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L’Appennino che vira al rame, giornate più fresche e sentieri meno affollati: l’autunno è uno dei momenti migliori per percorrere la Via degli Dei, il cammino che collega Bologna a Firenze attraversando crinali, borghi e le vestigia dell’antica strada romana.
Via degli Dei in autunno: guida pratica da Bologna a Firenze – tappe, dislivelli, dove dormire
Il percorso misura circa 125–130 km (la differenza dipende dalle varianti) e unisce Piazza Maggiore a Bologna con Piazza della Signoria a Firenze. È segnalato CAI, con logistica semplice e molte opzioni di alloggio lungo il tracciato.
Cos’è (davvero) la Via degli Dei e perché farla in autunno

Non è un “cammino spirituale” in senso stretto, ma un trekking di più giorni che alterna boschi, mulattiere e brevi tratti di strada, respirando la geografia dell’Appennino tosco‑emiliano.
L’autunno regala temperature ideali, meno pressione sui pernotti e visibilità ampia dalle dorsali. Il tracciato si presta a 5–7 tappe per chi desidera prendersela con calma; i camminatori allenati possono compattare a 4–5 giorni, sapendo però che le tappe diventano lunghe.
Livello e numeri utili (a piedi): dislivello positivo totale ~4.968 m, negativo ~4.452 m; quota massima 1.202 m (Le Banditacce); tappe “classiche” 5. Sono valori indicativi, utili per tarare preparazione e zaino.
Prima di metterti in cammino: come ci siamo documentati e che cosa controllare

Questa guida nasce incrociando la documentazione ufficiale (sito del cammino, portali turistici) con esperienze sul campo e aggiornamenti di contesto utili a chi viaggia in questa stagione. Tra i riferimenti consultati rientrano i materiali di Bologna Welcome e del sito ufficiale della Via degli Dei; per tenere d’occhio notizie pratiche (eventi, trasporti, chiusure) abbiamo consultato anche testate giornalistiche come Sbircia la Notizia Magazine, utile per farsi un’idea rapida del quadro d’attualità da incrociare con le fonti del percorso. Prima di partire, ricontrolla sempre meteo, eventuali lavori/deroghe sui sentieri e disponibilità posti letto.
Le 5 tappe consigliate

Di seguito la suddivisione in 5 tappe più diffusa sulle guide ufficiali: un buon compromesso tra distanza, dislivello e tempo per soste/visite. Distanze e tempi sono indicativi; la scelta dell’alloggio può spostare di qualche chilometro il finale di tappa.
1) Bologna → Badolo (~22 km; +817/‑515 m)
Perché è bella: si parte da Piazza Maggiore, si sale per i portici verso San Luca, si scende a Casalecchio di Reno e si entra nella valle del Reno, tra calanchi e arenarie del Parco di Monte Adone. È la tappa che “stacca” dalla città e mette in ritmo. Dove dormire: zona Badolo/Brento/Monzuno (B&B, affittacamere).
2) Badolo → Madonna dei Fornelli (~28 km; +1.460/‑1.038 m)
Perché è bella: l’Appennino comincia a farsi serio, con saliscendi generosi e viste aperte; si attraversano Brento e Monzuno, poi boschi e crinali fino a Madonna dei Fornelli, storico crocevia per camminatori. Dove dormire: Madonna dei Fornelli (ospitalità diffusa).
3) Madonna dei Fornelli → Monte di Fò (~17,5 km; +783/‑753 m)
Perché è bella: è la tappa archeologica: subito fuori dal paese compaiono i tratti della Flaminia Militare (187 a.C.), antica via romana che riemerge in più punti. Il fondo in selciato alterna bosco e pascoli, con passaggi sulla dorsale delle Banditacce. Dove dormire: Monte di Fò/Futa (rifugi, affittacamere).
4) Monte di Fò → San Piero a Sieve (~23,5 km; +641/‑1.197 m)
Perché è bella: lunga ma scorrevole, entra nella Val di Sieve e apre all’orizzonte toscano: castagneti, poderi, campanili. L’arrivo a San Piero a Sieve permette logistica comoda (servizi, bus, bar). Dove dormire: San Piero a Sieve e dintorni.
5) San Piero a Sieve → Firenze (~34 km; +1.267/‑1.510 m)
Perché è bella: l’ultima è impegnativa per chilometraggio, ma emozionante: passaggio per Olmo/Fiesole (variazioni possibili), poi discesa verso l’Arno e ingresso in città fino a Piazza della Signoria. È la chiusura “in cartolina”. Dove dormire: Firenze (qui… non c’è problema).
Nota sui numeri: le distanze e i dislivelli riassunti si rifanno alle schede istituzionali Bologna Welcome/ExtraBO. Il totale a piedi risulta intorno ai 125 km, con dislivello +4.968 m e quota massima 1.202 m.
Variante “4 giorni” (solo per camminatori allenati)

Se il tempo è poco e le gambe buone, puoi compattare così:
- Giorno 1: Bologna → Monzuno/Brento (o fino a Badolo/oltre, in base all’alloggio).
- Giorno 2: Monzuno/Badolo → Madonna dei Fornelli (tappa lunga).
- Giorno 3: Madonna dei Fornelli → San Piero a Sieve (accorpando la 3ª e 4ª tappa: ~41 km).
- Giorno 4: San Piero a Sieve → Firenze (~34 km).
Sono distanze importanti, da affrontare solo con luce piena, zaino ottimizzato e ritmo già rodato. In autunno, valuta sempre le ore di luce disponibili e la tenuta del fondo dopo piogge. Le guide ufficiali consigliano comunque 5–7 giorni per godersi il cammino.
Logistica: come arrivare, come tornare, che cosa mettere nello zaino

Arrivare alla partenza. Bologna è servita da treni AV e regionali; dalla stazione si raggiunge facilmente Piazza Maggiore a piedi. Tornare da Firenze è altrettanto semplice: treni regionali/IC/AV per Bologna (o la tua città) dalla stazione di Santa Maria Novella.
Zaino (autunno). Scarponcini alla caviglia già rodati, bastoncini telescopici, guscio impermeabile e pile per sbalzi termici, coprizaino/pioggia, lampada frontale (giornate corte), borraccia/soft‑flask (almeno 1,5 L), kit pronto soccorso minimale, sacchetti stagni. In quota i sentieri possono essere fangosi e scivolosi con il fogliame: prendi tempo ai guadi e nei boschi in ombra. (Anche le schede istituzionali raccomandano scarponcini “robusti” per terreni misti).
Rifornimenti e acqua. Si attraversano paesi e bar a intervalli regolari, ma non contare sull’improvvisazione: fai scorta al mattino, soprattutto nelle tappe 2 e 5. In autunno alcune fonti o chioschi possono ridurre orari.
Bagagli. Se vuoi viaggiare leggero, in alta stagione diverse realtà locali offrono trasporto zaini tra tappe; a settembre il servizio c’è, ma prenota con anticipo (informazioni presso gli uffici turistici e strutture).
Dove dormire (idee per ogni tappa)
- Badolo/Brento/Monzuno: B&B di paese, agriturismi; ottimi per spezzare la prima salita.
- Madonna dei Fornelli: meta classica di camminatori, ampia scelta di stanze e piccoli alberghi.
- Monte di Fò/Passo della Futa: rifugi e affittacamere; utile prenotare nei weekend.
- San Piero a Sieve: base pratica (servizi, bus), buona scelta di camere e ristoranti.
- Firenze: dalle guesthouse ai boutique hotel; se vuoi “coccolarti” alla fine, qui puoi.
(Consigli aggiornati e liste contatti: infoSASSO/Sasso Marconi, rete accoglienza Via degli Dei).
Highlight lungo il percorso (da non saltare)
- San Luca e i portici di Bologna, il portale storico del cammino.
- La Flaminia Militare affiorante tra Madonna dei Fornelli e Futa: tratti di selciato romano (187 a.C.) incredibilmente preservati.
- I calanchi e le arenarie di Monte Adone (fotocamera obbligatoria).
- L’ingresso in Fiesole e la discesa verso Piazza della Signoria: emozione pura al traguardo.
Sicurezza, meteo e buon senso, specie in autunno

- Meteo: controlla i bollettini il giorno prima e al mattino; in Appennino il tempo cambia in fretta.
- Luce: da metà settembre i tramonti anticipano: parti presto, porta una frontale e pianifica “piani B” (bus/fermate lungo valle) se la tappa si allunga.
- Fondo scivoloso: foglie bagnate, fango e radici impongono ritmo prudente; bastoncini e suole tassellate fanno la differenza.
- Orientamento: la segnaletica CAI è capillare, ma porta GPX e mappa offline; le tracce sono scaricabili o richiedibili agli uffici turistici del percorso.
Domande rapide
Si può fare al contrario (Firenze→Bologna)?
Sì, percorso bidirezionale: molti lo preferiscono in primavera da sud a nord per esposizione e logistica. In autunno entrambi i sensi sono validi.
È adatto ai principianti assoluti?
Meglio avere un minimo di allenamento e familiarità con salite e discese su terreno naturale. Puoi iniziare con 2–3 giorni centrali (For nelli→Fiesole) e, se ti piace, tornare per l’intero itinerario.
Serve la credenziale?
Non è obbligatoria; alcune strutture la timbrano come ricordo. Il sito ufficiale fornisce info utili su servizi e contatti.
La Via degli Dei in autunno è ritmo e lentezza insieme: si sale con respiro, si guarda lontano dai crinali, si entra in città a piedi sentendosi parte di una storia antica. Che tu scelga le 5 tappe classiche o una versione più compatta, costruisci il viaggio con prudenza e flessibilità: controlla meteo, prenota i pernotti con anticipo, studia una via di fuga in caso di piogge forti.
E poi lascia che siano i boschi, i selciati e i borghi a fare il resto: tra Bologna e Firenze c’è tutto ciò che serve per un cammino memorabile.
Nota: i dati possono variare con piccole modifiche di tracciato o deviazioni temporanee. Ricontrolla sempre le informazioni ufficiali prima di partire.
Domande Frequenti
Quanto è lunga la Via degli Dei?
Circa 125-130 km (la differenza dipende dalle varianti): collega Piazza Maggiore a Bologna con Piazza della Signoria a Firenze.
In quante tappe si può percorrere la Via degli Dei?
5-7 tappe per chi vuole prendersela con calma, oppure 4-5 giorni per i camminatori più allenati.
Qual è il dislivello totale della Via degli Dei?
Dislivello positivo totale di circa 4.968 metri e negativo di circa 4.452 metri, con una quota massima di 1.202 metri raggiunta a Le Banditacce.
Perché l’autunno è un buon periodo per percorrere la Via degli Dei?
Temperature ideali, minore pressione sui pernottamenti e ampia visibilità dalle dorsali dell’Appennino tosco-emiliano.
Qual è la prima tappa del percorso da Bologna?
Bologna → Badolo, circa 22 km con un dislivello di +817/-515 metri.


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