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Medioevo usanze e costumi 21 curiosità sulla vita quotidiana, un periodo descritto attraverso immagini di castelli, guerre, malattie, superstizioni e condizioni di vita difficili. La realtà storica, però, era molto più articolata. Il Medioevo durò circa mille anni e comprende società, territori, classi sociali e periodi molto diversi tra loro.
Medioevo usanze e costumi 21 curiosità strane
La realtà storica del Medioevo, però, era molto più articolata. Durò circa mille anni e comprende società, territori, classi sociali e periodi molto diversi tra loro.
Per questo motivo anche usanze e costumi medievali non possono essere riassunti attraverso pochi stereotipi. Il modo di vivere, mangiare, vestirsi, lavorare, curarsi e trascorrere il tempo libero cambiava notevolmente a seconda dell’epoca, del luogo e della posizione sociale.
In questo articolo dedicato al Medioevo e alle sue usanze e costumi, scopriamo 21 curiosità sulla vita quotidiana, sulle credenze e sulle abitudini che aiutano a comprendere meglio questo lungo periodo storico.
1. Le persone non avevano sempre un cognome ereditario

Nel Medioevo non tutti avevano un cognome ereditario come lo intendiamo oggi. Per distinguere persone con lo stesso nome si utilizzavano riferimenti al luogo di provenienza, al mestiere, al padre oppure a caratteristiche fisiche o personali.
In diverse regioni europee i cognomi ereditari si affermarono progressivamente tra il Medioevo centrale e quello tardo, ma con tempi differenti a seconda del territorio. Per questo non è corretto immaginare che nel Medioevo tutte le persone fossero semplicemente prive di cognome: il sistema dei nomi era in fase di trasformazione e variava molto da una zona all’altra.
Nel corso dei secoli, quindi, i riferimenti utilizzati per identificare una persona divennero progressivamente più stabili ed ereditari.
2. I matrimoni medievali erano spesso influenzati dalle famiglie

I matrimoni medievali erano spesso influenzati dalle famiglie, soprattutto negli ambienti nobili e tra le classi più abbienti. Un’unione poteva servire a consolidare patrimoni, creare alleanze, rafforzare rapporti politici o stabilire nuovi legami sociali.
Questo non significa però che tutte le donne fossero completamente escluse dalla scelta del marito. Il ruolo femminile variava molto in base al ceto sociale, al luogo e al periodo storico. Anche il consenso degli sposi aveva un’importanza riconosciuta dalla tradizione cristiana, sebbene nella pratica le pressioni familiari potessero essere forti.
La dote rappresentava inoltre un elemento importante nelle trattative matrimoniali e poteva comprendere denaro, beni, terreni, abiti o altri oggetti di valore.
3. Le donne non erano prive di diritti
Dire che nel Medioevo le donne non avessero alcun diritto è una semplificazione. La loro condizione giuridica e sociale era generalmente subordinata a quella degli uomini, ma cambiava notevolmente in base al territorio, al periodo, al ceto sociale e allo stato civile.
In determinati contesti le donne potevano possedere o ereditare beni, gestire patrimoni, amministrare attività economiche e stipulare accordi. Le vedove, in particolare, potevano acquisire una maggiore autonomia nella gestione delle proprie risorse.
Il matrimonio rimaneva però un ambito nel quale le decisioni familiari avevano un peso considerevole, soprattutto nelle famiglie nobili e in quelle economicamente più importanti. Anche la possibilità di amministrare beni o stipulare contratti dipendeva dalle leggi e dalle consuetudini locali.
È quindi più corretto parlare di forti disuguaglianze giuridiche e sociali piuttosto che affermare che nel Medioevo le donne non avessero diritti.
Medioevo, usanze e costumi: la vita quotidiana oltre i cliché. Anche l’abbigliamento rifletteva la posizione sociale delle donne medievali, dalla nobiltà fino alle classi popolari.
4. La cucina del Medioevo non era molto malsana
L’alimentazione medievale era molto diversa da quella attuale e variava in modo significativo in base al ceto sociale, alla regione e alla disponibilità degli alimenti.
Cereali, pane, legumi, verdure e prodotti caseari rappresentavano una parte importante della dieta quotidiana di molte persone, mentre carne, pesce, uova e spezie erano consumati in quantità diverse a seconda delle possibilità economiche.
Le tecniche di conservazione comprendevano essiccazione, salatura, affumicatura, fermentazione e conservazione sott’olio o sotto grasso. Non esistevano naturalmente i moderni sistemi di refrigerazione, ma questo non significa che il cibo fosse abitualmente avariato o che le persone non sapessero riconoscere gli alimenti deteriorati.
La dieta poteva comunque essere poco varia durante i periodi di carestia o per le fasce più povere della popolazione, con possibili carenze nutrizionali. Nelle famiglie più ricche, invece, la disponibilità di alimenti era maggiore e la cucina poteva essere molto elaborata.
Anche l’igiene e la sicurezza alimentare erano diverse dagli standard moderni, ma è più corretto evitare l’idea di una cucina medievale sempre malsana.
L’alimentazione medievale era complessa e cambiava notevolmente a seconda delle condizioni sociali, economiche e ambientali.
5. La medicina medievale tra tradizione e conoscenze dell’epoca

La medicina medievale comprendeva conoscenze ereditate dall’antichità, tradizioni religiose, osservazioni pratiche e teorie che oggi non sono più considerate scientificamente valide.
Gli scritti di Ippocrate e Galeno ebbero una grande influenza, mentre gli studiosi del mondo islamico contribuirono alla conservazione, traduzione e sviluppo di importanti testi medici che successivamente circolarono anche nell’Europa medievale.
Una delle teorie più diffuse era quella degli umori, secondo la quale la salute dipendeva dall’equilibrio tra sangue, flemma, bile gialla e bile nera. Alcuni trattamenti erano quindi finalizzati, secondo le conoscenze dell’epoca, a ristabilire questo equilibrio.
Tra le pratiche utilizzate c’era il salasso, eseguito in determinate circostanze. Venivano inoltre utilizzate erbe, preparazioni medicinali, impacchi e altri rimedi. Alcune pratiche potevano avere una funzione utile, mentre altre erano prive di fondamento secondo le conoscenze mediche moderne.
Anche l’astrologia poteva essere collegata alla medicina, soprattutto nella scelta del momento ritenuto favorevole per alcune pratiche o nella valutazione della salute.
Non bisogna però considerare tutta la medicina medievale come semplice superstizione: si trattava di un sistema complesso, che cambiò nel corso dei secoli e che comprendeva anche osservazione, studio dei testi e pratica medica.
6. Il palo da barbiere e i barbieri-chirurghi

Nel Medioevo i barbieri non si occupavano soltanto di capelli e barba. In alcuni contesti, i cosiddetti barbieri-chirurghi eseguivano anche pratiche di piccola chirurgia, tra cui salassi, estrazioni dentarie e trattamento di ferite.
Queste attività erano legate alla distinzione, sviluppatasi progressivamente, tra la medicina teorica studiata nelle università e alcune pratiche chirurgiche affidate ad artigiani specializzati.
Il caratteristico palo da barbiere è stato associato proprio alla storia dei barbieri-chirurghi. Il rosso viene tradizionalmente collegato al sangue e il bianco alle bende utilizzate nelle medicazioni. L’origine precisa del simbolo, tuttavia, è più complessa e alcune spiegazioni appartengono alla tradizione piuttosto che a una documentazione certa.
La separazione tra barbieri e chirurghi avvenne progressivamente nei secoli successivi e con modalità differenti a seconda dei paesi europei.
7. Come venivano trattate le persone con disturbi mentali
Nel Medioevo le persone che oggi definiremmo affette da disturbi mentali potevano essere considerate in modi molto diversi, a seconda del luogo, dell’epoca e delle circostanze.
Non è corretto affermare che fossero generalmente picchiate, emarginate o accusate di essere possedute dal demonio. Le spiegazioni della sofferenza mentale potevano essere sia religiose sia mediche.
Alcuni comportamenti venivano interpretati attraverso la possessione o altre credenze soprannaturali, mentre i medici medievali potevano ricondurre determinati disturbi a cause fisiche, comprese alterazioni degli umori.
Esistevano inoltre forme di assistenza all’interno della famiglia e della comunità. In alcuni casi le persone considerate incapaci di provvedere a se stesse potevano essere affidate alla tutela di familiari o di altre persone incaricate della loro protezione.
Le fonti medievali mostrano quindi una realtà molto più complessa dello stereotipo secondo cui chi soffriva di disturbi mentali veniva automaticamente considerato posseduto o perseguitato.
8. Pelle chiara e cosmetici medievali

Nel Medioevo anche la cura della bellezza faceva parte della vita quotidiana, soprattutto negli ambienti più agiati. In diverse fonti medievali la pelle chiara viene descritta come un ideale di bellezza e sono documentate ricette cosmetiche destinate a migliorare l’aspetto del viso e dell’incarnato.
Una parte importante della tradizione cosmetica medievale è collegata anche agli scritti attribuiti alla Trotula, una raccolta di testi sulla medicina e sulla salute femminile associata alla Scuola Medica Salernitana. L’attribuzione di questi testi a una singola donna chiamata Trotula è però una questione storica più complessa di quanto suggerisca la tradizione.
Le ricette cosmetiche comprendevano ingredienti di origine vegetale, animale e minerale. Alcune preparazioni per schiarire la pelle potevano contenere sostanze oggi considerate pericolose, come composti a base di piombo, ma il loro utilizzo non era universale.
Un’importante testimonianza della cultura medica medievale è legata alla Scuola Medica Salernitana, che rappresentò uno dei principali centri di studio e trasmissione delle conoscenze mediche nell’Europa medievale.
La cultura della bellezza non era quindi assente nel Medioevo. Le pratiche cosmetiche variavano molto in base al periodo, al luogo e al ceto sociale e non è corretto pensare che tutte le donne utilizzassero cosmetici al piombo o ricorressero a pratiche oggi considerate rischiose.
9. Come si misurava il tempo nel Medioevo
Nel Medioevo la misurazione del tempo era molto diversa da quella attuale. La vita quotidiana seguiva soprattutto il ciclo del sole, delle stagioni e delle attività religiose. Le ore del giorno non avevano sempre una durata identica durante tutto l’anno.
Nei monasteri e nelle comunità religiose il tempo era scandito dalle ore canoniche, cioè momenti stabiliti per la preghiera. Tra queste figuravano Prima, Terza, Sesta, Nona, Vespri e Compieta, insieme alle preghiere notturne.
Per conoscere l’ora si utilizzavano diversi strumenti e riferimenti naturali, tra cui meridiane, clessidre e orologi ad acqua. Successivamente si diffusero anche gli orologi meccanici, comparsi in Europa nel tardo Medioevo e diventati progressivamente più importanti nei centri urbani.
La precisione era comunque molto diversa da quella degli orologi moderni. Il tempo medievale rimaneva strettamente legato alla luce del giorno, alle stagioni, alle attività lavorative e alla vita religiosa.
10. Punizioni e prigioni nel Medioevo

Il sistema giudiziario medievale poteva prevedere pene molto severe, ma non era uguale in tutta l’Europa e rimase immutato nel corso dei secoli. Le punizioni dipendevano dal tipo di reato, dal luogo, dal ceto sociale della persona coinvolta e dalle autorità che amministravano la giustizia.
La prigione non aveva sempre la stessa funzione che ha oggi. In molti casi la detenzione serviva soprattutto a custodire una persona in attesa del processo, della sentenza o dell’esecuzione della pena. Esistevano comunque anche forme di reclusione utilizzate come punizione.
Le condizioni delle carceri potevano essere molto dure: alcune strutture erano umide, poco illuminate e sovraffollate, mentre la situazione variava notevolmente da una prigione all’altra.
Le pene potevano comprendere multe, confisca dei beni, punizioni corporali, esilio, lavori forzati e, per alcuni reati particolarmente gravi, la pena di morte.
Non è però corretto trasformare la giustizia medievale in un unico sistema valido per tutta l’Europa: le leggi, le autorità e le pratiche giudiziarie erano molto diverse tra territori e periodi.
11. Le strade nel Medioevo: fango, pietra e manutenzione
Le strade medievali erano molto diverse da quelle moderne. Nelle campagne e lungo molti percorsi extraurbani prevalevano strade in terra battuta, sentieri e tracciati che potevano diventare fangosi e difficili da percorrere durante le piogge.
Nelle città, invece, esistevano anche strade pavimentate, soprattutto nei centri più importanti e lungo alcune vie principali. La pavimentazione poteva essere realizzata con pietre, ciottoli o altri materiali disponibili localmente.
In alcune città le strade erano dotate di canalette e sistemi di drenaggio per favorire lo scolo dell’acqua piovana e dei liquidi di scarico. L’archeologia e i documenti mostrano quindi una realtà più organizzata di quella rappresentata dal semplice stereotipo della città medievale immersa nel fango.
Le condizioni igieniche non erano comunque sempre buone. Rifiuti, acque sporche, animali e attività artigianali potevano creare problemi nelle strade, tanto che diverse città introdussero norme e figure incaricate della manutenzione e del controllo degli spazi pubblici.
La qualità delle strade dipendeva dal luogo, dal periodo storico, dalle risorse economiche e dall’importanza della città. Una grande città commerciale poteva investire nella pavimentazione e nella manutenzione più di un piccolo villaggio o di una strada rurale.
12. L’aspettativa di vita era davvero così breve?
Quando si parla di aspettativa di vita nel Medioevo, il dato medio può essere facilmente frainteso. Alcune stime relative a popolazioni medievali indicano un’aspettativa di vita alla nascita intorno ai 30 anni in determinati contesti.
Questo dato, però, era fortemente influenzato dall’elevata mortalità infantile e non significa che chi superava l’infanzia fosse destinato a morire intorno ai trent’anni.
Per alcuni gruppi della popolazione medievale è stato possibile ricostruire aspettative di vita molto più elevate per chi aveva già superato le prime fasi dell’esistenza. Alcune persone arrivavano quindi alla vecchiaia e potevano vivere anche oltre i 60 o 70 anni.
La mortalità infantile rappresentava uno dei principali fattori che abbassavano la media. Le prime fasi della vita erano particolarmente rischiose e malattie, infezioni, periodi di carestia e condizioni difficili potevano compromettere la sopravvivenza dei bambini.
La situazione non era inoltre uguale ovunque. L’aspettativa di vita variava in base al periodo storico, alla regione, al ceto sociale e alle condizioni economiche. Epidemie come la peste potevano provocare improvvisi aumenti della mortalità e modificare profondamente la popolazione.
È quindi più corretto dire che nel Medioevo la mortalità era elevata e la vita media alla nascita risultava bassa, piuttosto che affermare semplicemente che le persone vivevano soltanto trent’anni.
13. Il calcio medievale era davvero illegale?

Nel Medioevo esistevano diversi giochi con la palla che, in alcune regioni d’Europa, ricordavano solo in parte il calcio moderno. In Inghilterra erano praticate forme di folk football, spesso caratterizzate dalla partecipazione di numerose persone, poche regole e una certa dose di violenza.
Alcune autorità cercarono di limitare questi giochi perché potevano provocare disordini, feriti o problemi nelle strade delle città. Per questo furono emanati diversi divieti.
Non è però corretto dire che nel Medioevo il calcio fosse semplicemente “illegale”. Le restrizioni riguardavano determinati giochi, luoghi e periodi e non esisteva ancora uno sport organizzato secondo le regole del calcio moderno.
Un esempio famoso riguarda il re inglese Edoardo II, durante il cui regno furono adottate misure contro alcuni giochi con la palla praticati a Londra. Il problema era soprattutto il disordine provocato da queste attività.
Nel corso del XIV secolo le autorità continuarono a intervenire per regolamentare alcune attività ricreative. Allo stesso tempo, i giochi con la palla continuarono a essere praticati in forme diverse nelle varie comunità.
È quindi più corretto parlare di divieti contro alcuni giochi con la palla piuttosto che di un divieto generale del calcio medievale. Il calcio moderno sarebbe nato molti secoli più tardi, attraverso una lunga evoluzione delle regole e delle pratiche sportive.
14. Le persone erano spesso ubriache?
Nel Medioevo il vino e la birra erano bevande comuni, ma è un errore pensare che le persone fossero continuamente ubriache o che evitassero l’acqua perché considerata sempre pericolosa.
La disponibilità e la qualità dell’acqua variavano molto a seconda del luogo. Pozzi, sorgenti e corsi d’acqua fornivano spesso acqua utilizzata per bere, cucinare e lavarsi.
Il vino era particolarmente diffuso nelle regioni mediterranee, mentre la birra e altre bevande fermentate avevano un ruolo importante in diverse zone dell’Europa settentrionale.
Il consumo dipendeva anche dal ceto sociale, dalla disponibilità locale e dalle abitudini alimentari. L’alcol poteva inoltre fornire calorie e faceva parte della cultura alimentare di molte comunità.
Le fonti medievali mostrano anche critiche verso gli eccessi nel bere. È quindi più corretto parlare di una società nella quale vino, birra e altre bevande fermentate erano comuni, senza trasformare questa abitudine nell’immagine di un Medioevo popolato da persone costantemente ubriache.
15. Le persone non facevano il bagno?

L’idea che nel Medioevo le persone non si lavassero mai o facessero il bagno soltanto una volta all’anno è uno dei luoghi comuni più diffusi, ma non corrisponde alla realtà storica.
Le abitudini igieniche variavano molto in base al periodo, alla regione e alle condizioni economiche. Lavarsi il viso e le mani faceva parte della vita quotidiana e, in molte città medievali, esistevano anche bagni pubblici.
Le persone più ricche potevano permettersi vasche e acqua riscaldata, mentre chi aveva meno risorse utilizzava soprattutto catini, brocche e acqua fredda o tiepida.
I bagni completi richiedevano più tempo, acqua e combustibile rispetto al semplice lavaggio, perciò non erano necessariamente frequenti per tutti. Questo però è molto diverso dal dire che l’igiene personale fosse sconosciuta.
Anche il rapporto con i bagni pubblici cambiò nel corso del Medioevo. In alcune città erano luoghi frequentati e regolamentati, mentre in determinati periodi alcune strutture furono associate a comportamenti considerati immorali o a timori legati alle malattie.
La Chiesa non impose però un generale divieto di lavarsi o di fare il bagno. È quindi più corretto parlare di diverse abitudini igieniche medievali, influenzate dalla disponibilità di acqua, dal costo della legna per riscaldarla, dal luogo in cui si viveva e dal ceto sociale.
16. Nel Medioevo si usava il sapone
Contrariamente a quanto suggeriscono molti luoghi comuni, nel Medioevo il sapone era conosciuto e utilizzato. La sua produzione era presente in diverse aree d’Europa e il suo impiego faceva parte delle pratiche di pulizia, anche se non era naturalmente disponibile per tutti nello stesso modo.
Il sapone poteva essere prodotto utilizzando grassi o oli mescolati con sostanze alcaline. La qualità variava a seconda degli ingredienti e delle tecniche utilizzate.
In alcune zone il sapone veniva impiegato soprattutto per lavare i tessuti, mentre per l’igiene personale si utilizzavano anche acqua, panni, catini e altri preparati.
La disponibilità del sapone dipendeva molto dalle condizioni economiche e dal luogo in cui si viveva. Nelle città esistevano attività artigianali specializzate, mentre nelle campagne le pratiche di pulizia potevano essere più semplici.
Anche i capelli potevano essere lavati utilizzando acqua e diversi preparati. Le fonti mostrano inoltre che lavarsi le mani e il viso era considerato una pratica appropriata, soprattutto prima dei pasti e in determinate occasioni sociali.
Il Medioevo, quindi, non fu un’epoca completamente priva di attenzione all’igiene: le pratiche erano semplicemente molto diverse da quelle moderne e dipendevano dalle risorse disponibili.
17. La vita degli artisti nel Medioevo
La vita degli artisti nel Medioevo era molto diversa da quella delle celebrità moderne. Musicisti, giullari, trovatori, cantori e altri intrattenitori potevano lavorare presso le corti dei re e dei nobili, partecipando a banchetti, cerimonie e feste.
Gli artisti di corte potevano godere di una posizione relativamente privilegiata rispetto agli intrattenitori itineranti. Alcuni erano infatti stipendiati e inseriti stabilmente nelle case reali o nobiliari.
La loro condizione, tuttavia, non era uguale a quella dei nobili. Gli artisti dipendevano spesso dalla protezione e dal favore del loro patrono e potevano avere uno status sociale inferiore. Gli intrattenitori itineranti, inoltre, avevano condizioni economiche più precarie rispetto a chi lavorava stabilmente presso una corte.
È quindi più corretto abbandonare l’idea secondo cui un artista che non riusciva a divertire il sovrano veniva automaticamente condannato a morte. La realtà medievale era molto più complessa e comprendeva situazioni diverse, dalla protezione dei potenti alla precarietà degli artisti che vivevano del proprio lavoro.
18. Istruzione e alfabetizzazione nel Medioevo
Dire che nel Medioevo le persone fossero semplicemente “ignoranti” è una generalizzazione. L’accesso all’istruzione era certamente molto diverso da quello moderno e dipendeva dal ceto sociale, dal luogo e dal periodo storico, ma esistevano diverse forme di educazione.
Nei primi secoli del Medioevo monasteri e istituzioni religiose ebbero un ruolo importante nella conservazione e nella trasmissione della cultura scritta. Successivamente si svilupparono scuole presso cattedrali e città, mentre le università divennero importanti centri di studio e formazione.
Anche nelle botteghe l’apprendistato permetteva ai giovani di imparare un mestiere attraverso l’esperienza pratica. Per molti artigiani e commercianti, inoltre, competenze come la lettura, la scrittura e il calcolo potevano avere un’utilità concreta nella vita professionale.
Per una parte consistente della popolazione rurale l’istruzione formale rimaneva difficile da raggiungere e molte conoscenze venivano trasmesse attraverso la famiglia e la comunità.
Anche le donne potevano ricevere un’educazione, sebbene le opportunità fossero generalmente più limitate e dipendessero fortemente dalla condizione sociale. Alcune imparavano a leggere in famiglia o in contesti religiosi, mentre le donne appartenenti alle élite potevano ricevere un’istruzione più ampia.
Non è quindi corretto immaginare il Medioevo come un’epoca completamente priva di istruzione. L’alfabetizzazione era disomogenea e lontana dai livelli moderni, ma scuole, monasteri, università, botteghe e famiglie contribuivano in modi diversi alla trasmissione delle conoscenze.
19. Animali processati nel Medioevo
Tra le curiosità più insolite della storia medievale ci sono i processi contro gli animali. In alcune zone d’Europa sono infatti documentati procedimenti giudiziari nei quali singoli animali, soprattutto domestici, furono accusati di aver provocato danni, ferito o ucciso persone.
I casi più noti riguardano soprattutto maiali, bovini, cavalli e altri animali domestici. In Francia, tra il Medioevo centrale e quello tardo, sono documentati procedimenti nei quali alcuni animali furono sottoposti a un vero procedimento giudiziario e, in alcuni casi, condannati a morte. Questi episodi, però, non rappresentavano una pratica uniforme in tutta l’Europa medievale.
Esistevano anche procedimenti di carattere ecclesiastico rivolti contro gruppi di animali considerati responsabili di danneggiare i raccolti, come insetti, topi o altri parassiti. Si trattava di una situazione diversa dai processi contro singoli animali: potevano essere utilizzate preghiere, formule religiose o altri rituali con l’obiettivo di ottenere l’allontanamento degli animali ritenuti dannosi.
È quindi importante non trasformare questi episodi in una regola generale del Medioevo. La documentazione conservata è frammentaria e il fenomeno appare concentrato soprattutto in determinate aree e periodi. Non sappiamo quindi quanto fossero frequenti questi procedimenti rispetto alla totalità dei conflitti tra persone e animali.
Questi casi mostrano comunque un aspetto curioso del rapporto tra esseri umani e animali nel passato. Nel Medioevo gli animali potevano essere considerati non soltanto come proprietà, fonte di lavoro o alimento, ma anche come protagonisti di situazioni alle quali veniva attribuita una particolare responsabilità.
Gli animali, del resto, ebbero un ruolo molto diverso in altri momenti della storia: furono utilizzati anche per il trasporto, la comunicazione, la difesa e perfino come parte di alcune strategie militari. Scopri come venivano utilizzati gli animali in guerra, tra cavalli, elefanti, cani, piccioni e altri casi documentati.
20. I doccioni delle chiese medievali

I doccioni sono elementi caratteristici dell’architettura medievale, soprattutto delle grandi chiese e cattedrali gotiche. La loro funzione principale era pratica: allontanare l’acqua piovana dalle pareti dell’edificio, evitando che il continuo scorrimento dell’acqua danneggiasse la muratura.
Spesso venivano scolpiti sotto forma di animali fantastici, creature mostruose, figure umane o esseri ibridi. L’acqua proveniente dal tetto o dalle grondaie attraversava il doccione e fuoriusciva dalla sua estremità, venendo scaricata lontano dalla parete.
È importante distinguere i doccioni veri e propri dalle grottesche. Una figura scolpita sulla facciata di una chiesa non era necessariamente un doccione: se non serviva a far defluire l’acqua, aveva soprattutto una funzione decorativa o simbolica.
Il termine inglese gargoyle è spesso utilizzato per indicare i doccioni figurati, ma nel linguaggio architettonico è utile distinguere la funzione di scarico dell’acqua dalla semplice decorazione.
Il loro aspetto inquietante ha inoltre alimentato diverse interpretazioni simboliche. Le creature mostruose potevano evocare il male, il peccato o ciò che si trovava al di fuori dello spazio sacro. Tuttavia, l’idea che tutti i doccioni fossero stati realizzati per scacciare gli spiriti maligni non è una spiegazione storica certa e va considerata con cautela.
Ancora oggi queste sculture attirano l’attenzione dei visitatori e sono diventate uno degli elementi più riconoscibili dell’architettura gotica medievale.
21. Il salvadanaio e la leggenda del “pygg”

Una delle curiosità più diffuse sul Medioevo riguarda l’origine del salvadanaio a forma di maiale. Secondo una storia molto popolare, nell’Inghilterra medievale esisteva un tipo di argilla chiamata pygg, utilizzata per realizzare piccoli recipienti nei quali conservare le monete.
Con il tempo, secondo questa spiegazione, il termine pygg sarebbe stato associato alla parola inglese pig, cioè maiale, dando origine ai salvadanai a forma di animale.
Questa spiegazione, però, non è documentata in modo affidabile. Non sono state trovate prove sufficienti dell’esistenza medievale di una particolare argilla chiamata pygg utilizzata proprio per questo scopo, né di una tradizione medievale di contenitori chiamati pygg banks.
L’idea di utilizzare recipienti per conservare monete, invece, è molto più antica del moderno salvadanaio e precede di molti secoli la tradizione della forma a maiale.
Per questo motivo, la storia del pygg è più correttamente considerata una leggenda sull’origine del salvadanaio e non un fatto storico medievale dimostrato.
Nel Medioevo esisteva anche una figura diventata simbolo dell’epoca: il cavaliere. Scopri come si diventava un cavaliere medievale, dal periodo da paggio fino all’investitura.
FAQ:
Com’era la vita quotidiana nel Medioevo?
La vita quotidiana nel Medioevo variava molto in base al periodo, alla zona geografica e alla classe sociale. Contadini, artigiani, mercanti e nobili avevano condizioni di vita molto diverse.
Quali erano le principali usanze del Medioevo?
Tra le usanze medievali c’erano feste religiose, mercati, fiere, pellegrinaggi, tornei, tradizioni legate al lavoro agricolo e numerose pratiche quotidiane legate alla vita comunitaria.
Nel Medioevo le persone non si lavavano mai?
No. È un luogo comune pensare che nel Medioevo nessuno si lavasse. Le abitudini igieniche variavano molto nel tempo e nello spazio e in diverse città esistevano bagni pubblici e pratiche di pulizia personale.
Cosa mangiavano le persone nel Medioevo?
L’alimentazione dipendeva soprattutto dal ceto sociale e dalla disponibilità locale. Cereali, pane, legumi e verdure erano importanti per molte persone, mentre carne, pesce, spezie e alimenti più costosi erano maggiormente presenti sulle tavole dei ceti agiati.
Il Medioevo era davvero un’epoca buia?
Non completamente. Il Medioevo fu un periodo molto lungo e diversificato, caratterizzato da guerre e carestie ma anche da importanti sviluppi nell’architettura, nell’arte, nella cultura, nell’agricoltura e nella nascita delle università.


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Che usi e costumi al quanto strani certo vivere nel mwdioeva era tutto tranne che facile
Il medioevo, nella sua storia, mi ha sempre affascinata…infatti adoro leggere libri, vedere film di quell\’epoca e questa lettura è stata straordinaria!
Un articolo davvero molto interessante , certo quelli del Medio Evo non erano tempi facili , e non lo erano certamente per le donne . Ma dal punto di vista artistico e letterario il Medio Evo di ha lasciato molto . Un saluto, Daniela.
Sempre notizie molto utili Non ero a conoscenza di tanti particolari anche se alcune cose già le conoscevo e non le condivido
Il medioevo è un periodo storico che mi piace moltissimo e queste tue curiosità mi sono state utili per ampliare le conoscenze!
un articolo davvero interessante, non ero a conoscenza di tutte queste usanze e costumi al tempo del medioevo.
Dal medioevo per fortuna siamo usciti ma dobbiamo ammettere che ci ha lasciato anche delle cose buone e poi è stato solo un periodo di passaggio verso il rinascimento che è stato una vera evoluzione nell\’arte, nella cultura e anche politica.
visto così il medioevo sembra solo u epoca di sporcizia e barbarie ma fortunatamente almeno dl punto letterario e artistico ci ha lascito molto
proprio una piacevole lettura ed approfondimento, tante cose non le conoscevo
un articolo davvero ,molto interessante non conoscevo tutte queste notizie