Storia e Curiosità

I grandi esploratori della storia e le loro scoperte

Dietro ogni grande scoperta geografica c'era spesso un errore di calcolo o un obiettivo diverso da quello raggiunto: ecco cosa cercavano davvero i grandi esploratori.

James Cook
Cook sul ponte dell'Endeavour
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La storia dell’esplorazione è la storia di chi ha deciso che oltre il bordo della mappa c’era qualcosa da vedere di persona.

I grandi esploratori della storia hanno viaggiato per motivi molto diversi: cercavano nuove rotte commerciali, terre sconosciute, passaggi verso l’Oriente, ricchezze o semplicemente nuove conoscenze. E non sempre trovarono ciò che stavano cercando.

Chi sono i grandi esploratori della storia

Cristoforo Colombo voleva raggiungere l’Asia navigando verso Occidente; Amerigo Vespucci contribuì a capire che quelle terre facevano parte di un nuovo continente; Magellano cercava una rotta verso le Molucche e la sua spedizione finì per compiere la prima circumnavigazione della Terra.

Ma l’esplorazione non comincia con le caravelle del Quattrocento. Molto prima, viaggiatori, mercanti, diplomatici e navigatori avevano già attraversato territori immensi affidandosi alle stelle, alle correnti e alle conoscenze tramandate da altri viaggiatori.

Gli esploratori dell’antichità e del Medioevo

Pitea di Marsiglia

Nel IV secolo a.C. il greco Pitea di Marsiglia si spinse oltre le Colonne d’Ercole e raggiunse la Britannia. Raccontò anche di una terra settentrionale che chiamò Thule, la cui precisa identificazione è ancora discussa.

Le sue testimonianze sono particolarmente interessanti perché descrivono fenomeni astronomici e geografici osservati durante il viaggio, compreso il lungo giorno delle regioni settentrionali.

Zhang Qian

Zhang Qian fu un diplomatico e inviato dell’impero cinese della dinastia Han. Nel II secolo a.C. viaggiò attraverso l’Asia centrale in missioni che durarono molti anni.

Le sue esperienze contribuirono a far conoscere alla corte cinese territori e popolazioni dell’Asia centrale e favorirono successivamente i collegamenti commerciali che sarebbero confluiti nella rete conosciuta come Via della Seta.

Erik il Rosso e Leif Erikson

Secoli prima di Colombo, i navigatori norreni raggiunsero territori dell’Atlantico settentrionale.

Erik il Rosso colonizzò la Groenlandia alla fine del X secolo, mentre suo figlio Leif Erikson è tradizionalmente associato alla spedizione verso il Vinland, in Nord America, intorno all’anno 1000.

I ritrovamenti archeologici di L’Anse aux Meadows, nell’attuale Canada, hanno confermato la presenza norrena in Nord America secoli prima dei viaggi di Colombo.

Esploratore, giurista e studioso Ibn Battuta

Ibn Battuta fu uno dei più grandi viaggiatori del Medioevo. Nato in Marocco nel 1304, trascorse circa trent’anni viaggiando attraverso il Nord Africa, il Medio Oriente, l’India, l’Asia e alcune regioni dell’Africa orientale. Il resoconto dei suoi viaggi, la Rihla, rappresenta una straordinaria fonte per conoscere il mondo islamico e le regioni visitate nel XIV secolo.

Marco Polo

I grandi esploratori della storia: Marco Polo
I grandi viaggiatori medievali Marco Polo

Tra i grandi viaggiatori medievali non può mancare Marco Polo. Il veneziano partì verso l’Asia nel XIII secolo e raggiunse la corte di Kublai Khan. Il racconto dei suoi viaggi, conosciuto come Il Milione, contribuì a diffondere in Europa informazioni su territori, città, popolazioni e usanze dell’Asia.

Nel mio blog ho dedicato un approfondimento anche ai luoghi delle riprese di Marco Polo in Slovacchia, un collegamento curioso tra la figura storica dell’esploratore e il cinema.

Zheng He

Nel XV secolo l’ammiraglio cinese Zheng He guidò diverse grandi spedizioni nell’Oceano Indiano durante la dinastia Ming. Le sue flotte raggiunsero il Sud-est asiatico, l’India, la penisola arabica e le coste dell’Africa orientale. Le spedizioni di Zheng He ricordano quanto l’esplorazione del mondo non sia stata soltanto una storia europea.

L’età delle grandi scoperte geografiche

Tra il XV e il XVI secolo l’esplorazione entrò in una nuova fase.

Le potenze europee cercavano soprattutto nuove rotte commerciali verso l’Asia e le spezie. La ricerca di un passaggio marittimo verso Oriente portò però a risultati che cambiarono profondamente la rappresentazione geografica del mondo.

Cristoforo Colombo

Cristoforo Colombo abbigliamento e atmosfera del 1492
Cristoforo Colombo

Nel 1492 Cristoforo Colombo partì verso Occidente con l’obiettivo di raggiungere l’Asia. Raggiunse invece le isole dei Caraibi, ma morì convinto che le terre incontrate fossero collegate all’Asia.

Per questo oggi è più corretto parlare di incontro tra mondi piuttosto che di una semplice “scoperta dell’America”: il continente era già abitato da popolazioni che lo conoscevano e lo vivevano da millenni.

Nel blog ho raccontato più dettagliatamente la biografia di Cristoforo Colombo e la sua storia di navigatore.

Vasco da Gama

Vasco da Gama fu il primo europeo a raggiungere l’India via mare partendo dall’Europa, dopo aver doppiato il Capo di Buona Speranza. Il suo viaggio del 1497-1499 aprì una nuova rotta marittima tra Europa e India e ebbe conseguenze economiche e politiche enormi.

Amerigo Vespucci

Amerigo Vespucci ebbe un ruolo fondamentale nella comprensione geografica delle nuove terre.

Durante i suoi viaggi lungo le coste dell’America meridionale si convinse che quei territori non fossero semplicemente una parte dell’Asia, ma costituissero una nuova parte del mondo.

Il nome America deriva proprio da Amerigo Vespucci: nel 1507 il cartografo tedesco Martin Waldseemüller propose di chiamare quelle nuove terre America, o Americi terra. Il nome comparve nella Cosmographiae Introductio e sulla celebre carta realizzata nello stesso anno.

Ho dedicato un articolo proprio a che cosa ha scoperto Amerigo Vespucci e al motivo per cui l’America porta il suo nome.

Ferdinando Magellano

Ferdinando Magellano partì nel 1519 con l’obiettivo di trovare una rotta occidentale verso le Molucche. La spedizione attraversò l’Atlantico, esplorò le coste dell’America meridionale e trovò il passaggio che oggi conosciamo come Stretto di Magellano.

Magellano morì nelle Filippine nel 1521 e non completò personalmente il viaggio. La spedizione proseguì sotto il comando di Juan Sebastián Elcano e nel 1522 una sola nave, la Victoria, tornò in Spagna, completando così la prima circumnavigazione della Terra.

È un perfetto esempio di una scoperta che andò molto oltre l’obiettivo iniziale: la spedizione cercava una rotta commerciale verso le Molucche, ma finì per dimostrare concretamente la possibilità di circumnavigare il globo.

Hernán Cortés e Francisco Pizarro

Cortés e Pizarro appartengono a una categoria diversa rispetto ai navigatori e ai viaggiatori precedenti. Furono conquistadores e le loro spedizioni portarono alla conquista degli imperi azteco e inca da parte degli spagnoli.

Per questo le loro vicende devono essere lette anche attraverso il punto di vista delle popolazioni che subirono conquista, guerre, epidemie e profonde trasformazioni sociali.

L’esplorazione moderna: riempire gli spazi bianchi delle mappe

Nei secoli successivi l’obiettivo cambiò progressivamente. Non si trattava più soltanto di cercare nuovi continenti, ma di conoscere, misurare e cartografare territori ancora poco conosciuti.

James Cook

James Cook
Cook sul ponte dell’Endeavour

James Cook fu uno dei più importanti navigatori e cartografi del XVIII secolo. Durante i suoi tre grandi viaggi nel Pacifico esplorò e cartografò territori come la Nuova Zelanda e la costa orientale dell’Australia, contribuendo in modo decisivo alla conoscenza geografica dell’Oceano Pacifico.

Alexander von Humboldt

Alexander von Humboldt rappresenta un nuovo modo di intendere l’esplorazione. Durante i suoi viaggi in America meridionale raccolse dati su geologia, botanica, clima, altitudine e distribuzione delle specie. Non viaggiava soltanto per trovare nuove terre: voleva capire come gli elementi naturali fossero collegati tra loro.

Lewis e Clark

Tra il 1804 e il 1806 Meriwether Lewis e William Clark guidarono una spedizione attraverso il territorio nordamericano, dal bacino del Mississippi fino alla costa del Pacifico. La spedizione, organizzata dopo l’acquisto della Louisiana da parte degli Stati Uniti, ebbe anche lo scopo di raccogliere informazioni geografiche, naturalistiche ed etnografiche sui territori attraversati.

David Livingstone

David Livingstone fu missionario ed esploratore scozzese. Viaggiò a lungo nell’Africa australe e centrale, esplorando il corso dello Zambesi e cercando di individuare le sorgenti del Nilo.

Le sue spedizioni contribuirono a far conoscere in Europa regioni africane ancora poco documentate dalle esplorazioni europee, anche se oggi il suo lavoro deve essere inserito nel più ampio contesto della storia coloniale.

Roald Amundsen

Roald Amundsen fu uno dei protagonisti dell’esplorazione polare. Il 14 dicembre 1911 raggiunse il Polo Sud, precedendo la spedizione britannica guidata da Robert Falcon Scott.

La sua impresa dimostrò quanto la preparazione, la conoscenza dell’ambiente e la capacità di adattarsi alle condizioni estreme fossero decisive nelle spedizioni polari.

Ernest Shackleton

Ernest Shackleton non raggiunse il Polo Sud, ma la sua spedizione Endurance è diventata uno dei simboli più famosi dell’esplorazione antartica. Dopo il naufragio della nave tra i ghiacci, Shackleton riuscì a organizzare la sopravvivenza e il salvataggio dell’equipaggio.

La sua storia mostra che l’esplorazione non coincide necessariamente con il raggiungimento della meta: a volte il risultato più straordinario è riuscire a tornare a casa.

Le donne esploratrici

Per molto tempo i racconti sulle esplorazioni hanno dato poco spazio alle donne. Tra le figure da ricordare ci sono Sacagawea, che accompagnò la spedizione di Lewis e Clark come interprete e guida, e Jeanne Baret, botanica francese che partecipò alla spedizione di Bougainville e divenne la prima donna conosciuta ad aver circumnavigato il globo.

La loro presenza ricorda che la storia dei viaggi e delle esplorazioni è più ampia dei pochi nomi che compaiono abitualmente nei libri scolastici.

Conclusione

I grandi esploratori della storia raramente trovarono esattamente ciò che stavano cercando. Alcuni partirono alla ricerca di nuove rotte e incontrarono terre sconosciute; altri attraversarono continenti per conoscere popolazioni, piante, animali e paesaggi; altri ancora cercarono di raggiungere i poli o di spingersi oltre i limiti conosciuti.

La loro storia non è quindi soltanto una successione di date e scoperte.

È la storia della curiosità, dell’ambizione, della paura e della capacità umana di affrontare l’ignoto. Ma è anche una storia che oggi possiamo leggere con maggiore attenzione, considerando non soltanto chi esplorava, ma anche le popolazioni che già abitavano quei territori e le conseguenze che quei viaggi ebbero sul mondo.

Se ti interessa la storia delle scoperte geografiche, ti consigliamo anche il nostro approfondimento su Amerigo Vespucci. Quale grande esploratore ti affascina di più? Raccontacelo nei commenti.

Per approfondire, c’è anche la voce Wikipedia sull’età delle scoperte.

Chi sono i grandi esploratori della storia?

Tra i più conosciuti ci sono Marco Polo, Cristoforo Colombo, Vasco da Gama, Amerigo Vespucci, Ferdinando Magellano, James Cook, Alexander von Humboldt, Roald Amundsen ed Ernest Shackleton. La storia delle esplorazioni comprende però anche numerosi viaggiatori non europei, come Zhang Qian e Zheng He.

Chi fu il primo esploratore della storia?

Non esiste un unico “primo esploratore” della storia. Le esplorazioni sono antichissime e furono praticate da popoli diversi molto prima dell’epoca delle grandi scoperte geografiche europee.

Colombo sapeva di aver scoperto l’America?

No. Colombo rimase convinto fino alla morte di aver raggiunto territori appartenenti all’Asia.

Chi completò la prima circumnavigazione del mondo?

La spedizione era stata organizzata e guidata inizialmente da Ferdinando Magellano, ma dopo la sua morte nelle Filippine fu Juan Sebastián Elcano a condurre la Victoria fino in Spagna nel 1522.

Perché l’America si chiama così?

Il nome deriva da Amerigo Vespucci. Nel 1507 il cartografo Martin Waldseemüller propose il nome America per le nuove terre sulla base delle informazioni associate ai viaggi di Vespucci.

Cercavano davvero quello che hanno trovato?

Molto raramente. Colombo cercava una rotta occidentale verso le Indie asiatiche e morì convinto di esserci riuscito. Magellano cercava una rotta verso le Molucche e la sua spedizione finì per compiere la prima circumnavigazione del globo. Vespucci, invece, contribuì a comprendere che le nuove terre non appartenevano all’Asia ma costituivano una nuova parte del mondo. È proprio questo scarto tra obiettivo e risultato a rendere la storia delle esplorazioni così interessante.

Quali rischi affrontavano concretamente?

Le spedizioni erano imprese estremamente rischiose. Naufragi, fame, freddo, malattie, carenza di acqua e cibo e, nelle lunghe traversate oceaniche, lo scorbuto potevano decimare gli equipaggi. A questi pericoli si aggiungevano conflitti con le popolazioni incontrate, rivalità tra potenze europee e condizioni ambientali completamente sconosciute agli esploratori. In molte spedizioni una parte significativa dell’equipaggio non arrivava alla destinazione o non riusciva a tornare.

Perché alcune scoperte restarono a lungo sottovalutate?

Non tutte le esplorazioni ebbero lo stesso riconoscimento. Alcuni viaggiatori provenivano da culture e civiltà che per molto tempo sono rimaste ai margini della narrazione storica europea. È il caso, per esempio, di Zheng He, i cui viaggi nell’Oceano Indiano furono di dimensioni straordinarie. Anche all’interno della storia europea il merito di una scoperta può essere difficile da attribuire a una sola persona: spesso una spedizione coinvolgeva capitani, cartografi, marinai, interpreti, scienziati e popolazioni locali.

L’epoca delle esplorazioni è davvero finita?

In senso geografico tradizionale, gran parte della superficie terrestre è ormai stata mappata. Ma questo non significa che l’esplorazione sia terminata. Le profondità degli oceani, le regioni polari, le grotte sotterranee e soprattutto lo spazio continuano a rappresentare frontiere della conoscenza. Nel XX secolo l’esplorazione è uscita anche dalla Terra: Yuri Gagarin, nel 1961, fu il primo essere umano a orbitare intorno al pianeta, mentre Neil Armstrong, nel 1969, divenne il primo uomo a camminare sulla Luna. La tecnologia è cambiata, ma la spinta verso l’ignoto conserva qualcosa in comune con quella dei navigatori del passato.

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