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Il film “Le avventure di Oliver Twist” di Roman Polanski, uscito nel 2005, è la trasposizione cinematografica del capolavoro di Charles Dickens. Polanski, proprio come Dickens, ci porta in un ambiente ostile e sconosciuto, ma con un messaggio chiaro: in ogni persona, anche nelle condizioni più avverse, c’è un seme di bontà e compassione che può germogliare.
Oliver Twist: il film di Polanski in breve
Questo dramma del 2005, diretto da Roman Polanski, è la versione per il grande schermo del celebre romanzo del 1838 di Charles Dickens. Nel ruolo del giovane Oliver Twist troviamo l’attore Barney Clark, mentre il perfido Fagin è interpretato magistralmente da Ben Kingsley.
La Londra dell’Ottocento: fumo, fango e orfani
La Londra dell’Ottocento, quella che fa da sfondo alle vicende di Oliver Twist, è un crogiolo di fumo, fango, nebbia, popolata da trovatelli e orfani. Il XIX secolo, con la sua Rivoluzione Industriale, portò progresso e “macchine”, ma non benessere per tutti.
La storia di Oliver Twist è uno dei racconti più influenti della letteratura mondiale, il secondo nella produzione di Charles Dickens. La sua pubblicazione iniziò sulla rivista inglese Bentley’s Magazine, a puntate, tra il 1837 e il 1839.
Trama: un trovatello nella grande città

Il film “Le avventure di Oliver Twist“ del 2005 ci porta in una cittadina inglese di provincia, a circa 120 chilometri da Londra, nel XIX secolo. Oliver Twist è uno dei tanti orfani, cresciuto in un orfanotrofio con altri ragazzi che condividono la sua miseria e le percosse. Sua madre morì dandolo alla luce.
Le avventure di Oliver Twist: un riassunto
La storia inizia con il parto di una donna vedova. Il marito era morto prima che lei desse alla luce il figlio. La donna, per sopravvivere, vendette la fede nuziale. Nel diciottesimo secolo, una donna incinta senza anello al dito era vista con sospetto. Il medico le rivolse uno sguardo vergognoso e, dopo il parto, la donna morì, lasciando il neonato.
La vita di Oliver nell’orfanotrofio

Il piccolo Oliver si ritrovò solo ad affrontare un mondo ingiusto, rinchiuso in un orfanotrofio. Era un bambino emaciato, pallido, spesso addormentato per la debolezza. La fame era una costante e, quando cercava di procurarsi del cibo, finiva in feroci liti con gli altri bambini.
Un giorno, Oliver osò chiedere più cibo in cucina, scatenando una lite con il cuoco. Il cuoco lo colpì con uno strumento appuntito, facendolo cadere a terra. Non contento, lo denunciò, chiedendo l’espulsione di Oliver dall’orfanotrofio, considerandolo un pericolo per i suoi coetanei.
I responsabili dell’orfanotrofio lo costrinsero a lavorare per mantenersi, mandandolo di volta in volta da chiunque offrisse vitto e alloggio. Scampò per un soffio al mestiere di spazzacamino, dove molti suoi amici avevano trovato la morte per asfissia.
Oliver Twist finì poi dai signori Sowerberry, impresari di pompe funebri, ma litigò con un altro apprendista che lo aveva pesantemente insultato.
Decise così di scappare nella grande metropoli di Londra, sperando di trovare rifugio e lavoro. Stremato dal viaggio e affamato, vagando per le strade sporche e maleodoranti della città, accettò l’amicizia di un ragazzo poco più grande di lui, Dodger “il Malandrino”.
Il nuovo amico lo invitò a unirsi al suo gruppo di sfortunati, dediti ai furti, che vivevano in una soffitta con un anziano ebreo. Lì, Oliver assistette, allibito, a una lezione del loro capo Fagin, che insegnava ai suoi protetti come rubare portafogli o altri oggetti, distraendo le vittime con un espediente.
Con i proventi dei furti, Fagin li ospitava e li proteggeva. Per i furti più rischiosi, si affidava a Bill Sikes (Jamie Foreman), che viveva con la fidanzata Nancy (Leanne Rowe) in un appartamento vicino.
Oliver, per rimanere con loro, dovette accettare di condividere il loro destino. Si sottopose a estenuanti esercizi per diventare un ladro provetto e, una volta “diplomato”, fu mandato con altri ragazzi per le strade di Londra a fare pratica.
I suoi amici derubarono un uomo, ma qualcuno diede l’allarme. Oliver, non essendo abbastanza svelto a scappare, fu catturato da un poliziotto e portato davanti a un giudice. Per sua fortuna, fu riconosciuto innocente da Brownlow, un erudito dell’alta società, che lo invitò a stare presso di sé.
Il vecchio e avaro Fagin, temendo di essere denunciato dal ragazzo per i suoi loschi affari, lo fece rapire da Bill con la complicità di Nancy, che si spacciò per la sorella. Bill, rendendosi conto che la casa era facoltosa, impose a Oliver di aiutarlo a intrufolarsi. Ma Oliver si oppose al furto, rimanendo ferito a un braccio da un colpo di pistola e portato via dai ladri.
Da qui, la polizia diede il via a una caccia spietata ai suoi aguzzini. Trovato il cane di Bill, riuscirono a raggiungere il loro covo, liberando il ragazzo e arrestando l’ebreo, che fu condannato all’impiccagione. Poco prima dell’esecuzione, Oliver gli fece visita per l’ultimo saluto.
Oliver Twist: il romanzo
Il film “Le avventure di Oliver Twist” del 2005, diretto da Roman Polanski, dura 130 minuti e, a differenza del romanzo “Le avventure di Oliver Twist“, non descrive ogni minuto della vita del povero ragazzo. Il romanzo, invece, segue il suo percorso fin dalla nascita, quando la madre, dopo averlo partorito e baciato, morì senza che lui avesse mai conosciuto il padre.
La nascita del romanzo
“Le avventure di Oliver Twist” di Dickens fu pubblicato per la prima volta a puntate, con il titolo “Oliver Twist, or the Path of the Parish Boy”, sulla rivista Bentley’s Miscellany tra il febbraio 1837 (Dickens iniziò a lavorarci nel 1836) e il marzo 1839.
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Ho letto il libro molti anni fa e il film l\’ho visto più volte con molto piacere Un saluto , buon pomeriggio Daniela.
Ho letto il libro anni fa e mi piacerebbe molto vedere il film.
ho sentito parlare di questo libro più volte ma ancora non l\’ho letto
Una storia particolare quella di Oliver Twist, non ho mai visto il film! E\’ una novità assoluta per me, recupererò il film. Grazie!