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Perché in Asia bruciano banconote ai funerali

Frecce di soldi e fumo da un altare dedicato alla corruzione, scena storica con persone in abbigliamento tradizionale cinese, evidenziando temi di sradicamento e ricchezza.
ALT: Dipinto tradizionale cinese che mostra uomini in abiti storici di fronte a una tavola piena di denaro in fiamme con fumo nero, ambientato in un cortile con pagoda sullo sfondo.
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Avete mai notato, magari in un documentario o in un film, persone che bruciano banconote ai funerali in Asia? È una scena che colpisce, lontana dalle nostre usanze di fiori e piante perenni. Ma dietro questo gesto c’è un mondo di credenze e tradizioni millenarie.

Banconote in fumo: un ponte con l’aldilà

In paesi come il Vietnam e la Cina, bruciare banconote finte durante le cerimonie funebri non è un atto di spreco ma un rito votivo profondamente radicato nel culto degli antenati. Non si tratta di soldi veri, ovviamente, ma di offerte simboliche. L’idea è che queste “banconote” raggiungano gli spiriti dei defunti, garantendo loro benessere e prosperità nell’aldilà.

Perché in Asia bruciano banconote ai funerali? Fumata di soldi in fiamme durante un rituale tradizionale cinese, con numerosi partecipanti che osservano attentamente, creando un'atmosfera di cultura e spiritualità.
Un gruppo di persone assiste a un rituale di sacrificio con denaro bruciato, simbolo di rituali tradizionali cinesi per portare fortuna e prosperità, in un contesto culturale ricco di storia e spiritualità.

Pensate ai corredi funerari che archeologi e antropologi trovano nelle tombe antiche: cibo, bevande, vestiti, gioielli, persino animali domestici o servi sacrificati. Erano tutti oggetti destinati a facilitare la vita del defunto nell’aldilà. In Oriente, le banconote di carta sono diventate un’alternativa più pratica e meno cruenta, un modo per inviare ai propri cari estinti tutto ciò di cui potrebbero aver bisogno, comunicando con loro oltre il velo della morte.

La Carta Joss e l’arte della “zhizha”

Queste non sono banconote qualsiasi, ma “denaro infernale”, speciali emissioni create appositamente per i riti funebri. Sono una varietà della Carta Joss, un termine che indica la carta per l’incenso. Vengono prodotte a partire da fogli di bambù o riso, e la loro forma può variare enormemente: da semplici stampe a repliche dettagliate di case, automobili, telefoni, carte di credito e persino bambole che rappresentano servi.

Tutto questo è frutto di una tecnica artigianale antichissima, la “zhizha”. Nata nel culto taoista dell’antica Cina, serviva originariamente a sostituire i sacrifici umani, trasformandosi poi in un’offerta volontaria durante cerimonie e funerali. Oggi, nonostante la produzione sia in gran parte industrializzata per soddisfare una domanda enorme, l’usanza non ha perso la sua forza. A Taiwan, per esempio, ogni anno si bruciano figurine di carta d’incenso per centinaia di milioni di dollari.

Fogli di carta cinese decorativa e libri di carta colorata per le festività tradizionali cinesi. Articoli per il noodles, decorazioni e simboli culturali per il Capodanno cinese e altre celebrazioni tradizionali.

Questo rito, che simboleggia rispetto, pietà filiale e il desiderio di prosperità anche nell’oltretomba, è così radicato che, nonostante alcune autorità abbiano iniziato a limitarne l’uso per questioni ambientali o di sicurezza, la sua importanza culturale rimane intatta.

Le radici storiche di un rito millenario

L’origine di questa pratica affonda le sue radici nella storia profonda di Cina e Vietnam. In Cina, l’usanza si è sviluppata con il culto degli antenati e la convinzione che i defunti avessero bisogno di beni materiali nell’aldilà. La tradizione si è consolidata durante le dinastie imperiali, quando confucianesimo e taoismo enfatizzavano il rispetto per i morti attraverso offerte simboliche.

Antico manoscritto o mappa in stile artistico, presentato su sfondo di pergamena color sabbia, usando tecniche di pittura o stampa per creare un effetto vintage, ideale per appunti e blog.
Robert C. Williams Paper Museum: denaro spirituale cinese (carta Joss), bruciato come offerta agli dei buddisti

Anche in Vietnam, fortemente influenzato dalla cultura cinese, il rito ha una storia di oltre duemila anni, mescolando elementi confuciani, buddisti e locali. Le banconote finte sono un modo per prendersi cura spiritualmente dei defunti, assicurando loro prosperità in un aldilà dove il denaro mantiene il suo valore. Un sistema di valori che lega i vivi e i morti in un continuum di rispetto e pietà filiale.

Il “denaro infernale” in ogni cultura

Banconote di valuta cinese e americana, denaro contante in moneta di diversi paesi, valute in contanti per investimenti e scambi commerciali.
Banconote di diverse valute internazionale, tra cui dollari e yuan, disposte in modo ordinato, rappresentano metodi di pagamento e trasmissione di valore.

Ogni paese ha le sue banconote rituali. In Cina, le chiamano Yin, Ming o Yinsi. Bruciare questo “denaro infernale” è un’offerta per evitare che i defunti abbiano problemi nell’aldilà. Nelle credenze cinesi, l’aldilà, o Diyu, è un mix tra il concetto buddista di Naraka e le tradizioni popolari, simile al Purgatorio cattolico: un luogo per espiare i peccati e purificare l’anima in vista della reincarnazione.

L’offerta serve a placare gli dei degli inferi. Una volta espiati i peccati, l’anima riceve il tè dei cinque sapori dell’oblio da Lady Meng Po, la divinità che cancella i ricordi per preparare alla rinascita. Stare a Diyu può essere un vero inferno per chi non ha condotto una vita retta, da qui l’importanza di bruciare denaro come offerta. Si crede che la finanza possa ammorbidire i giudici o consolare un peccatore. Il nome “denaro infernale” deriva probabilmente dall’influenza dei missionari cristiani, che vedevano Diyu come il regno del diavolo.

Un mosaico di riti funerari in Asia

I rituali funerari in Asia sono un mosaico di culture e religioni. In Giappone, prevalgono i riti buddisti: la cremazione è quasi universale, seguita da cerimonie di lutto e la conservazione delle ceneri in urne, il tutto accompagnato dal culto degli antenati.

In India, soprattutto tra gli induisti, la cremazione è fondamentale per la rinascita dell’anima, con riti che si svolgono su pire accese vicino a fiumi sacri come il Gange. In Tibet, si pratica il “funerale celeste”, dove il corpo viene offerto agli avvoltoi, un gesto di profondo rispetto per la natura.

In Cina, Vietnam e Thailandia, le cerimonie sono un intreccio di buddismo, taoismo e confucianesimo, con preghiere, offerte e, a volte, la cremazione. Questi riti possono includere lunghi periodi di lutto, veglie e celebrazioni commemorative, tutti volti a facilitare il passaggio del defunto nell’aldilà e a onorarne la memoria nella comunità.

Perché in Asia si bruciano banconote finte ai funerali?

È un rito votivo legato al culto degli antenati: le banconote sono offerte simboliche che si crede vengano trasmesse agli spiriti dei defunti per garantirne il benessere nell’aldilà.

Cos’è la carta Joss?

Il nome dato alla carta per l’incenso e alle banconote speciali emesse esclusivamente per scopi funebri, prodotte con fogli di bambù o riso in diverse forme.

Cos’è la tecnica zhizha?

Una tecnica artigianale tradizionale sviluppata nel culto taoista dell’antica Cina, usata per creare oggetti di carta come case, automobili e bambole da bruciare come offerte, in sostituzione degli antichi sacrifici umani.

In quali paesi asiatici è diffusa questa pratica?

In particolare in Vietnam e in Cina, dove bruciare banconote finte durante i funerali è un’usanza legata al culto degli antenati.

Cosa veniva sepolto insieme ai defunti prima dell’uso della carta moneta?

Cibo, bevande, vestiti, gioielli, mobili, stoviglie, armi, animali domestici e persino servi sacrificati, secondo quanto trovato negli scavi archeologici.

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