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Il saturimetro e il Covid-19: un binomio che, durante la pandemia, è diventato familiare a molti. Ma perché questo piccolo strumento è così importante e come ci aiuta a capire cosa succede nel nostro corpo?
Misurare frequenza cardiaca e saturazione d’ossigeno con un saturimetro, quella specie di molletta che si attacca al dito, è un gesto semplice e molto utile. Ci dà un’idea chiara delle condizioni di salute e del decorso della malattia.
Questo dispositivo misura la concentrazione di ossigeno nel sangue arterioso, un valore che chiamiamo saturazione di ossigeno o SpO2.
Monitorare la SpO2 è importante, specialmente con il COVID-19. Spesso, infatti, una grave carenza di ossigeno può essere tollerata quasi senza sintomi, in modo subdolo. Questi indicatori sono fondamentali per capire se c’è un’insufficienza respiratoria e per cogliere l’attimo in cui il livello di ossigeno nel sangue diventa pericolosamente basso, spingendoci a contattare il medico.
Il coronavirus COVID-19 ha continuato a diffondersi, e i medici cercano costantemente strumenti diagnostici affidabili per combattere e tenere a bada questa pandemia. Il virus è insidioso e un paziente potrebbe non mostrare sintomi evidenti finché la malattia non ha già intaccato i polmoni.
Il nostro corpo ha un’incredibile capacità di adattamento. I polmoni, in particolare, hanno un “margine di sicurezza” elevato. I polmoni possiedono una notevole riserva funzionale: anche in condizioni di ridotta capacità polmonare l’organismo mette in atto meccanismi di compenso per mantenere un’adeguata ossigenazione a riposo.
La mancanza di ossigeno colpisce tutti gli organi e i tessuti, con cuore e cervello in prima linea. L’infiammazione dei polmoni è una complicanza frequente del Covid-19 grave. I valori del saturimetro ci aiutano a valutare la gravità della malattia e il grado di insufficienza cardiaca.
Per la maggior parte delle persone sane, un livello di ossigeno normale si attesta tra il 95% e il 98%. Se la saturazione scende sotto il 92%, è un campanello d’allarme: il paziente potrebbe aver bisogno di cure ospedaliere. Questo non significa, però, che ogni persona infetta debba avere un pulsossimetro.
Vediamo insieme chi dovrebbe usarlo e come farlo nel modo giusto per ottenere risultati precisi.
Saturimetro e Covid-19: cos’è la pulsossimetria
La pulsossimetria è una tecnica che, grazie al saturimetro, ci permette di misurare il livello di ossigeno nel sangue. Contemporaneamente, il dispositivo rileva anche la frequenza cardiaca.
Tecnica e metodologia del saturimetro
La saturimetria è una procedura piuttosto semplice. Il suo funzionamento si basa sulla capacità delle sostanze di assorbire onde luminose di diverse lunghezze. Tutti i pulsossimetri funzionano allo stesso modo: il sensore ha due parti principali.
Troviamo diodi che emettono luce rossa, sensori fotosensibili e un display che mostra il risultato.
- La prima parte (sorgente luminosa) genera onde di una certa lunghezza, e la seconda (rivelatore) le percepisce.
Quali indicatori riflettono la pulsossimetria?
I saturimetri per uso domestico registrano due valori chiave: la saturazione di ossigeno nel sangue e la frequenza cardiaca. Spesso, queste informazioni, unite alla temperatura corporea, bastano a dare un quadro generale delle condizioni del paziente, permettendo al medico curante di trarre conclusioni importanti.
Come funziona un saturimetro?

Il pulsossimetro, come dicevamo, è una sorta di molletta che si applica al dito. I diodi e i sensori sono all’interno, il display all’esterno. Una volta posizionato, un raggio di luce attraversa il dito. Poiché il sangue arterioso ossigenato e quello con poco ossigeno assorbono la luce in modo diverso, il sensore rileva questa differenza e mostra il risultato sullo schermo.
Su quale dito misurare la saturazione?
Il livello di ossigeno nel sangue può variare durante il giorno, quindi è consigliabile misurarlo almeno due volte, mattina e sera. Per avere risultati confrontabili, è importante misurare la SpO2 sempre nella stessa posizione, alla stessa ora e sullo stesso dito della stessa mano.
Alcuni studi indicano che la SpO2 sul dito indice può essere leggermente inferiore rispetto al dito medio della stessa mano. Anche tra le dita di mani diverse, i risultati possono variare.
Tecnica e procedura per l’uso del pulsossimetro:

L’emettitore e il fotorivelatore del sensore devono essere allineati. La misurazione dura dai 10 ai 20 secondi, a seconda del modello.
- Accendi il dispositivo e aspetta che finisca la calibrazione e l’autotest.
- Apri la clip del sensore e inserisci il dito fino in fondo.
- Assicurati che il sensore non stringa troppo né sia troppo allentato.
Cosa può influenzare i risultati della pulsossimetria:
- Attività fisica recente;
- Movimenti della mano durante le misurazioni;
- Smalto per unghie.
Tieni a mente questi fattori quando usi il pulsossimetro. Durante il test, siediti in una posizione tranquilla e rilassata, con la schiena appoggiata. Effettua le misurazioni almeno mezz’ora dopo un’attività fisica, quando il battito cardiaco è regolare.
Come leggere le letture del pulsossimetro?

La saturazione di ossigeno nel sangue arterioso dovrebbe essere sempre superiore al 95%. Valori inferiori indicano varie patologie, e più il valore è basso, più grave è la condizione del paziente. Una saturazione inferiore al 90% è considerata pericolosa per la vita e richiede cure mediche urgenti.
I pazienti sopra i 60 anni con Covid-19 sono a rischio fin dall’inizio. Per loro, non basta guardare solo la saturazione, ma bisogna considerare anche febbre, debolezza e altri sintomi. Se si manifestano questi segnali, è fondamentale chiamare un medico, anche se la saturazione è tra il 95% e il 96%.
- Negli adulti sani, non fumatori e che non vivono in alta montagna, la SpO2 normale è tra il 96% e il 100%.
- Chi vive in montagna può avere una SpO2 normale tra il 95% e il 100%.
- Con un decorso lieve del coronavirus, la SpO2 dovrebbe essere normale.
- In caso di decorso moderato, la SpO2 si riduce solitamente al 94-95%.
- Nei pazienti critici, la SpO2 è del 93% o meno.
La norma della pulsossimetria negli adulti, nei bambini e nei neonati
Tutti i pulsossimetri registrano due indicatori principali: la saturazione di ossigeno nel sangue e la frequenza cardiaca (polso). Confrontando questi dati con i valori normali per le diverse età, i medici possono valutare le condizioni del paziente.
Frequenza cardiaca normale a diverse età:

La frequenza cardiaca rilevata dal saturimetro non sempre coincide al cento per cento con quella di un elettrocardiogramma. Questo perché l’elasticità dei vasi, la capacità delle loro pareti di assorbire parzialmente la pulsazione e possibili ostruzioni nel vaso possono causare delle differenze.
- Neonati e bambini sotto i 2 anni: 110 – 180 battiti al minuto;
- Bambini 2 – 10 anni: 70 – 140 battiti al minuto;
- Adolescenti (oltre i 10 anni) e Adulti: 60 – 90 battiti al minuto.
Come scegliere un pulsossimetro
Online si trovano diversi tipi di pulsossimetri, ma non tutti sono adatti per l’autodiagnosi del coronavirus.
Pulsossimetri a clip. Si applicano al dito e sono pensati per una singola misurazione della SpO2. Funzionano con due batterie AAA.
Perché usare il saturimetro con Covid-19
La pulsossimetria è un test non invasivo e piuttosto affidabile per misurare il livello di ossigeno nel sangue. Anche i dispositivi domestici hanno un margine di errore di circa il 2%. Ad esempio, se il risultato è 82%, la saturazione reale sarà tra l’80% e l’84%.
L’analisi è rapida, questione di pochi secondi, grazie a questo semplice strumento elettronico chiamato saturimetro. È perfetto per il monitoraggio domiciliare, permettendo al medico curante di controllare a distanza le condizioni del paziente.
Il saturimetro è una soluzione eccellente. Il medico non deve necessariamente visitare il paziente di persona, ma può ricevere i dati misurati a casa (ad esempio, tramite videochiamata o telefono, come tramite WhatsApp). In questo modo, può capire le condizioni del paziente e dare consigli sul decorso e su come alleviare i sintomi della polmonite, fino a quando la situazione non si stabilizza e il pericolo diretto per la vita scompare.
Avvertenze
Questo blog non offre diagnosi, cure o consigli medici. Il contenuto è puramente informativo e basato su esperienze personali.
Perché è importante misurare la saturazione di ossigeno durante il Covid-19?
Perché una carenza grave di ossigeno può essere tollerata quasi senza sintomi evidenti (ipossia silente), rendendo il saturimetro uno strumento essenziale per intercettare peggioramenti che altrimenti passerebbero inosservati fino a diventare critici.
Come funziona il saturimetro e quando serve consultare un medico?
Si applica al dito come una molletta e misura frequenza cardiaca e livello di SpO2 nel sangue, fornendo un’indicazione rapida sulle condizioni respiratorie. È un dispositivo sicuro e semplice da usare a casa; se i valori risultano bassi, è necessario contattare subito un medico per una valutazione più approfondita e un trattamento tempestivo.

Il saturimetro è utilissimo per chi ha problemi respiratori o cardiaci e di altro tipo… lo avevo già ora ne ho 3
Non ero a conoscenza di questo prodotto…per fortuna io e la mia famiglia non abbiamo avuto il covid ma terrò presente in caso di necessità!
lo abbiamo usato anche noi quando abbiamo avuto il covid due mesi fa, e per alcune persone è stato dvvero uno strumento fondmnentale
Anche alla nostra famiglia lo ha consigliato il medico, ora lo abbiamo in casa ed è importante in questo periodo averlo.
Che poi C19 o meno è comunque assai utile a prescindere d’avere in casa per comunque controllare il proprio stato di salute, perché l’ossigenazione del sangue è davvero un parametro importantissimo.
Ciao Cristina purtroppo essendo in dialisi di queste cose me ne intendo, e trovo davvero utile che si parli di questi argomenti in un blog.E\’ sempre doveroso informarsi di questi problemi . Un saluto, Daniela.