quel momento, costringendo lo scrittore a smettere di sbloccarle.
Una curiosità di marketing, questa sì accertata: la riga superiore della tastiera contiene tutte le lettere necessarie per scrivere la parola “typewriter” (macchina da scrivere in inglese).
Un dettaglio comodo per i venditori dell’epoca, che potevano dimostrare la velocità della macchina digitando quella sola parola con le due mani alternate.
Il sistema è stato progettato anche per ridurre le sequenze di tasti adiacenti, ma con l’avvento dei computer si elimina il problema.
Dalla Remington al tasto Maiusc
Sulla macchina da scrivere Remington fu introdotta per la prima volta anche la possibilità di digitare sia lettere minuscole che maiuscole: è la nascita del pulsante Maiusc (Shift), rimasto sostanzialmente identico da allora.
Tra i primi clienti di rilievo di Remington ci fu Samuel Clemens, in arte Mark Twain: Le avventure di Tom Sawyer, pubblicato nel 1876, è considerato il primo romanzo scritto su una macchina da scrivere.
Da standard di settore a norma ISO
Grazie alla popolarità delle macchine Remington e alla diffusione del metodo di dattilografia “alla cieca” (che non richiede di guardare i tasti), a partire dal 1888 ogni produttore iniziò a preferire il layout
QWERTY, che nel 1893 divenne lo standard di fatto del settore. Il riconoscimento ufficiale arrivò molto più tardi: nel 1973 la tastiera QWERTY fu formalizzata come standard internazionale dall’International Organization for Standardization (ISO).
Le varianti internazionali: AZERTY, QWERTZ e non solo
Con la diffusione globale della tastiera, ogni area linguistica ha adattato il layout alle proprie esigenze, mantenendo comunque l’impostazione di base QWERTY:
- AZERTY, usata in Francia e Belgio;
- QWERTZ, diffusa in Germania, Austria e in gran parte dell’Europa centrale, dove Y e Z sono invertite rispetto all’inglese;
- varianti nazionali per lingue con caratteri accentati o segni diacritici, come quella italiana o quella spagnola.
Nonostante queste differenze locali, dall’Italia alla Russia, dalla Cina al Brasile, la logica QWERTY resta il punto di partenza comune.
Non solo macchine da scrivere: la tastiera arriva anche in guerra

Il principio della tastiera a lettere singole, nato con le macchine da scrivere, non è rimasto confinato alla scrittura. Negli anni ’30 e ’40 la stessa idea di base
(una tastiera collegata a un meccanismo di codifica) fu alla radice di uno degli strumenti più famosi della storia dell’intelligence: Enigma, la macchina crittografica tedesca decifrata da Alan Turing.
Anche Enigma, in fondo, era una specie di macchina da scrivere elettrica: una tastiera a 26 lettere collegata a un sistema di rotori che, invece di stampare, cifrava ogni carattere digitato.
Un promemoria di quanto la logica “tasto per lettera” nata con Sholes abbia finito per attraversare, con esiti molto diversi, anche la storia militare del Novecento.
La tastiera moderna: dal Model M IBM alle meccaniche del 2026
Un salto decisivo avviene nel 1984 con il Model M, prodotto da IBM e poi da Lexmark: introduce la sezione numerica separata, i tasti freccia indipendenti e la riga dei tasti funzione, ponendo le basi del design che ancora oggi consideriamo “universale”.

Negli ultimi anni la tastiera fisica ha vissuto una seconda giovinezza: le tastiere meccaniche, un tempo di nicchia tra i gamer, sono diventate un
vero fenomeno mainstream anche per chi scrive per lavoro, complice il ritorno di interesse per switch personalizzabili, hot-swap e layout compatti (60%, 65%, TKL).
Parallelamente sono cresciute le tastiere ergonomiche split, pensate per ridurre l’affaticamento dei polsi in chi lavora molte ore al computer, e le tastiere wireless multi-dispositivo,
pensate per passare in un clic tra PC, tablet e smartphone. Il layout dei tasti resta però, ancora oggi, sostanzialmente quello disegnato da Sholes oltre 150 anni fa.
La tastiera qwerty contiene uno strumento di marketing “incorporato”: la riga superiore dei suoi tasti contiene non solo le vocali, ma tutte le lettere che compongono la parola “macchina da scrivere“. Digitando questa parola lunga e piuttosto complessa in
modo rapido e preciso, premendo alternativamente i tasti con l’indice di entrambe le mani, i venditori delle prime macchine da scrivere hanno convinto gli acquirenti creduloni a sborsare per un dispositivo miracoloso dell’era tecnologica moderna.
Domande Frequenti
Chi ha inventato la tastiera QWERTY e perché ha questo layout?
Christopher Sholes, insieme a Carlos Glidden e Samuel W. Soule, nel 1864, per risolvere i problemi di lentezza e inceppamento dei primi modelli di macchina da scrivere, privi di un layout logico. Il nome deriva semplicemente dalle prime sei lettere in alto a sinistra della tastiera: Q-W-E-R-T-Y.
Perché il QWERTY resta lo standard nonostante esistano alternative più efficienti?
Perché è diventato uno standard de facto radicato nell’abitudine di miliardi di utenti e nella progettazione di computer e smartphone moderni. Alternative come la tastiera Dvorak, pensata per maggiore velocità ed efficienza, esistono da decenni ma non sono mai riuscite a scalzare la diffusione capillare del QWERTY.
Smithsonian Magazine , “The QWERTY Keyboard Will Never Die. Where Did the 150-Year-Old Design Come From?”


ne ha fatta di strada questa tastiera Qwerty si che la usiamo tutti i giorni ma senza saperne le origini e i cambiamenti
Ma sai che non sapevo la funzione? Pazzesco ho scoperto un sacco di cose interessanti che davo invece per superflue sulla tastiera qwerty.
questo tipo di tastiera ha proprioorigini molto antiche grazie per le preziose informazioni