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Offerte votive fatte dai fedeli come ringraziamento per una grazia ricevuta o una guarigione ritenuta miracolosa. Cosa sono gli ex voto in cera anatomici, simboli di devozione specialmente in santuari come quello dei Santi Cosma e Damiano. Questo tipo di devozione ha radici antichissime e un significato profondo, legato al corpo, alla fede e alla speranza.

Gli ex-voto (dal latino ex voto suscepto, “secondo il voto fatto”) sono oggetti donati a un santo o alla Madonna dopo l’adempimento di una promessa o in segno di riconoscenza per una guarigione.
Quelli in cera rappresentano parti del corpo guarite (una gamba, un cuore, un seno, un orecchio, un occhio, organi interni…) o eventi della vita (neonati, case, animali, barche).
Sono modellati a mano (a volte anche in stampi), spesso in cera d’api, e offerti nei santuari o appesi vicino agli altari o alle immagini sacre.
Perché gli ex‑voto in cera sono simboli così potenti
- Incorporano il corpo: rappresentano fisicamente ciò che è stato salvato o guarito.
- Connettono il personale al comunitario: un gesto privato di fede diventa narrazione condivisa attraverso la visione degli oggetti.
- Collegano le generazioni: alcuni ex‑voto nei santuari risalgono a più secoli fa, collezionando memorie generazionali.
- Arte popolare e devozione: ogni oggetto è diverso, modellato da mani locali, conservando tradizione, fede e manualità.
Significato degli ex‑voto in cera

I modelli anatomici in cera simboleggiano il corpo salvato, rendendo visibile la grazia: un gesto tangibile che unisce il personale (la guarigione ricevuta) con il collettivo (la fede comunitaria). Alcuni ex‑voto (come bambinelli o dolci) offrono ulteriori livelli simbolici: consacrazione di una vita, riconsegna di un bambino, promessa compiuta.
Ogni pezzo diventa testimonianza materiale: racconta una storia di dolore, preghiera e guarigione, tramandata attraverso generazioni.
Ogni forma ha un significato:
| Forma in cera | Simbolo / Intenzione |
|---|---|
| 👁 Occhio | Guarigione da cecità, problemi visivi |
| 👂 Orecchio | Guarigione dell’udito |
| 👃 Naso / bocca | Problemi respiratori, tumori facciali |
| 🖐️ Mani / piedi | Fratture, paralisi, interventi chirurgici |
| ❤️ Cuore | Malattie cardiache, angoscia emotiva |
| 🤰 Utero / bambino | Gravidanza difficile, nascite miracolose |
| 🧠 Cervello / testa | Problemi mentali, traumi, epilessia |
| 👩🦰 Figura umana intera | Guarigione completa o voto per protezione generale |
Funzione religiosa e Antropologica

Espressione della fede concreta: il corpo ferito o salvato viene “materializzato” nella cera per essere offerto al santo.
Testimonianza pubblica: gli ex-voto sono una confessione visiva del miracolo ricevuto, rafforzando la fede della comunità.
Tracce di devozione popolare: sono presenti soprattutto nei santuari dei santi guaritori (come Cosma e Damiano, San Pio, Sant’Antonio, San Francesco da Paola, ecc.).
In molte culture, la cera è simbolo di trasformazione, purezza e offerta: si scioglie come preghiera che sale verso Dio.
Immagini storiche di ex-voto

Ecco un esempio di ex‑voto anatomico in cera efficacemente realizzato, tipico del Sud Italia: in questo caso una rappresentazione frammentaria – forse parte di un piede o di un’altra parte anatomica – che risale al XVIII secolo, rinvenuto nell’area meridionale.
Storie vere legate agli ex‑voto

Gli ex‑voto anatomici sono offerte votive modellate in cera – ad esempio gambe, braccia, teste, cuori – e vengono donati come ringraziamento per una guarigione ritenuta miracolosa. Ogni pezzo rappresenta la parte del corpo che ha beneficiato dell’intercessione dei Santi Medici. Questi oggetti simbolici incarnano la speranza religiosa e la memoria materiale della grazia ricevuta.
Nel culto dei Santi Cosma e Damiano
I santuari a loro dedicati, in particolare a Ravello, Bitonto, Alberobello e Riace, conservano centinaia di ex-voto in cera, spesso:
- donati da ammalati dopo la guarigione;
- portati in processione o deposti davanti alle statue dei santi;
- bruciati in alcuni rituali, come segno di ringraziamento (la “fusione del voto”).
Alcuni ex-voto risalgono a secoli fa e costituiscono vere opere d’arte votiva popolare.
Santuario di Riace (Calabria)

Durante la festa di settembre, che va dal 25 al 27, nel Santuario di Riace (Calabria) i fedeli portano ex‑voto in cera raffiguranti parti del corpo guarite, come gambe, mani, cuori o testoline di bambini. In alcuni casi donano anche dolci con farina e miele benedetti
La sera del 25 inizia la vegliastra notturna, con canti e tarantelle delle comunità Rom e Sinti che raggiungono il santuario da tutta la Calabria, mentre le statue dei santi vengono esposte alla venerazione (“calata dei santi”). In quel momento i fedeli depongono i loro ex‑voto sulle statue.
Tra le leggende: si narra che la devozione abbia origini nel XII secolo, quando due fratelli (i Santi) dialogarono con un pastorello vicino a una località chiamata Castedu, suggerendo di costruire la chiesa con pietre locali. Da allora si intrecciò il mito e la devozione popolare.
Santuario di Ravello (Campania) – Santuario dei Santi Cosma e Damiano

Documentata devozione dal XVI secolo: già a partire dal Seicento documenti ecclesiastici attestano depositi di ex‑voto in argento e cera rappresentanti le parti anatomiche guarite. L’offerta veniva espressa “ex-devotione pro gratis ab ipsis recepitis”. Alcuni documenti ecclesiastici segnalano la presenza di ex‑voto in argento raffiguranti parti anatomiche in segno di ringraziamento per grazie ricevute.
Già nel 1610–1710 vennero menzionati altari, reliquie e una statua lignea con reliquia, che veniva esposta solo nei giorni di festa, mentre i fedeli lasciavano ex‑voto sulle cornici della chiesa.
Negli anni Ottanta del Novecento, il rettore Don Pantaleone Amato iniziò a pubblicare nel bollettino del Santuario le testimonianze raccolte nel “quaderno delle grazie ricevute”: centinaia di nomi e grazie annotate da fedeli che poi offrivano un ex‑voto come ringraziamento.
Il Santuario dei Santi Cosma e Damiano conserva oggi migliaia di ex‑voto, alcuni risalenti alla fine del XVII secolo, esposti in un piccolo spazio sotto la roccia: testimonianze di fede materiale raccolte nei secoli.

Ancora oggi, ogni 26 settembre, fedeli da tutta la Costiera Amalfitana raggiungono il santuario per affidare ai santi medici le loro afflizioni e lasciare ex‑voto come memoria tangibile della grazia ricevuta.
Breve racconto: guarigione e dono
Immagina una madre che, dopo aver portato i suoi bambini gravemente ammalati alla statua dei Santi Medici, dopo giorni di preghiera ottiene la guarigione. In segno di gratitudine, offre un ex‑voto in cera raffigurante due piccoli bimbetti nella posa del riposo, da appendere in una nicchia accanto all’altare. Questo gesto diventa testimonianza pubblica della grazia ricevuta, condivisa con la comunità.
Storici locali raccontano di medici e farmacisti consigliare, nei casi disperati, di rivolgersi ai Santi: le pratiche e le scienze potevano fallire, ma i fedeli cercavano conforto nell’intercessione spirituale. Chi guariva, spesso comprava un pezzo di cera, un ex‑voto anatomico modellato a mano, e lo deponeva come promessa mantenuta.
Quali sono i santuari dedicati ai Santi Cosma e Damiano
I santuari a loro dedicati, in particolare a Ravello, Bitonto, Alberobello e Riace, conservano centinaia di ex-voto in cera, spesso:
- donati da ammalati dopo la guarigione;
- portati in processione o deposti davanti alle statue dei santi;
- bruciati in alcuni rituali, come segno di ringraziamento (la “fusione del voto”).
Alcuni ex-voto risalgono a secoli fa e costituiscono vere opere d’arte votiva popolare.
Curiosità
In passato, le famiglie contadine portavano in dono cuori e occhi in cera per protezione dei propri cari. I bambini malati venivano “affidati” ai santi con l’offerta di una figura infantile in cera. In certi casi, si usano ex-voto di metallo o legno se la cera è troppo delicata.
Domande Frequenti
Cosa sono gli ex-voto in cera anatomici?
Oggetti votivi donati a un santo o alla Madonna dopo l’adempimento di una promessa o come ringraziamento per una guarigione. Quelli in cera rappresentano parti del corpo guarite, come una gamba, un cuore o un occhio.
Da dove deriva il termine “ex-voto”?
Dal latino “ex voto suscepto”, che significa “secondo il voto fatto”.
Con che materiale sono realizzati gli ex-voto anatomici?
Sono modellati a mano, spesso in cera d’api, a volte anche con l’ausilio di stampi.
Perché gli ex-voto in cera sono considerati simboli così potenti?
Incorporano fisicamente il corpo guarito, connettono il gesto personale a una narrazione comunitaria e collegano le generazioni attraverso oggetti che in alcuni santuari risalgono a secoli fa.
In quali santuari si trovano ex-voto legati ai Santi Cosma e Damiano?
Il Santuario di Riace in Calabria e il Santuario dei Santi Cosma e Damiano a Ravello, in Campania.


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