Indice dei contenuti
Cappella San Ferdinando Re San Leucio: storia e informazioni per la visita.
La Cappella di San Ferdinando Re a San Leucio è uno degli ambienti storici del complesso monumentale del Belvedere di San Leucio, a Caserta.
La cappella è legata alla storia della colonia voluta da Ferdinando IV di Borbone e alla particolare esperienza sociale e produttiva nata intorno alla lavorazione della seta.
La mia visita al Belvedere non ha riguardato tutti gli Appartamenti Reali: sono entrata in una sola sala, la Cappella Reale dedicata a San Ferdinando Re.
Sono proprio alcuni dettagli che ho fotografato allora, tra cui un’immagine di Ferdinando IV, un braciere e una targa in marmo, che mi hanno spinto a tornare oggi sulla storia di questo luogo.
Cappella di San Ferdinando Re a San Leucio: storia e origini

Il Belvedere di San Leucio nacque dalla trasformazione di una precedente proprietà degli Acquaviva. Ferdinando IV di Borbone acquisì il complesso e ne avviò progressivamente la trasformazione, facendone il centro di un progetto che andava ben oltre la semplice residenza reale.

San Leucio divenne infatti un particolare esperimento nel quale architettura, vita comunitaria, formazione e produzione della seta erano strettamente collegate. Il progetto comprendeva abitazioni, spazi destinati all’istruzione, attività produttive e luoghi di culto.

Il Belvedere diventò così il centro di una comunità organizzata secondo regole proprie.
La Cappella Reale di San Ferdinando Re nacque proprio all’interno di questa trasformazione. Il grande salone centrale dell’antico palazzo degli Acquaviva venne adattato a cappella e il nuovo luogo di culto fu inaugurato nel 1776.
La cappella fu progettata dall’architetto Francesco Collecini, allievo di Luigi Vanvitelli, nell’ambito degli interventi realizzati per il complesso di San Leucio.
Cappella di San Ferdinando Re a San Leucio: storia e architettura

La cappella presenta una struttura a navata unica e conserva elementi decorativi e opere d’arte legati alla storia della comunità. Sono presenti due altari laterali policromi e diverse sculture in stucco. Le statue raffiguranti le Virtù furono realizzate da Angelo Brunelli nel 1778.

Ai lati dell’altare centrale si trovavano inoltre due dipinti di Carlo Brunelli, raffiguranti episodi della vita di San Leucio: San Leucio che battezza e San Leucio che predica.
Nel vestibolo d’ingresso si trova anche il fonte battesimale con l’Agnello Mistico, attribuito ad Angelo Brunelli e un antico presepe in una teca di vetro.

La storia della cappella è quindi strettamente legata non soltanto alla corte borbonica, ma anche alla comunità che viveva a San Leucio.
Nel 1776 la Real Cappella di San Leucio fu inoltre eretta a parrocchia, assumendo quindi un ruolo religioso importante per la popolazione della colonia.
Per una descrizione del complesso e degli altri ambienti del Belvedere si può consultare anche la pagina del Comune di Caserta dedicata al Belvedere di San Leucio.
Perché la cappella si chiama San Ferdinando Re?

Il nome può creare facilmente confusione.
San Ferdinando Re non è Ferdinando IV di Borbone.
La cappella è dedicata a San Ferdinando III di Castiglia, re di Castiglia e León, morto nel 1252 e canonizzato nel 1671.
Il titolo “Re” fa riferimento quindi alla sua condizione di sovrano e santo.
Ferdinando IV di Borbone è invece il sovrano del Settecento legato alla nascita e allo sviluppo del progetto di San Leucio.
È una distinzione importante perché i due nomi possono facilmente sovrapporsi:
- San Ferdinando Re → Ferdinando III di Castiglia, santo e re;
- Ferdinando IV di Borbone → il sovrano che sviluppò il progetto della colonia di San Leucio;
- Cappella di San Ferdinando Re → il luogo di culto dedicato al santo.
Questa differenza rende ancora più interessante la presenza, all’interno del luogo che ho visitato, di riferimenti sia religiosi sia legati alla figura di Ferdinando IV.
Chi era San Ferdinando Re?
San Ferdinando III di Castiglia è una figura importante della storia medievale spagnola. Nato nel 1199, fu re di Castiglia e successivamente anche di León.
È ricordato soprattutto per il ruolo avuto nella Reconquista e per la sua attività politica e religiosa. Fu canonizzato da papa Clemente X nel 1671.
Il suo culto si diffuse anche al di fuori della Spagna e il suo nome venne utilizzato per diverse chiese e cappelle dedicate a sovrani santi.
A San Leucio, dunque, il nome della cappella non celebra Ferdinando IV di Borbone, ma il santo re Ferdinando III di Castiglia.
Ferdinando IV e la colonia di San Leucio
Per comprendere la presenza della cappella nel Belvedere bisogna però tornare a Ferdinando IV di Borbone. Il sovrano trasformò progressivamente San Leucio in un progetto molto particolare, nel quale la produzione della seta aveva un ruolo fondamentale.
Non si trattava semplicemente di una manifattura. Intorno alla produzione serica venne organizzata una vera comunità, con abitazioni, formazione e regole proprie.
La lavorazione della seta divenne così parte integrante dell’identità di San Leucio. Il progetto di Ferdinando IV è ancora leggibile negli edifici, negli spazi del complesso e nelle testimonianze che ricordano la vita della colonia.
Ed è proprio questo intreccio tra corte, comunità, lavoro e religione che rende San Leucio diverso da una semplice residenza borbonica.
Ferdinando IV è naturalmente legato anche alla Reggia di Caserta, il grande complesso monumentale borbonico progettato da Luigi Vanvitelli, che ho raccontato nell’articolo Cosa vedere alla Reggia di Caserta e Star Wars.
Cosa vedere nella Cappella di San Ferdinando Re
La cappella conserva diversi elementi che permettono di leggerne la storia anche attraverso i dettagli. Tra quelli più importanti ci sono gli altari laterali policromi, le statue in stucco delle Virtù e le opere pittoriche legate a San Leucio.
Ma durante la mia visita sono stati soprattutto alcuni particolari a catturare la mia attenzione.
Ho fotografato un ritratto di Ferdinando IV, un braciere e una particolare targa in marmo con un’iscrizione latina.
Sono dettagli diversi tra loro, ma insieme restituiscono qualcosa dell’atmosfera storica dell’ambiente.
Il braciere

Il braciere è uno degli oggetti che ho fotografato.
Può sembrare un elemento secondario rispetto alle opere d’arte e all’architettura della cappella, ma proprio gli oggetti di questo tipo aiutano a immaginare la vita quotidiana negli ambienti storici.
Una visita a un edificio antico non è fatta soltanto di grandi opere e decorazioni: anche gli oggetti più semplici possono raccontare come venivano utilizzati e vissuti gli spazi.
Per questo ho voluto conservare anche questa fotografia.
La targa del bicentenario di San Leucio del 1979

Tra le fotografie della mia visita ce n’è una che, riguardandola oggi, ha acquistato un significato particolare: la targa in marmo con una lunga iscrizione latina.
L’iscrizione comincia con:
“BIS CENTENARIO RECURRENTE ANNO”
e ricorda il bicentenario della colonia delle manifatture della seta.
La targa cita espressamente “FERDINANDUS IV SICILIARUM REX”, cioè Ferdinando IV, e ricorda la colonia fondata sul colle di San Leucio e dotata di proprie leggi.
La parte finale dell’iscrizione è particolarmente significativa. Il testo parla della volontà degli eredi dell’arte della seta, dei responsabili della comunità e dell’intera città di Caserta di restituire ai monumenti della colonia:
“PRISTINUS DECOR ET ANTIQUA DIGNITAS”
cioè l’antico decoro e l’antica dignità.
In fondo alla targa si legge:
“CASERTAE A. MCMLXXIX”
La data in numeri romani corrisponde al 1979.
La targa celebra quindi il bicentenario ricordato nel 1979 e testimonia la volontà di valorizzare nuovamente il patrimonio storico e monumentale di San Leucio.
È una testimonianza particolare perché non appartiene al Settecento borbonico: è un documento molto più recente che racconta come, quasi due secoli dopo, la memoria della colonia e della sua tradizione serica continuasse a essere considerata parte importante dell’identità di Caserta.
La seta e la Real Colonia di San Leucio

La seta è fondamentale per comprendere la storia di San Leucio.
Ferdinando IV non concepì la colonia soltanto come un luogo di soggiorno reale. La produzione serica divenne il centro di un’organizzazione nella quale il lavoro era accompagnato dalla formazione e dalla vita comunitaria.
Gli artigiani specializzati nella lavorazione della seta contribuirono alla fama della manifattura, che produsse tessuti destinati anche alla corte.
Ancora oggi il nome di San Leucio è strettamente legato alla tradizione della seta, che rappresenta una delle testimonianze più importanti dell’esperimento voluto da Ferdinando IV.
La cappella fa parte di questo stesso contesto: non è un edificio isolato, ma uno degli elementi attraverso i quali si può comprendere la vita della comunità leuciana.
Visitare la Cappella di San Ferdinando Re a San Leucio
La mia esperienza al Belvedere di San Leucio è stata diversa da quella di chi percorre tutti gli ambienti degli Appartamenti Reali.
Io sono entrata nella Cappella Reale di San Ferdinando Re, ed è questa la parte del complesso che posso raccontare attraverso la mia esperienza e le fotografie che ho conservato.
Non ho quindi la pretesa di descrivere tutte le sale del Belvedere.
Preferisco concentrarmi su ciò che ho realmente visto: l’ambiente della cappella, le opere, il ritratto di Ferdinando IV, il braciere e soprattutto quella targa che allora poteva sembrare soltanto un’iscrizione antica e che oggi, rileggendola, racconta invece un momento importante della memoria di San Leucio.
È proprio questo che mi piace delle fotografie di viaggio: a volte un’immagine conservata per anni torna a parlarci quando decidiamo di guardarla con occhi nuovi.
Nel mio caso è successo con una semplice targa di marmo.
Quelle parole latine, “BIS CENTENARIO RECURRENTE ANNO”, mi hanno riportato alla storia della colonia, della seta, di Ferdinando IV e della volontà di conservare il patrimonio di San Leucio.
E così una visita che avevo fatto anni fa, entrando soltanto in una sala, oggi mi ha permesso di scoprire molto più di quanto ricordassi.
Se si vuole trasformare la visita in un itinerario più ampio nel territorio casertano, si può proseguire verso il borgo medievale e scoprire cosa visitare a Caserta Vecchia, con le sue chiese, il Duomo e gli altri luoghi storici.
FAQ
Quando fu costruita la Cappella di San Ferdinando Re a San Leucio?
La cappella fu inaugurata nel 1776, dopo la trasformazione del grande salone centrale dell’antico Palazzo degli Acquaviva.
Dove si trova la Cappella di San Ferdinando Re?
Si trova nel complesso monumentale del Belvedere di San Leucio, a Caserta.
Chi volle la Cappella di San Ferdinando Re?
La cappella rientra nel progetto di trasformazione del Belvedere promosso da Ferdinando IV di Borbone per la colonia di San Leucio.
Cosa si può vedere nella Cappella di San Ferdinando Re?
L’ambiente conserva altari, dipinti, sculture e altri elementi decorativi legati alla storia della cappella e della comunità di San Leucio.
La Cappella di San Ferdinando Re fa parte del Belvedere di San Leucio?
Sì. La cappella è uno degli ambienti storici del complesso monumentale del Belvedere di San Leucio.


Commenti