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Certosa San Martino Napoli cosa vedere: dalla chiesa barocca con affreschi di Luca Giordano al celebre Presepe Cuciniello di 800 pezzi, fino alla terrazza più bella sul Golfo. Fondata nel 1325, è il museo più importante del Vomero.
Certosa San Martino Napoli: cosa vedere

Certosa San Martino Napoli: cosa vedere e curiosità è una guida alla scoperta di uno dei complessi monumentali più importanti della città. Dalla chiesa barocca decorata con gli affreschi di Luca Giordano al celebre Presepe Cuciniello, dai chiostri alle collezioni storiche, fino alle terrazze panoramiche affacciate sul Golfo di Napoli, la visita permette di conoscere arte, storia e tradizioni napoletane.
Situata sulla collina del Vomero, accanto a Castel Sant’Elmo, la Certosa fu fondata nel 1325 per ospitare una comunità di monaci certosini. Nel corso dei secoli il complesso venne ampliato e trasformato, assumendo quella ricca veste barocca che ancora oggi caratterizza molti dei suoi ambienti.
Dal 1866 la Certosa ospita il museo dedicato alla storia e alla cultura di Napoli, con dipinti, sculture, presepi, carrozze, imbarcazioni e numerose testimonianze della città e del suo territorio. Il Museo Nazionale di San Martino, racconta 7 secoli di storia di Napoli tra arte sacra, presepi e carrozze borboniche.
Certosa San Martino Napoli: 7 tappe Imperdibili

La visita della Certosa permette di attraversare ambienti molto diversi tra loro. Chiesa, chiostri, appartamenti del priore e sezioni museali raccontano epoche e aspetti differenti della storia napoletana.
1. La Chiesa della Certosa
La chiesa è uno degli ambienti più spettacolari del complesso. La decorazione barocca comprende marmi policromi, dipinti e sculture realizzati da alcuni dei più importanti artisti attivi a Napoli tra Seicento e Settecento.

Tra le opere pittoriche spiccano gli affreschi di Luca Giordano, mentre l’apparato decorativo testimonia il ruolo centrale assunto dalla Certosa nella cultura artistica napoletana.
2. Il Chiostro Grande e il Chiostro dei Procuratori
I due chiostri rappresentano una parte fondamentale della visita.
Il Chiostro Grande, progettato e trasformato nel corso dei secoli, è caratterizzato dal grande porticato e dal suggestivo cimitero certosino. Il Chiostro dei Procuratori, invece, è collegato agli ambienti della comunità monastica e conduce verso alcune delle sezioni del museo.

Camminare tra questi spazi permette di comprendere meglio la particolare organizzazione della vita certosina, basata sulla preghiera, il lavoro e lunghi periodi di silenzio.
3. Il Quarto del Priore
Un’altra parte importante della Certosa è il Quarto del Priore, cioè l’insieme degli ambienti destinati al priore della comunità.
Le sale conservano opere d’arte e testimonianze della vita all’interno del monastero e permettono di osservare la ricchezza raggiunta dalla Certosa nel corso dei secoli.
4. Il Presepe Cuciniello

Tra le attrazioni più conosciute della Certosa c’è il Presepe Cuciniello, uno dei più importanti esempi della tradizione presepiale napoletana.
Il presepe fu donato alla Certosa da Michele Cuciniello e venne allestito nella seconda metà dell’Ottocento. Le numerose figure, gli animali, gli elementi architettonici e le scenografie ricostruiscono una complessa rappresentazione della Natività e della vita popolare.
La collezione permette inoltre di approfondire l’evoluzione del presepe napoletano, una tradizione strettamente legata alla cultura della città.
Per conoscere un altro luogo simbolo di questa tradizione puoi leggere anche il nostro approfondimento su San Gregorio Armeno e i presepi di Napoli.
5. Le collezioni storiche

Il museo non racconta soltanto la storia religiosa della Certosa. Le diverse sezioni raccolgono testimonianze della storia politica, artistica e sociale di Napoli.

Tra gli oggetti esposti si trovano carrozze, imbarcazioni, modelli e altre testimonianze legate alla città e al periodo borbonico.
Queste collezioni rendono la visita particolarmente interessante anche per chi vuole conoscere la Napoli precedente all’Unità d’Italia.
6. La Tavola Strozzi e la Napoli del passato
Tra le opere più significative conservate nel museo c’è la Tavola Strozzi, preziosa testimonianza della Napoli del Quattrocento.
La grande veduta permette di confrontare l’aspetto della città del passato con quello della Napoli contemporanea e rappresenta uno dei documenti iconografici più importanti per comprendere l’evoluzione urbana della città.
La scala elicoidale e le antiche celle

Una magnifica scala a chiocciola conduce al chiostro: capolavoro d’ingegneria e bellezza architettonica che affascina architetti e visitatori.
7. Il panorama sul Golfo di Napoli
Uno dei motivi per cui vale la pena visitare la Certosa San Martino Napoli è anche la sua posizione.
Dalla collina del Vomero lo sguardo può spaziare sul centro della città, sul Golfo di Napoli e, nelle giornate più limpide, verso il Vesuvio e le isole.
È uno dei punti panoramici più suggestivi da inserire in un itinerario dedicato a Napoli.
Certosa di San Martino: curiosità da conoscere
La Certosa non è soltanto un museo. Dietro le sue sale e i suoi chiostri si nasconde una storia lunga quasi sette secoli.
La Certosa è stata spesso location cinematografica. Alcuni film italiani e stranieri l’hanno scelta per ambientazioni storiche o panoramiche mozzafiato.
Una certosa fondata nel 1325
La fondazione risale al 1325, quando Carlo, duca di Calabria e figlio di Roberto d’Angiò, promosse la costruzione del complesso destinato ai monaci certosini.
L’impianto originario era molto diverso dall’aspetto attuale. Nel corso dei secoli la Certosa venne infatti ampliata e rinnovata, soprattutto durante il Seicento, quando alcuni dei più importanti artisti del periodo contribuirono alla sua trasformazione.
La vita dei monaci certosini
La presenza certosina ha lasciato un’impronta profonda sull’organizzazione del complesso.
I monaci conducevano una vita caratterizzata dalla preghiera, dalla contemplazione e dalla clausura. Gli ambienti della Certosa erano quindi organizzati per separare gli spazi comuni da quelli destinati alla vita individuale dei religiosi.
I chiostri, le celle e gli ambienti monastici permettono ancora oggi di percepire questa particolare concezione della vita religiosa.
Un complesso trasformato nel corso dei secoli

La Certosa conserva ancora oggi tracce delle diverse fasi della sua storia. Alla struttura originaria si sono sovrapposti interventi architettonici e decorativi che hanno contribuito a creare il complesso monumentale che possiamo visitare oggi.
È proprio questa stratificazione a rendere la visita interessante: accanto alla struttura monastica si incontrano opere barocche, collezioni storiche e testimonianze della Napoli moderna.
Cosa vedere vicino alla Certosa di San Martino
La posizione sulla collina del Vomero permette di costruire un itinerario più ampio.
A pochi passi dalla Certosa si trova Castel Sant’Elmo, una delle principali fortificazioni di Napoli. Puoi quindi organizzare la visita dei due monumenti nella stessa giornata.
Per approfondire gli altri castelli della città puoi leggere il nostro articolo sui 7 castelli di Napoli: storia e turismo.
Dopo la visita puoi proseguire verso il centro della città e scoprire altri luoghi storici e artistici. Per un itinerario più ampio puoi consultare anche il nostro tour di Napoli tra centro storico e lungomare.
Se invece vuoi approfondire la tradizione del presepe napoletano, un’altra tappa interessante è San Gregorio Armeno e le sue botteghe di presepi.
Orari e biglietti: controllare prima della visita
Orari, tariffe, modalità di accesso e sezioni visitabili possono cambiare. Per questo motivo è preferibile verificare sempre le informazioni aggiornate direttamente sul sito ufficiale del Ministero della Cultura prima di organizzare la visita.
La Certosa San Martino Napoli richiede almeno un paio d’ore se vuoi vedere con calma il museo, la chiesa, i chiostri e le principali collezioni.
Domande Frequenti sulla Certosa San Martino Napoli
Come Arrivare, Orari e Biglietti 2026
La Certosa si trova in Largo San Martino, sul Vomero.
Uno dei modi più pratici per raggiungerla è utilizzare la funicolare di Montesanto, scendendo alla fermata Morghen e proseguendo a piedi.
- Bus: V1 da Piazza Trieste e Trento fino a Piazzale San Martino, ferma davanti
- Funicolare: Montesanto, fermata Morghen a 650 metri a piedi, o Funicolare di Chiaia fermata Cimarosa
- Orari: 8:30-19:30, chiuso martedì. Biglietto €6 intero, €2 ridotto. Gratis prima domenica del mese
È possibile arrivare anche attraverso gli altri collegamenti del Vomero. Prima della visita è comunque consigliabile controllare le informazioni aggiornate sui trasporti e sugli eventuali cambiamenti del percorso.
Puoi abbinare la visita a Castel Sant’Elmo a 5 minuti a piedi e poi scendere a piedi al centro storico verso i chiostri borbonici rigenerati o i Quartieri Spagnoli cosa vedere.
Domande Frequenti
Quando fu costruita la Certosa di San Martino?
Nel 1325, per volere di Carlo d’Angiò, duca di Calabria, affidata all’ordine certosino.
Cos’è il Presepe Cuciniello?
Un capolavoro del presepe napoletano custodito nella Certosa, con oltre 160 pastori e scenografie minuziose.
Esiste un passaggio segreto nella Certosa?
Sì: un tunnel sotterraneo collega la Certosa al vicino Castel Sant’Elmo, usato in passato per motivi di sicurezza e comunicazioni rapide.


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