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La Basilica di San Vitale a Ravenna non è solo un nome sulla lista UNESCO degli “Edifici Paleocristiani di Ravenna”. È un tuffo nel cuore dell’arte bizantina, un capolavoro che ti catapulta indietro di quasi 1500 anni, tra storia, architettura e una spiritualità che ancora oggi tocca l’anima. Dedicata al martire San Vitale, questa meraviglia fu completata nella prima metà del VI secolo e poi restaurata da Giustiniano I e dal vescovo Ecclesio. Un vero gioiello, l’esempio più glorioso dell’arte bizantina primitiva in Europa.

Ravenna, in Emilia-Romagna, a sole tre ore e mezza di treno da Roma, ha visto passare un bel po’ di storia. Capitale dell’Impero Romano all’inizio del V secolo, poi sotto i Goti a fine secolo, e infine sotto il controllo bizantino fino all’VIII secolo. Ogni dinastia ha lasciato il segno, ma è l’arte del mosaico che ha ossessionato i sovrani, regalandoci ben otto siti Patrimonio dell’Umanità.
Basilica di San Vitale a Ravenna: chi la costruì
A differenza di molte cattedrali italiane, la Basilica di San Vitale si presenta con un esterno sobrio, quasi a voler celare la magnificenza che custodisce. Un’umiltà che ben si addice alla sua funzione più profonda: essere la casa di Dio.
Ma è proprio dietro questa facciata discreta che si nasconde uno degli esempi più sfolgoranti dell’arte e architettura bizantina primitiva in Europa.

Come molte costruzioni tardo-antiche, la Basilica di San Vitale è famosa per i suoi mosaici, che coprono pareti e pavimenti. L’area centrale, con l’altare, è circondata da due navate. Nelle piccole nicchie semicircolari sopra la balaustra, una serie di mosaici racconta i sacrifici dell’Antico Testamento.

La cupola centrale della Basilica di San Vitale non è fatta di mattoni, ma con una tecnica occidentale di tubi cavi incastrati. I passaggi e i corridoi intorno furono arcuati solo più tardi, nel Medioevo. Sopra ogni finestra semicircolare, due angeli reggono un medaglione con una croce.

Agli angoli, accanto alle porte, un mosaico raffigura i Quattro Evangelisti vestiti di bianco, sotto i loro simboli (angelo, leone, bue e aquila). Gli affreschi barocchi della cupola furono realizzati tra il 1778 e il 1782 da S. Barozzi, U. Gandolfi ed E. Guarana.
Arte bizantina

La Basilica di San Vitale fu costruita nel 526, quando Ravenna era ancora sotto il dominio ostrogoto, e completata nel 547, prima che la città diventasse bizantina. L’edificio, di forma ottagonale, è un mix affascinante di elementi romani – cupole, portali, torri a gradini – e bizantini, come il basamento d’altare poligonale e i primi pilastri.

San Vitale: gli interni
La Basilica di San Vitale a Ravenna è un punto fermo nell’arte bizantina. È l’unica grande chiesa dell’epoca dell’imperatore Giustiniano I arrivata fino a noi quasi intatta. Il 7 ottobre 1960, la Chiesa Cattolica Romana le ha conferito il titolo di “Basilica”, un onore papale per la sua importanza storica e spirituale, anche se la sua pianta ottagonale non segue la forma cruciforme tipica delle basiliche.
Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna, tempio ostrogoto
Con il tramonto dell’Impero Romano, Roma smise di essere il centro del potere. Nel V secolo, i barbari governavano l’occidente, e uno di loro, Teodorico, capo degli Ostrogoti, spostò la capitale a Ravenna. Qui, a metà del VI secolo, sorse la Basilica di San Vitale, uno dei primi e più importanti templi del suo regno, un capolavoro dell’architettura romana che ancora oggi ci affascina.

All’interno della basilica si trovano sarcofagi risalenti alla sua costruzione. L’area circostante è altrettanto interessante, con reperti dal vicino Museo Nazionale di Ravenna. Nel cortile della Basilica di San Vitale si trova il Mausoleo di Galla Placidia, più antico di un secolo rispetto alla chiesa, e custode dei mosaici più antichi di Ravenna.
Il Mausoleo di Galla Placidia, a forma di croce, era probabilmente la cappella di Galla Placidia, figlia di Teodosio il Grande e sovrana dell’Impero Romano d’Occidente. Sulla destra, un sarcofago del VI secolo mostra Cristo come un agnello. Ai lati, una croce con una conchiglia simboleggia l’aldilà.
Tre sarcofagi all’interno sono attribuiti a Galla stessa, a suo figlio Valentiniano e al secondo marito Costanzo III, anche se non ci sono prove certe che Galla Placidia sia stata sepolta qui.

Le volte del Mausoleo di Galla Placidia sono decorate con una ricchezza e maestria sorprendenti. Le piccole finestre sono coperte da persiane in alabastro, donate da Vittorio Emanuele III nel 1908. I mosaici, però, non sono bizantini, ma ancora più antichi. Spicca un mosaico con una ciotola d’acqua da cui bevono le colombe, un’immagine potente dell’anima umana che si disseta alla fonte della vita.
Dove si trova la Basilica di San Vitale in Ravenna
- Indirizzo: Via San Vitale – 48121 Ravenna (Emilia Romagna)
- Fine costruzione: 547 DC
- Stile architettonico: Architettura bizantina, Architettura romana
- Religione: Chiesa cattolica


ciao trovo sia davvero molto bella questa basilica bizantina, interessante sia l\’interno che l\’esterno