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Il Galaxy S Duos di Samsung è stato per me un bel salto. Dopo anni di cellulari “base”, la necessità di connettermi al mio blog mi ha spinto verso uno smartphone più evoluto. Questo modello, in particolare, mi ha colpito perché offriva le stesse comodità dual SIM del mio vecchio telefono, ma con Android 4.2 a bordo, una bella differenza.
La scocca nera, il display da 4 pollici con risoluzione 480 x 800, 768MB di RAM e 4GB di memoria interna: queste le sue credenziali. E poi, la possibilità di espandere lo spazio fino a 64GB con una microSD, comodamente inseribile sul lato sinistro, era un plus non da poco.
Sul retro, al centro, le fotocamere: una principale da 5 megapixel e una frontale da 0,3 MP. La batteria da 1500mAh, nonostante le molte app che ho scaricato, riusciva a tenermi compagnia per oltre 24 ore.

Il Samsung Galaxy S Duos 2 GT-S 5782 si è rivelato un mini-portatile tascabile, che mi permetteva di gestire i social e il blog con una facilità sorprendente ed era perfetto per il lavoro, ma anche per qualche momento di svago.
Samsung Galaxy S Duos 2: uno sguardo ravvicinato
Lanciato da Samsung Electronics nel 2013, il Galaxy S Duos 2 GT-S7582 era uno smartphone Android dual-SIM. Montava un display LCD TFT da 4,0 pollici, una fotocamera posteriore da 5 megapixel, una frontale VGA e una batteria da 1.500 mAh. Il tutto girava su Android 4.2 Jelly Bean, spinto da un processore Cortex-A7 dual-core da 1,2 GHz e 512 MB di RAM.
Cosa lo rendeva interessante:
Il suo punto di forza era il supporto dual-SIM: potevi avere due numeri attivi sullo stesso telefono.
Il display LCD TFT da 4,0 pollici, con una risoluzione di 480 x 800 pixel, offriva un’esperienza visiva più che dignitosa per l’epoca.
La fotocamera posteriore da 5 megapixel permetteva di scattare foto e registrare video, con tanto di autofocus e flash LED.
La fotocamera frontale VGA, invece, era perfetta per i selfie e le videochiamate.
Android 4.2 Jelly Bean offriva funzionalità come Google Now, notifiche più ricche e un multitasking migliorato.
Il processore Cortex-A7 dual-core da 1,2 GHz garantiva prestazioni sufficienti per le attività quotidiane e un multitasking leggero.
Con 512 MB di RAM, le app di base giravano senza intoppi e l’interfaccia utente era fluida.
La possibilità di espandere la memoria con una scheda microSD era un bel vantaggio per foto, video e app extra.
La batteria da 1.500 mAh offriva un’autonomia decente, arrivando a coprire una giornata con un uso moderato.
I suoi punti di forza:
* Supporto doppia SIM
* Design compatto e leggero
* Display più che buono per l’epoca
* Spazio di archiviazione espandibile
I suoi limiti:
* Memoria interna un po’ risicata
* Poca RAM
* Versione Android ormai datata
* Fotocamere non eccellenti
Verdetto finale
L’ho pagato circa 140 euro, un ottimo affare per le mie esigenze, e lo usavo per telefonare, mandare SMS e interagire sui social, con tutte le app essenziali a disposizione con un clic. Era uno smartphone economico, ma al suo tempo offriva funzionalità di base e il dual-SIM, che per molti era importante. Oggi, con le sue specifiche limitate e un software obsoleto, non è più adatto a chi cerca un telefono moderno e performante, ma per me, allora, è stato un compagno fedele.

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