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Per noi italiani è un pezzo del bagno talmente scontato che quasi non lo notiamo più. Ma basta mettere il naso fuori dai confini per accorgersi che il bidet è tutt’altro che universale. Anzi, per molti è un oggetto strano, difficile da capire, persino un po’ esotico.
A cosa serve il bidet? Semplice: all’igiene intima, usando l’acqua per rinfrescare le parti intime dopo essere stati in bagno. Ma la sua storia è molto più intrigante di quanto si possa immaginare.
Questo sanitario, infatti, non è nato in Italia. Le sue radici sono francesi, eppure è proprio qui da noi che è diventato un elemento quasi irrinunciabile in ogni casa.
A cosa serve il bidet?

Il bidet serve soprattutto a pulire le parti intime dopo aver usato il WC. L’acqua lava via i residui che possono rimanere sulla pelle e, diciamocelo, è molto più delicata del solo sfregamento della carta igienica.
Ma non è solo per il “dopo”. È perfetto anche per la normale igiene intima quotidiana, per sentirsi sempre freschi.
Un punto importante è che il bidet va usato per la pulizia esterna. Non c’è bisogno di getti d’acqua fortissimi, né tantomeno di direzionare l’acqua all’interno del corpo.
La storia del bidet: nasce in Francia

La storia del bidet prende il via, con ogni probabilità, in Francia tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento. I primi modelli erano ben diversi dai sanitari in ceramica che conosciamo oggi: si trattava di una specie di catino rialzato, usato principalmente negli ambienti aristocratici.
Anche il nome è curioso. La parola francese bidet in origine indicava un piccolo cavallo o pony, probabilmente per via della posizione che si assumeva per usarlo.
Non c’è però una certezza assoluta sull’inventore: alcune ricostruzioni storiche attribuiscono i primi esemplari a mobilieri francesi, altre a specifici artigiani dell’epoca. Meglio parlare di origine francese, senza attribuirne l’invenzione a una sola persona.
Come è arrivato il bidet in Italia?

Il bidet sbarcò in Italia già nel Settecento, ma per un bel po’ rimase appannaggio delle famiglie nobili.
Una delle storie più famose è quella di Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, regina di Napoli e moglie di Ferdinando IV, che lo volle nei suoi appartamenti alla Reggia di Caserta.
Per molto tempo, però, rimase un oggetto per pochi eletti. La sua vera diffusione nelle case italiane arrivò soprattutto nel Novecento, in particolare dopo la Seconda guerra mondiale.
Perché in Italia il bidet è diventato così importante?

La risposta non è una sola.
Da un lato c’è una cultura dell’igiene personale che predilige l’acqua, dall’altro la progressiva modernizzazione delle case ha permesso di avere bagni completi e con più sanitari.
A dare una spinta alla sua diffusione ha contribuito anche la normativa italiana.
Bidet obbligatorio: cosa dice la legge del 1975?
Si sente spesso dire che in Italia il bidet è obbligatorio per legge. La questione è un po’ più sfumata.
Il Decreto Ministeriale 5 luglio 1975, che riguarda i requisiti igienico-sanitari degli alloggi, stabilisce all’articolo 7 che almeno un bagno di ogni alloggio debba avere:
- vaso;
- bidet;
- vasca da bagno o doccia;
- lavabo.
Quindi, non è che ogni singolo bagno di una casa debba averlo. La norma si riferisce ad almeno un bagno per ogni alloggio.
È anche per questo che è diventato un elemento così distintivo delle case italiane.
Come si usa il bidet correttamente?
Usarlo è facile, ma ci sono un paio di accorgimenti utili.
La pulizia deve essere delicata e l’acqua non deve uscire con troppa pressione. Per l’igiene intima femminile, è meglio che il flusso d’acqua vada da davanti verso dietro, per evitare di spostare batteri verso uretra e vagina.
Il bidet serve a lavare la parte esterna del corpo: non serve indirizzare il getto all’interno.
Dopo il lavaggio, la zona si asciuga delicatamente con un asciugamano personale o un po’ di carta igienica. E, dopo averlo usato, è fondamentale lavarsi bene le mani con acqua e sapone.
Per usare il bidet nel modo giusto, ricordatevi: pressione moderata, niente getti interni e, soprattutto, tenetelo pulito.
Il bidet è più igienico della carta igienica?
È una delle domande più gettonate, ma non c’è una risposta valida per ogni situazione.
L’acqua lava la zona anziché limitarsi a strofinare via i residui con la carta. Per questo il bidet può essere più delicato sulla pelle e particolarmente comodo se la zona è irritata.
La scienza, però, non lo trasforma in un dispositivo medico miracoloso: un uso eccessivo, una pressione troppo forte o una scarsa pulizia possono causare irritazioni.
Il punto, quindi, non è usare più acqua possibile bensì usarlo bene e mantenerlo igienizzato.
Dove usano il bidet nel mondo?

Il bidet non è affatto una prerogativa italiana, anche se da noi è diffusissimo.
È comune in diversi Paesi dell’Europa meridionale, come Italia, Portogallo, Spagna e Grecia, e lo si trova anche in diverse aree dell’America Latina.
Altrove, invece, il bidet tradizionale è molto meno diffuso. Negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in gran parte dell’Europa settentrionale, il bagno domestico si è sviluppato in modo diverso.
Il Giappone è un caso a sé: qui si sono affermate soluzioni che integrano nel WC una funzione di lavaggio, note soprattutto come washlet.
Perché gli americani non usano il bidet?
Questa domanda incuriosisce molti italiani, specialmente quando si va negli Stati Uniti e si scopre che il bidet è una rarità.
Non significa, ovviamente, che negli Stati Uniti non ci sia igiene con l’acqua. Semplicemente, le abitudini domestiche si sono evolute diversamente e per molto tempo la combinazione WC e carta igienica è stata la soluzione più comune.
Negli ultimi anni, però, anche negli Stati Uniti le alternative al solo uso della carta igienica stanno prendendo piede, inclusi i dispositivi che trasformano il normale WC in un sistema con funzione di lavaggio.
Bidet italiano o washlet giapponese?

Il principio è simile, ma la soluzione è diversa.
Il bidet tradizionale italiano è un sanitario separato dal WC, su cui ci si siede per lavarsi.
Il washlet giapponese, invece, integra la funzione di lavaggio direttamente nel WC. A seconda del modello, può offrire diverse opzioni, come la regolazione del getto e della temperatura.
Sono quindi due modi diversi per raggiungere lo stesso scopo: usare l’acqua per l’igiene personale.
E se il bagno è piccolo?
Non tutte le case hanno spazio per un bidet tradizionale.
Per i bagni più piccoli esistono oggi diverse soluzioni: bidet compatti, doccette igieniche e WC con funzione bidet integrata.
La scelta dipende dallo spazio disponibile, dall’impianto idraulico e dalle esigenze di chi usa il bagno.
Per le persone anziane o con difficoltà motorie, alcune soluzioni integrate possono anche rendere più facile l’igiene personale, specialmente se raggiungere e usare un sanitario separato è scomodo.
Il bidet è davvero un’abitudine tutta italiana?
Non proprio.
È vero che in Italia questo elemento del bagno è diventato quasi un prolungamento naturale della casa, e molti italiani si sentono persi senza. Ma non siamo gli unici a usarlo.
La vera peculiarità italiana sta nel fatto che il bidet è entrato profondamente nelle nostre abitudini quotidiane e nella progettazione delle abitazioni.
Ed è forse per questo che, quando un italiano si trova all’estero senza bidet, la prima reazione è quasi sempre la stessa: “E adesso come faccio?”
Quello che per noi è un sanitario normalissimo può quindi diventare, per chi viene da fuori, una delle curiosità più autentiche della casa italiana.
Perché si usa il bidet?
Il bidet si usa principalmente per lavare con acqua le parti intime, soprattutto dopo aver utilizzato il WC.
Il bidet è nato in Italia?
No. Le sue origini sono generalmente ricondotte alla Francia tra XVII e XVIII secolo, anche se la data esatta e l’identità del suo inventore non sono certe.
Il bidet è obbligatorio in Italia?
Il D.M. 5 luglio 1975 stabilisce che almeno una stanza da bagno di ogni alloggio debba essere dotata, tra gli altri sanitari, anche di un bidet.
Perché in Francia non usano più molto il bidet?
Nonostante l’origine francese, il bidet è progressivamente diminuito nelle abitazioni francesi, anche per cambiamenti nelle abitudini, nello spazio disponibile e nella progettazione dei bagni.
Il bidet è più igienico della carta igienica?
L’acqua può rimuovere i residui senza lo stesso sfregamento della carta e può risultare più delicata sulla pelle. È comunque importante utilizzare il bidet con pressione moderata e mantenerlo pulito.
Come si usa il bidet correttamente?
Si utilizza un getto d’acqua delicato per lavare la parte esterna, evitando pressioni eccessive. Per l’igiene femminile è consigliato procedere da davanti verso dietro e lavarsi sempre le mani al termine.

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