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Lo Stretto di Hormuz è uno dei passaggi marittimi più critici al mondo per il commercio di energia. Quanto petrolio passa dallo Stretto di Hormuz? si stima circa 20 milioni di barili di petrolio al giorno e un quinto del commercio globale di gas naturale liquefatto (LNG). In mezzo alla crisi del 2026, questi flussi hanno subito interruzioni, accentuando la vulnerabilità globale.
In risposta ai continui attacchi statunitensi e israeliani contro obiettivi militari e di altro tipo in Iran, le autorità della Repubblica islamica hanno deciso di bloccare lo Stretto di Hormuz, che collega il Golfo Persico e il Golfo di Oman dell’Oceano Indiano. Questa mossa, rafforzata dai bombardamenti di diverse petroliere, paralizza di fatto la navigazione nello stretto, attraverso il quale passa una quota significativa del commercio marittimo di petrolio e gas naturale liquefatto (GNL).
Stretto di Hormuz, geografia e importanza strategica
Lo Stretto di Hormuz, largo appena 33-34 km nel punto più stretto tra Iran e Oman, collega il Golfo Persico al Golfo di Oman e all’Oceano Indiano. È un “chokepoint” essenziale, profondo abbastanza per le superpetroliere, attraverso cui transita gran parte dell’energia dal Golfo. Ogni giorno, oltre 100 navi cisterna lo attraversano, trasportando greggio e LNG da paesi come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti (EAU), Iraq, Kuwait, Qatar e Iran.
Senza alternative pratiche, una chiusura causerebbe ritardi e aumenti di costi enormi, come visto nelle tensioni recenti.
Flussi di petrolio: dati recenti

Nel 2024, il flusso medio di petrolio grezzo e condensato attraverso Hormuz è stato di 20 milioni di barili al giorno (bpd), pari al 20% del consumo globale di liquidi petroliferi e oltre un quarto del commercio marittimo di greggio.
Nel primo trimestre 2025, i volumi sono rimasti stabili, con Arabia Saudita leader al 38% (5,5 milioni bpd), seguita da EAU, Iraq e Kuwait. L’84% è diretto in Asia, soprattutto Cina, India, Giappone e Corea del Sud (69% totale). Tra 2022 e 2024, i flussi sono calati di 1,6 milioni bpd per tagli OPEC+ e deviazioni, parzialmente compensate da prodotti petroliferi (+0,5 milioni bpd).
| Paese Esportatore | Volume Medio 2024 (milioni bpd) | % del Traffico Hormuz |
|---|---|---|
| Arabia Saudita | 5,5 | 38% |
| EAU | ~3,3 (stima) | ~20% (fonte: eia.gov) |
| Iraq | ~3 | ~15% (fonte: it.euronews.com) |
| Kuwait | ~2,5 | ~12% (fonte: energiaoltre.it) |
| Iran | >2 | ~10% (fonte: ilfattoquotidiano.it) |
Questi dati derivano da EIA e Vortexa, confermando la dipendenza asiatica.
(fonte: eia.gov)Attraverso lo Stretto di Hormuz transita una quantità significativa di petrolio e gas a livello mondiale.
Gas Naturale Liquefatto (GNL): Circa un quarto delle esportazioni mondiali di GNL transita per lo Stretto, pari a quasi il 20% del GNL globale, in particolare quello esportato dal Qatar.
Petrolio: Tra i 17 e i 21 milioni di barili di petrolio al giorno passano per lo Stretto, rappresentando circa il 20-25% del consumo mondiale di petrolio. Nel 2025, si stimava che circa 20 milioni di barili al giorno di greggio e prodotti petroliferi transitassero attraverso lo Stretto.
Flussi di Gas Naturale Liquefatto (LNG)

Circa il 20% del commercio globale di LNG (2024) passa per Hormuz, principalmente dal Qatar (9,3 miliardi di piedi cubi al giorno, Bcf/d), con EAU a 0,7 Bcf/d. Nel 2025, Qatar ha esportato 80,97 milioni di tonnellate (mt), il 19% globale, con 90% verso Asia (Cina e India più esposte). L’83% dell’LNG da Hormuz va in Asia. Europa riceve il 12-14% dal Qatar via stretto, rendendola vulnerabile.
La Crisi del 2026 nello stretto di Hormuz: Interruzioni e Impatti

A marzo 2026, tensioni Iran-USA-Israele hanno causato un parziale blocco: navi ferme nonostante riapertura annunciata il 5 marzo, con esclusione USA/Israele. Qatar ha sospeso produzione LNG (20% fornitura globale), causando accumuli e picchi prezzi (TTF a 90€/MWh possibile). Prezzi Brent saliti a 91$/barile Q2 2026, con EIA che prevede 78,84$ media annua.
Assicurazioni e noli esplosi (fino 600.000$/giorno), container deviati. Mercati asiatici ed europei colpiti: Pakistan cerca rotte via Yanbu, Italia tra più esposte per bollette.
Rotte alternative limitate
Poche opzioni bypassano Hormuz: pipeline Saudi East-West (5 milioni bpd, espandibile a 7), Abu Dhabi-Fujairah (1,8 milioni bpd), Goreh-Jask Iran (0,3 milioni bpd, poco usata). Totale capacità alternativa ~2,6-7 milioni bpd, insufficiente per compensare 20 milioni. Rotte via Mar Rosso (Bab el-Mandeb) esposte a Houthi Yemen. Una chiusura prolungata taglierebbe 15-20% offerta globale petrolio.
Conseguenze Geopolitiche ed economiche

Hormuz amplifica rischi: dal 1980s mai chiuso, ma minacce (2019, 2022, 2026) spingono prezzi su. Cina preoccupata (90% import iraniani via stretto), Europa diversifica post-Russia ma dipende da Golfo. USA import minimi (0,5 milioni bpd, 2% consumo). Crisi 2026 mostra vincitori: USA LNG riempie vuoto Qatar. Transizione energetica urgente, ma dipendenza persiste.
In sintesi, Hormuz gestisce ~20 milioni bpd petrolio (20% globale) e 20% LNG, con crisi 2026 che ha fermato flussi e alzato prezzi, evidenziando fragilità energetica mondiale.
Pertanto, se il prossimo conflitto militare in Medio Oriente dovesse protrarsi, le economie di Cina e India potrebbero essere le prime a risentirne le conseguenze. Tuttavia, entrambi questi paesi acquistano petrolio non solo dagli stati del Golfo.
Domande Frequenti
Quanto petrolio passa quotidianamente attraverso lo Stretto di Hormuz?
Circa 20 milioni di barili al giorno, pari a circa il 20% del consumo globale di liquidi petroliferi (dati 2024).
Quanto è largo lo Stretto di Hormuz nel punto più stretto?
33-34 km, tra Iran e Oman.
Quale paese esportava il maggior volume di petrolio attraverso lo stretto nel 2024?
L’Arabia Saudita, con circa 5,5 milioni di barili al giorno, pari al 38% del traffico dello stretto.


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