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Le lotte dei gladiatori si sono svolte per oltre 650 anni nell’Impero Romano. Migliaia di gladiatori furono uccisi. Cosa sai dei gladiatori?
Dalla dieta ipercalorica alle donne nell’arena, ecco 18 curiosità sui gladiatori che ti lasceranno a bocca aperta. Nell’antica Roma, i gladiatori erano per lo più schiavi, ma non mancavano uomini liberi. Il Colosseo, simbolo di quell’epoca, fu costruito proprio per questi sanguinosi spettacoli. Poteva ospitare oltre 50.000 persone e la costruzione principale iniziò nel 70 d.C. e fu inaugurato nel 80 d.C., con lavori conclusivi sotto Adriano, grazie al lavoro di migliaia di artigiani e prigionieri, in gran parte prigionieri di guerra.
Fatti sorprendenti sui gladiatori
Un torneo organizzato dall’imperatore Traiano durò ben 117 giorni, con circa 5.000 coppie di gladiatori a combattere. E nel primo spettacolo al Colosseo, furono uccisi 5.000 animali.
Storia
All’inizio, i combattimenti dei gladiatori erano semplici rituali funebri. Nobili e reali costringevano gli schiavi a lottare fino alla morte per onorare i defunti. Pensiamo alle 22 battaglie organizzate in 3 giorni nel 216 a.C. per commemorare un senatore. Col tempo, questi rituali divennero spettacoli pubblici, una competizione tra le classi più abbienti: più grande era l’evento, più costoso diventava.
I primi gladiatori erano schiavi o criminali, riconoscibili dalle catene con cui venivano condotti nell’arena. Ma c’erano anche uomini liberi che sceglievano volontariamente di diventare gladiatori, attratti forse dalla gloria o dalla speranza di una vita migliore.
18 curiosità sui gladiatori molto sorprendenti
I gladiatori erano giovani, la loro vita raramente superava i 30 anni. Gli storici stimano che un gladiatore medio combattesse circa 10 duelli prima di trovare la morte. Ecco altre 18 curiosità che forse non conoscevi:
- Vicino alle arene, si vendevano grasso animale e sudore di gladiatore. Le donne li usavano come cosmetici.
- Gli aristocratici romani amavano avere gladiatori personali, ottime guardie del corpo. Giulio Cesare, ad esempio, ne aveva 2.000.
- Contrariamente a quanto si crede, non tutti i combattimenti finivano con la morte di uno dei contendenti.
- A volte, il sangue nell’arena era così tanto che si doveva interrompere lo spettacolo per spargere sabbia fresca, rendendo il terreno meno scivoloso.
- Anche alcuni imperatori scendevano nell’arena. Commodo, ad esempio, amava combattere e vinceva sempre, ovviamente. Le fonti antiche tramandano che prese parte a centinaia di esibizioni nell’arena, in gran parte messe in scena con esito già scritto a suo favore. La leggenda narra che fu pugnalato a morte nell’arena, ma in realtà fu strangolato il giorno prima. Il film “Il Gladiatore” di Ridley Scott, con Russell Crowe, è ispirato a questa storia.
6. Nell’arena combattevano sia uomini che donne, anche se queste ultime erano meno numerose.

7. I gladiatori erano amanti ben pagati.
8. La maggior parte dei gladiatori erano schiavi, ma ricevevano un addestramento approfondito, una dieta ipercalorica e cure mediche tempestive.
9. Le ricompense per la partecipazione alle battaglie erano cospicue.
10. I gladiatori erano un investimento. La morte di un gladiatore rappresentava una perdita enorme per il suo sponsor.
11. Le battaglie navali, le naumachie, erano le più costose. La celebre battaglia navale sul Lago Fucino voluta dall’imperatore Claudio vide migliaia di combattenti su navi da guerra davanti a una folla imponente.
12. L’arena era spesso usata per punire o giustiziare i condannati.
13. I posti a sedere erano rigorosamente divisi per status sociale. Il podio, la fila inferiore, era riservato all’imperatore, alla sua famiglia, ai senatori e alle vestali.
14. Anche i gladiatori liberi non avevano diritti civili.
15. Il corpo del caduto veniva bruciato con un ferro rovente per assicurarsi che fosse morto, poi trascinato fuori dall’arena con dei ganci.
16. Nel 63 d.C., Nerone permise alle donne libere di partecipare ai tornei gladiatori.
17. I combattimenti dei gladiatori furono banditi nell’Impero Romano d’Occidente nel 404 d.C., con l’affermarsi del cristianesimo.
18. L’idea che il pollice in su o in giù decidesse la sorte dei gladiatori è un errore. Nasce dal dipinto “Pollice Verso” di Jean-Leon Gerome, che interpretò male il testo latino. In realtà, qualsiasi pollice piegato (su o giù) significava la morte, simboleggiando una spada sguainata. Per salvare una vita, il pubblico mostrava un pugno chiuso, come una spada nel fodero.
Regole dei gladiatori
L’altezza e la forza di un uomo determinavano la sua classe di gladiatore. Questa regola valeva per tutti, liberi e schiavi. Il tipo di combattimento e l’addestramento dipendevano dalla corporatura: un uomo più grande e forte poteva brandire due spade contemporaneamente.
Dieta vegetariana dei gladiatori
Nonostante la loro forza, i gladiatori seguivano una dieta prevalentemente vegetariana. L’80% della loro alimentazione era a base di orzo e cereali, non carne. Erano spesso chiamati “hordearius”, uomini dell’orzo. Questo perché era un cibo economico per gli schiavi e anche perché proteggeva le arterie e preveniva gravi emorragie.
Dopo la battaglia, la cenere era talvolta usata per tamponare le ferite esterne per l’emostasi, ma non vi è evidenza che i gladiatori bevessero acqua con cenere per curare lividi o crampi allo stomaco. Non avevano molta scelta: i loro gestori fornivano il cibo più economico, dato che la maggior parte erano schiavi.
Fine dei giochi dei gladiatori
Nel 325 d.C. l’imperatore Costantino emanò un primo editto restrittivo contro le condanne all’arena, ma i combattimenti continuarono a essere celebrati a Roma per quasi un secolo, fino al divieto definitivo decretato dall’imperatore Onorio nel 404 d.C.

una vita difficile quella dell\’epoca…per fortuna alcune volte da schiavi diventavano cittadini liberi
grazie delle info non conoscevo tutte queste curiosita\’ sui gladiatori davvero molto interessanti