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Piante allucinogene sacre nel mondo

Foglia di marijuana in fase di crescita, coltivazione indoor di cannabis.
Immagine che mostra le piante di cannabis in crescita, focalizzata sulla cura e l'attenzione alle foglie.
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Le piante allucinogene hanno da sempre un posto speciale nella storia dell’uomo. Non solo nutrimento, ma chiavi per aprire porte della percezione, liberando la mente in un tripudio di forme, colori e sensazioni. Un’esperienza così potente da conferire a queste piante un carattere sacro, un ponte tra il terreno e il divino, coltivato e tramandato da popoli lontani fino a oggi.

Funghi, erbe, oli, semi e radici: un antico sistema per superare i confini della realtà, per esplorare dimensioni inesplorate della coscienza.

Piante allucinogene sacre nel mondo

La chimica di queste piante allucinogene sacre è affascinante: il carbonio è l’elemento chiave, spesso accompagnato dall’azoto in composti come gli alcaloidi, sebbene non sia presente nei cannabinoidi della Cannabis indica (la marijuana). Per secoli, queste piante sono state considerate veicoli di conoscenza, strumenti per espandere le nostre capacità intellettive. Poi, un’epoca di proibizionismo le ha relegate nell’ombra, criminalizzandone l’uso. Ma la storia, si sa, è ciclica. Oggi, una nuova apertura verso il desiderio psichedelico sta riportando alla luce quelle antiche scoperte.

Cosa sono le piante allucinogene?

Le piante allucinogene sono quelle che, una volta assorbite dal corpo, alterano profondamente le percezioni. Provocano allucinazioni che possono coinvolgere vista, udito, tatto, olfatto e gusto. Molti le usano proprio per cercare un’esperienza mistica o religiosa, un contatto con il trascendente.

Sostanze allucinogene vere e false

Esistono poi le sostanze allucinogene “false”, quelle che generano allucinazioni secondarie, spesso dovute a un’alterazione del normale funzionamento dell’organismo che sfocia in deliri. Alcuni componenti degli oli essenziali, ad esempio, sembrano agire così. Pensiamo all’olio di noce moscata, alla cannella e al ginepro: spezie che usiamo in cucina da secoli e che, in dosi elevate, possono essere gravemente tossiche e causare avvelenamento, danni agli organi e altri effetti avversi pericolosi per la salute.

Esperienze mistiche e visioni metafisiche nelle società primitive

Nelle società antiche, gli allucinogeni permeavano ogni aspetto della vita: dalla salute alla guerra, dalla caccia alla spiritualità. Si credeva che influenzassero la vita prima della nascita e dopo la morte. L’uso di piante allucinogene e bacche tossiche per scopi medici e religiosi era fondamentale. I popoli aborigeni, ad esempio, le consideravano un ponte tra gli dei e gli uomini. Pensiamo all’antica Grecia: la pratica dell’oracolo di Delfi, che prevedeva l’inalazione di vapori, è stata oggetto di diverse teorie riguardo la causa dello stato di trance della Pizia, ma l’idea che masticasse foglie di alloro con effetti allucinogeni non è supportata da prove scientifiche.

Per approfondire, puoi leggere 7 Bacche Commestibili e Tossiche: quali sono.

Utilizzo degli allucinogeni per altri scopi

L’impiego degli allucinogeni cambiava molto da cultura a cultura. Molte popolazioni li usavano nei riti di iniziazione per gli adolescenti. Gli Algonchini, ad esempio, somministravano il vysoccan ai loro giovani: un narcotico che li sconvolgeva per una ventina di giorni, facendogli perdere la memoria per poi accedere all’età adulta. Riti simili si ritrovano in Gabon con le radici d’iboga, e in Amazzonia con il caapi. In Sud America, alcune tribù usano l’ayahuasca per predire il futuro, allontanare i malefici e praticare riti di guarigione. Ancora oggi, gli indigeni del Messico utilizzano il fungo convolvolo volubilis e il peyotl per le loro divinazioni.

Panoramica delle piante allucinogene nel mondo

Fiori di bacche di Huckleberry con frutti maturi e foglie verdi, piante di bacche selvatiche, immagine di piante con bacche nere e fiori rosa, natura selvaggia, produzione di frutta commestibile, ambienti naturali.
Bacche di Huckleberry
  • Piante europee: Rosolaccio, Belladonna e Mandragora.
  • Piante asiatiche: Agara, Datura e Dutra, Marijuana, hashish o canapa, Menta del Turkestan, Ruta di Siria.
  • Funghi: Ergot, Nonda, Ovulo malefico.
  • Piante africane: Iboga, Kanna, Kuashi.
  • Le due Americhe: Funghi messicani, Psilocybe, Vescie di lupo.
  • Cactus: Organo, San Pedro, Tsuwiri.
  • Alberi: Culebra borrachero, Rapè dos Indios, Virola.
  • Altre piante: Cetriolo selvatico, Fava di Mescal, Ginestra scozzese e spagnola, Tupa o tobacco del Diablo.

Nel campo della botanica e dell’etnobotanica, sono state descritte centinaia di specie di piante con proprietà allucinogene, un numero esiguo se pensiamo all’immensa varietà della flora mondiale, e in Italia ne conosciamo attivamente solo una ventina. Un mondo ancora in gran parte da esplorare. Un numero esiguo, se pensiamo all’immensa varietà della flora mondiale, e in Italia ne conosciamo attivamente solo una ventina. Un mondo ancora in gran parte da esplorare.

4 commenti

  1. È sempre importante distinguere ciò che fa male da ciò che veniva usato per raggiungere altri mondi e spiritualità bellissimo articolo

  2. ciao mi piace studiare le piante fitoterapiche e le piante in genere questo libro deve essere molto interessante…la datura non ha solo fiori stupendi allora:-) anche altro!

    1. Ecco, bisogna tenere presente che certe piante \”mal viste\” hanno un impiego diverso da quello che si può pensare. E poi c\’è l\’aspetto religioso e culturale. Bello saperne di più.

  3. sai che non conoscevo questo tipo di piante, mi hai fatto scoprire un interessante novità

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