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Per duemila anni, chi non sentiva era condannato al silenzio. Poi, finalmente, ha iniziato a “vedere” il suono. Parliamo della lingua dei segni, una lingua naturale che ha radici antiche e una storia complessa, arrivata fino a noi.
L’ultima domenica di settembre si celebra la Giornata Mondiale della Sordità, un’occasione per riflettere su un sistema di comunicazione che è una dimensione del linguaggio. Per secoli, si è creduto che le persone nate sorde non potessero imparare, né essere considerate “complete”. La lingua dei segni è un linguaggio visivo e silenzioso, fatto di gesti delle mani, espressioni facciali e linguaggio del corpo, usato da chi ha disabilità uditive o del linguaggio per comunicare. Ma prima che nascesse, come facevano i sordi a interagire con il mondo?
Cos’è la lingua dei segni?

La lingua dei segni è una lingua naturale in cui significati, frasi e pensieri si esprimono attraverso i movimenti di mani, viso e corpo. È influenzata dal linguaggio vocale in diversi modi, uno dei quali è l’alfabeto manuale: ogni lettera ha una sua rappresentazione con la mano. Ogni comunità di non udenti ha la propria lingua dei segni (pensiamo alla Lingua dei Segni Americana o Britannica, ad esempio).
Lingua dei segni: un viaggio nella storia fino alla Giornata Mondiale della Sordità
Nell’antica Grecia, l’educazione si basava sul “suono”, considerato il mezzo più diretto per esprimere l’anima. Le parole, si diceva, erano solo l’ombra del suono. Il filosofo Aristotele arrivò a sostenere che “i sordi sono sempre meno intelligenti”. E nell’antica Roma, le persone sorde dalla nascita erano considerate “incapaci di comprendere le cose perché non potevano imparare a leggere e scrivere”, negando loro persino il diritto di firmare un testamento.
Il destino dei nati sordi e muti era tragico: nell’antica Grecia, i bambini sordi venivano lasciati morire; a Roma, non avevano diritti di cittadinanza; nel II secolo a.C., erano classificati come persone con disabilità mentali.
Questa visione persistette anche nel cristianesimo medievale. I sordi non erano considerati persone complete, perché, secondo la credenza dell’epoca, la fede derivava dall’udito. Un’idea che trovava fondamento nelle parole del teologo Sant’Agostino, che citava il Libro dei Romani: “Come puoi credere in lui senza ascoltarlo?”.
Per tutto il lungo Medioevo, i sordi rimasero ai margini della società. Nel V secolo, la Chiesa cristiana accettò finalmente il battesimo per i sordomuti, e dopo l’XI secolo permise loro di sposarsi. Ma l’istruzione rimase un miraggio, per la mancanza di metodi adeguati e anche per il radicato pregiudizio che “i sordi non possono essere educati”.
Fu solo con il Rinascimento che iniziò a farsi strada un movimento di resistenza a questo pregiudizio. Nel XVI secolo, il monaco benedettino spagnolo Pedro Ponce de Leon fu il primo a ideare una lingua dei segni formale per i non udenti. Ma l’uso dei gesti non era una novità: i nativi americani li usavano per comunicare tra tribù e con gli europei, e nei monasteri benedettini si ricorreva ai segni durante i periodi di silenzio.
Nel XVIII secolo, in Francia, il prete Charles Michel de l’Épée diede il via all’istruzione scolastica per i sordi. De l’Épée valorizzò la lingua dei segni già usata dai bambini, insegnando un linguaggio dei segni che traduceva il francese in gesti (il cosiddetto metodo manuale della lingua dei segni). Più tardi, un giovane prete americano, Thomas Hopkins Gallaudet, portò questo metodo negli Stati Uniti, diventando il pioniere della lingua dei segni americana.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’uso dell’udito residuo fece passi da gigante, grazie anche ai progressi nella tecnologia degli apparecchi acustici (il metodo uditivo-orale).
La Giornata Mondiale della Sordità 2021
La lingua dei segni è la lingua madre di molti sordi, usata principalmente da chi ha una grave ipoacusia. Le persone con problemi di udito sono circa il 5% della popolazione mondiale, e la loro vita è spesso più complessa. La Giornata Mondiale del Sordo si celebra ogni anno a settembre. Nel 2021 è caduta il 26 Settembre, ma la prima edizione risale al 28 settembre 1958, a Roma.
Cos’è la Lingua dei segni e da quanto tempo esiste?
Sistema di comunicazione visivo basato su gesti delle mani, espressioni facciali e linguaggio del corpo, sviluppato dalle persone sorde per comunicare ed esprimersi. Le sue origini risalgono a circa duemila anni fa, evolvendosi nel tempo attraverso trasmissione e uso continuativo tra generazioni.
Perché si celebra la Giornata Mondiale della Sordità e come si può imparare la Lingua dei segni?
Si celebra l’ultima domenica di settembre per sensibilizzare sulla disabilità uditiva e promuovere inclusione e comprensione della cultura sorda, con eventi che variano da paese a paese, manifestazioni, conferenze, spettacoli. Chiunque può imparare la Lingua dei segni attraverso corsi, workshop, video online e app dedicate, non solo chi ha una disabilità uditiva.

un linguaggio difficile da imparare ma molto utile per chi ha questi problemi
ciao non pensavo fosse così antica la lingua dei segni, buono a sapersi
E\’ una lingua che ho imparato per un paio di mesi quando facevo da baby.sitter a un bambino sordomuto. Impari tantissimo da loto.
un linguaggio davvero molto importante senza il quale sarebbe difficile cominicare per chi e\’ sordomuto lo dovremmo imparare tutti