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7 bacche commestibili e tossiche: come riconoscerle con foto, caratteristiche e cosa fare se le tocchi. Guida con tabella per non sbagliare.
7 Bacche commestibili e tossiche del bosco in autunno
L’autunno tinge i boschi di mille colori, e con essi spuntano bacche di ogni tipo: nere, rosse, blu, arancioni. Alcune sono un tesoro per marmellate e liquori, altre invece nascondono un pericolo, a volte letale, anche con un solo frutto. Vediamo insieme le 7 più comuni, per imparare a distinguerle.
Bacche: la tabella che non ti aspetti, tra gusto e veleno
Ecco una tabella chiara e aggiornata che distingue bacche commestibili da velenose, con nome comune, nome scientifico, note di sicurezza e suggerimenti d’uso.
| Categoria | Nome comune | Nome scientifico | Commestibilità | Note di sicurezza / Uso | Idee ricetta (link esterno) |
|---|---|---|---|---|---|
| Commestibile | Sambuco nero | Sambucus nigra | Sì, solo dopo cottura | Le bacche crude o parti verdi possono irritare; usare per sciroppi, marmellate, vino (fonte: topgardening.it) | ricette con il sambuco |
| Commestibile | Prugnolo (pruno selvatico) | Prunus spinosa | Sì, dopo maturazione | Molto aspro crudo; ideale per confetture, liquori, tè | sugo ai prugnoli |
| Commestibile | Ginepro | Juniperus communis | Sì, con moderazione | Usato come spezia (gin, selvaggina); non tutte le specie sono ugualmente sicure (fonte: topgardening.it) | ricette al ginepro |
| Commestibile | Sorbo selvatico | Sorbus aucuparia | Sì, solo dopo cottura/essiccazione | Crude contengono acido parasorbico (amaro, tossico); sicure dopo trattamento (fonte: dererker.it) | crostata di sorbo |
| Commestibile | Cinorrodo (rosa canina) | Rosa canina | Sì | Ricco di vitamina C; per salse, gelatine, tisane (fonte: topgardening.it) | – |
| Commestibile | Olivello spinoso | Hippophae rhamnoides | Sì | Arancione, più vitamina C del limone; per succhi, confetture (fonte: topgardening.it) | – |
| Velenoso | Belladonna | Atropa belladonna | No: molto tossico | Bacche nere lucide simili a mirtilli; contiene alcaloidi pericolosi (fonte: idealista.it) | – |
| Velenoso | Tasso comune | Taxus baccata | No: altamente velenoso | Tutte le parti velenose tranne l’arillo; ingestione può essere fatale | – |
| Velenoso | Ligustro | Ligustrum vulgare | No: tossico | Bacche nere confuse con mirtilli; causano disturbi digestivi | – |
| Velenoso | Sambuco erbaceo | Sambucus ebulus | No: altamente tossico | Bacche nere simili a mirtilli, tossiche crude (fonte: idealista.it) | – |
| Velenoso | Morella comune | Solanum nigrum | No: tossico | Bacche nere contengono solanina; confondibili con mirtilli (fonte: idealista.it) | – |
| Velenoso | Agrifoglio | Ilex aquifolium | No: tossico | Bacche rosse; tossiche per l’uomo, soprattutto per i bambini; gradite agli uccelli (fonte: topgardening.it) | – |
| Velenoso | Edera (bacche invernali) | Hedera helix | No: tossico | Gravi intossicazioni possibile, specialmente nei bambini | – |
| Velenoso | Fusaggine (berretta del prete) | Euonymus europaeus | No: tossico | Bacche colorate ma velenose; evitare in aree gioco (fonte: topgardening.it) | – |
| Velenoso | Fitolacca americana | Phytolacca americana | No: tossico | Bacche nere lucide pericolose (fonte: idealista.it) | – |
| Velenoso | Cotoneaster | Cotoneaster spp. | No: lieve/moderata tossicità | Tossicità generalmente lieve; in quantità disturbi gastrointestinali, attenzione agli animali (fonte: animalidacompagnia.it) | – |
| Velenoso | Piracanta (agazzino) | Pyracantha coccinea | No: precauzione necessaria | Contiene glicosidi cianogenetici nei semi; evitare consumo diretto (fonte: animalidacompagnia.it) | – |
Attenzione: questo articolo è una guida, non un medico o un botanico. Se hai dubbi, non mangiare bacche selvatiche.
L’autunno è un tripudio di frutti e bacche, ma non tutte sono un dono della natura. Conoscere le differenze tra quelle commestibili e quelle velenose è fondamentale per non trasformare una passeggiata in un rischio. Raccogliere bacche è un piacere, ma la prudenza non è mai troppa.

Nei nostri boschi crescono bacche bellissime, ma alcune sono ingannevoli: sembrano innocue, magari simili a quelle che compriamo al supermercato, ma sono estremamente velenose. Meglio non toccarle, e soprattutto non assaggiarle.
Con le bacche giuste puoi preparare marmellate, frullati, tisane, ma come si fa a distinguere le buone dalle cattive e quali scegliere per le tue ricette?
Bacche commestibili: il tesoro del bosco
In autunno, molti alberi e arbusti ci regalano bacche deliziose. Mirtilli, ribes, uva spina, prugne, rosa canina, lamponi e more sono solo alcune delle meraviglie che puoi raccogliere.
Puoi gustarle fresche o trasformarle in dolci, marmellate, conserve o liquori. Ma attenzione, tra queste ce ne sono alcune che, pur sembrando innocue, nascondono un lato oscuro.
Bacche tossiche: il lato oscuro della natura
Tra le bacche che ci circondano, alcune sono decisamente da evitare. La belladonna, per esempio, con le sue bacche nero-bluastre e un sapore dolce e ingannevole, è estremamente tossica.
Altre piante comuni con frutti tossici sono l’edera, la fusaggine o berretta del prete, il sambuco ebbio e la fitolacca: le trovi tutte nella tabella qui sopra. Meglio starne alla larga.
Come riconoscere le bacche commestibili: la guida rapida
La natura è una dispensa a cielo aperto, ma per non sbagliare, servono occhi attenti. Come distinguere le bacche buone da quelle da cui stare alla larga? Ecco qualche dritta per non cadere in errore.
Per identificare le bacche commestibili bisogna riconoscere con certezza la pianta: foglie, fiori, portamento, corteccia e stagione di maturazione. Il colore della bacca, da solo, non dice nulla sulla sua sicurezza.
1. Impara a riconoscere le bacche commestibili
Prima di avventurarti nella raccolta, impara a memoria le bacche velenose.
Alcune possono essere un vero pericolo, come quelle di belladonna, tasso, agrifoglio e ligustro. Attenzione invece a non confondere: more di rovo, lamponi e mirtilli sono commestibili, ma alcune bacche tossiche, come quelle di belladonna, ligustro e sambuco ebbio, possono sembrare mirtilli.
2. Il colore non basta
Non esiste una regola sul colore: ci sono bacche commestibili e bacche velenose sia nere, sia rosse, sia blu. La belladonna e il ligustro hanno bacche nere come i mirtilli, il tasso e l’agrifoglio rosse come il ribes.
Le bacche acerbe o verdi vanno sempre evitate: anche quelle del sambuco nero, commestibili solo mature e cotte, da verdi contengono sostanze tossiche.
3. Non assaggiare mai bacche sconosciute
Non mettere mai in bocca una bacca se non sei sicuro al cento per cento. Una sola bacca di tasso o belladonna può causare un avvelenamento grave. Identifica la pianta con foglie, fiori e foto, e solo dopo, se sei assolutamente certo, puoi pensare di assaggiare.
Bacche: guida rapida per riconoscerle e distinguere le tossiche dalle commestibili
1/7 Ligustro (Ligustrum vulgare)

Il ligustro (Ligustrum vulgare), parente delle olive, è un arbusto dalle foglie, corteccia e bacche velenose. Lo trovi nei boschi e nelle macchie, alto fino a 3-4 metri. Tra giugno e luglio si veste di piccoli fiori bianchi profumati.
Le sue bacche sono sferiche, nere lucide o bluastro-nere. I germogli giovani sono finemente pelosi, le foglie lanceolate o oblunghe. La medicina popolare gli attribuiva proprietà astringenti e vulnerarie.
1 – Astringente (limita la secrezione dei liquidi);
2 – vulnerarie (guarisce le ferite).
3 – Attenzione: foglie e fiori sono velenosi.
2/7 Tasso comune (Taxus baccata)

Il tasso comune (Taxus baccata) è un albero diffuso in Europa, Africa nord-occidentale e Asia.
Spesso usato come siepe ornamentale, è un sempreverde che può raggiungere i 10-20 metri di altezza. Tutte le sue parti sono velenose. Il legno è duro, compatto e di un bel marrone rossastro.
I suoi germogli, sottili e flessibili, restano verdi per tre anni. Le foglie sono lanceolate, di un verde scuro, lunghe 1-4 cm e larghe 2-3 mm.
Da agosto a settembre, le squame che avvolgono il seme (altamente tossico) si trasformano in un mantello carnoso, rosso vivo, simile a una bacca, lungo 8-15 mm.
3/7 La Piracanta o Agazzino (Pyracantha coccinea)

La Piracanta o Agazzino (Pyracantha coccinea M. Roem) è una pianta spinosa della famiglia delle Rosacee, originaria dell’Europa meridionale, dell’Asia minore e dell’Himalaya fino alla Cina centrale. È un arbusto sempreverde con spine.
I suoi frutti, rossi, arancioni o gialli, rimangono a lungo sull’arbusto. Le foglie sono semplici, ellittiche o ovoidali, con bordi intatti, pizzi o seghettature. I fiori sono piccoli petali bianchi.
La Piracanta è parzialmente velenosa: i semi contengono glicosidi cianogenetici. Nella tradizione la sola polpa cotta viene usata per gelatine, ma i frutti non vanno mangiati crudi e, se non sei esperto, è meglio usarli solo come decorazione. Fiorisce a fine primavera e inizio estate.
Questa pianta è famosa per la sua resistenza alla siccità (anche se non ama terreni troppo secchi), ama la luce e si adatta a vari tipi di suolo, anche calcarei.
4/7 Prugnolo (Prunus spinosa)

Il Prugnolo selvatico, parente della prugna, è una bacca commestibile che matura tra settembre e ottobre e viene raccolta tradizionalmente dopo le prime gelate, che ne attenuano l’asprezza. È piccola, nero-bluastra, cinerea e con un nocciolo. La polpa del frutto acerbo è molto aspra. I rami grigio-grigi degli arbusti decidui, alti 1-4 metri, terminano con spine appuntite.
Le bacche del prugnolo selvatico si usano per produrre vino alla frutta, liquori, tè, marmellate e salse per arrosti. Come per altre Rosacee, i noccioli contengono amigdalina: non vanno schiacciati né consumati.
5/7 Sambuco nero (Sambucus nigra)
Il Sambuco nero è una pianta con molte proprietà benefiche. È un arbusto o piccolo albero che cresce spontaneamente in Europa, Asia occidentale e Nord Africa. Non va confuso con il sambuco ebbio (Sambucus ebulus), una pianta erbacea alta al massimo 1-2 metri, con infiorescenze erette e bacche tossiche: il sambuco nero è legnoso e ha grappoli di bacche pendenti. Nonostante sia comune, ha una storia ricca di significato e tradizione.
La pianta di Sambuco nero ha foglie composte e corteccia grigia e sugherosa. In primavera produce grandi infiorescenze piatte a ombrello, formate da piccoli fiori bianco crema e profumati, che in estate lasciano il posto a grappoli di bacche nero-violacee.

Le bacche di Sambuco nero, sempre mature e cotte, sono usate da secoli per sciroppi, marmellate e succhi. Nella medicina popolare servivano contro raffreddore e tosse: alcuni studi su estratti standardizzati suggeriscono un effetto sulla durata dei sintomi influenzali, ma le prove sono ancora limitate. Sono ricche di antociani, pigmenti antiossidanti.
Il Sambuco nero ha anche un posto importante nel folclore europeo: in molte tradizioni popolari era considerato una pianta protettiva della casa.
I benefici del Sambuco nero non si limitano alla salute. La pianta è anche un elemento decorativo molto apprezzato. La sua forma slanciata e i fiori a campana la rendono un’aggiunta interessante a qualsiasi giardino. Il sambuco nero (Sambucus nigra) è diffuso in tutta Europa, lo trovi in fossati, ai bordi di strade, in boschi e persino in città, grazie alla sua tolleranza all’aria inquinata.
È un arbusto o piccolo albero che raggiunge i 3-10 metri di altezza. Fiorisce a maggio-giugno e i frutti maturano in agosto-settembre. I fiori sono piccoli, bianco crema, profumati. Il frutto commestibile è una bacca nera.
Con i fiori freschi si preparano sciroppi, marmellate di bacche o liquori. Il sambuco è da tempo un rimedio popolare.
Le bacche contengono vitamina C, vitamina A, antociani, potassio e fibre. Crude, acerbe o con foglie e rametti contengono glicosidi cianogenetici, che possono causare nausea, vomito e diarrea: per questo si consumano solo mature, senza raspi e ben cotte.
Attenzione anche al sambuco rosso (Sambucus racemosa), di montagna: le sue bacche rosse crude e i semi sono tossici. Il sambuco nero è coltivato anche come pianta ornamentale in giardini e parchi.
6/7 Ginepro (Juniperus communis)
Il ginepro comune è una conifera diffusa in gran parte dell’emisfero nord, dall’Europa all’Asia al Nord America, spesso nei pascoli e nei boschi di montagna. È usato da millenni come spezia e pianta medicinale.
È un arbusto sempreverde con foglie aghiformi e pungenti, riunite a gruppi di tre. Come tutte le conifere non ha veri fiori: le bacche sono in realtà piccoli coni carnosi, che impiegano due-tre anni a maturare e passano dal verde al blu-nero.

Storia del ginepro
Il ginepro ha una storia antichissima: nel mondo greco e romano era usato come medicinale e per fumigazioni, e nel Medioevo si bruciava per purificare l’aria durante le epidemie.
Dal Seicento le sue bacche aromatizzano il gin, il cui nome deriva proprio dal ginepro, attraverso l’olandese jenever.
Nella cucina tradizionale alpina accompagna selvaggina, crauti e carni in salmì.
Usi moderni del ginepro
Oggi il ginepro è ancora apprezzato per le sue proprietà terapeutiche. Le sue foglie e l’olio essenziale sono usati in aromaterapia per mal di testa, mal di stomaco, dolori muscolari e disturbi del sonno. È anche un rimedio per le infezioni del tratto urinario.
Il ginepro comune (Juniperus communis) è un sempreverde, una spezia e una pianta medicinale, ma anche ornamentale. L’arbusto, alto 3-5 metri, ha foglie spinose a forma di ago.
Il loro colore è argenteo, che dona alla pianta un aspetto grigio-verde. Le bacche di ginepro sono blu scuro-nere, cineree e lucide, leggermente più grandi del pepe nero.
Il ginepro è usato come spezia, per distillati e per aromatizzare il gin, la selvaggina, salse e marinate. Bastano poche bacche per piatto.
Ginepro: usi tradizionali e precauzioni
L’Agenzia europea per i medicinali riconosce alle bacche di ginepro un uso tradizionale per disturbi digestivi lievi, come gonfiore e flatulenza, e come coadiuvante per aumentare la diuresi. Le altre proprietà attribuite dalla tradizione, su glicemia, anemia, pelle o dimagrimento, non hanno prove scientifiche.
Precauzioni: il ginepro non va usato in gravidanza e allattamento, da chi ha malattie dei reni e, come tisana o integratore, per più di qualche settimana. Attenzione anche alle specie simili: il ginepro sabina (Juniperus sabina) è molto tossico. Usato come spezia in cucina, nelle normali quantità, è sicuro.
7/7 Sorbo selvatico (Sorbus aucuparia)

Il Sorbo selvatico (Sorbus aucuparia) è diffuso in tutta Europa e spesso piantato in città come ornamento. I suoi frutti, commestibili, maturano tra settembre e ottobre.
I fiori sbocciano a ombrello piatto, dai quali poi nascono i frutti tondi di un rosso brillante. I frutti maturi si raccolgono in autunno e non si mangiano crudi: l’acido parasorbico che contengono irrita lo stomaco e viene neutralizzato con la cottura o il congelamento. I frutti e le foglie di S.aucuparia sono stati usati dall’uomo come cibo, bevanda, medicina popolare e mangime per animali.
Il suo legno, duro e flessibile, è stato tradizionalmente impiegato nella lavorazione del legno. Nelle regioni montuose, è piantato per consolidare il terreno o come albero ornamentale, e ne esistono diverse varietà.
Benefici del frutto di Sorbo
Il frutto di S. Aucuparia era usato in passato per attirare e catturare gli uccelli. Per l’uomo, le bacche sono amare, astringenti, lassative e diuretiche. Contengono vitamina C, prevenendo lo scorbuto, ma l’acido parasorbico può irritare la mucosa gastrica.
1 -La frutta fresca è un ottimo integratore vitaminico.
2 -Si usa per preparare marmellate, gelatine, dolci, piatti di carne, selvaggina e per la vinificazione.
3 -Non va confuso con il sorbo domestico (Sorbus domestica), le cui sorbe si mangiano dopo l’ammezzimento, né con bacche rosse tossiche come quelle di agrifoglio e tasso.
4 -I frutti sono un contorno delizioso per agnello o selvaggina.
Novità e avvertenze: cosa sapere per il 2026
- Bambini: la maggior parte delle intossicazioni da bacche riguarda bambini piccoli che le assaggiano per curiosità. Insegnare ai bambini a non mangiare bacche sconosciute e sorvegliare i giochi nei parchi è cruciale.
- Sorbo: l’acido parasorbico, responsabile dell’amaro e di disturbi, può essere ridotto con cottura, congelamento o ammollo in aceto/acqua. Il prodotto trattato è sicuro per marmellate e gelatine.(fonte: dererker.it)
- Aggiornamento fitosanitario: piante ornamentali come ligustri, evonimi, agrifoglio e tasso sono spesso coinvolte in casi di intossicazione. Evitarne l’uso in aree gioco per bambini o in case con animali domestici.
- Distinzione specie: molte confusioni (es. more selvatiche vs. simili tossiche) si risolvono osservando portamento, foglie, spine e stagione di maturazione. In caso di dubbio, non mangiare e consulta una guida locale o un botanico esperto.
Bacche: la lista rapida per riconoscerle e verificarle
- Non mangiare mai bacche verdi o immature: molte tossine si concentrano nelle parti non ancora mature.
- Per un’identificazione corretta, non basarti solo sul colore della bacca: osserva bene foglie, fiori e la forma complessiva della pianta.
- Se raccogli bacche per uso alimentare, come sorbo e sambuco, trattale sempre (cottura, essiccazione, congelamento) per eliminare o ridurre le tossine.(fonte: dererker.it)
- In caso di ingestione accidentale di bacche sospette, contatta subito il centro antiveleni regionale o il medico. In Italia, il Centro Antiveleni locale o il 112/118 ti daranno indicazioni urgenti.
Sintomi da ingestione e Primo soccorso
Ecco la tabella aggiornata con due nuove colonne: Sintomi da ingestione e Primo soccorso, dedicate alle bacche velenose.
| Categoria | Nome comune | Nome scientifico | Commestibilità | Note di sicurezza / Uso | Sintomi da ingestione | Primo soccorso |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Commestibile | Sambuco nero | Sambucus nigra | Sì, solo dopo cottura | Crude o parti verdi possono irritare (fonte: topgardening.it) | – | – |
| Commestibile | Prugnolo (pruno selvatico) | Prunus spinosa | Sì, dopo maturazione | Molto aspro crudo | – | – |
| Commestibile | Ginepro | Juniperus communis | Sì, con moderazione | Spezia per gin/selvaggina (fonte: topgardening.it) | – | – |
| Commestibile | Sorbo selvatico | Sorbus aucuparia | Sì, solo dopo cottura/essiccazione | Crude contengono acido parasorbico (fonte: dererker.it) | – | – |
| Commestibile | Cinorrodo (rosa canina) | Rosa canina | Sì | Ricco di vitamina C (fonte: topgardening.it) | – | – |
| Commestibile | Olivello spinoso | Hippophae rhamnoides | Sì | Più vitamina C del limone (fonte: topgardening.it) | – | – |
| Velenoso | Belladonna | Atropa belladonna | No: molto tossico | Bacche nere lucide simili a mirtilli (fonte: idealista.it) | Secchezza di bocca, dilatazione pupille, tachicardia, allucinazioni, confusione, convulsioni | Chiama 112/118; non indurre vomito; mantenere paziente calmo; sorvegliare vie aeree; recarsi al pronto soccorso |
| Velenoso | Tasso comune | Taxus baccata | No: altamente velenoso | Tutte le parti velenose tranne arillo | Nausea, vertigini, difficoltà respiratorie, bradicardia, aritmie, collasso cardiaco | Chiama immediatamente 112/118; non indurre vomito; monitoraggio cardiaco; pronto soccorso urgente |
| Velenoso | Ligustro | Ligustrum vulgare | No: tossico | Bacche nere confuse con mirtilli | Nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, capogiri | Sciacquare la bocca; non indurre il vomito; contattare subito un Centro Antiveleni o il 112; portare con sé un campione della pianta |
| Velenoso | Sambuco erbaceo | Sambucus ebulus | No: altamente tossico | Bacche nere simili a mirtilli, tossiche crude (fonte: idealista.it) | Nausea, vomito, diarrea, crampi, vertigini | Sciacquare la bocca; non indurre il vomito; contattare subito un Centro Antiveleni o il 112; portare con sé un campione della pianta |
| Velenoso | Morella comune | Solanum nigrum | No: tossico | Bacche nere contenenti solanina (fonte: idealista.it) | Nausea, vomito, diarrea, mal di testa, confusione, bruciore stomaco | Sciacquare la bocca; non indurre il vomito; contattare subito un Centro Antiveleni o il 112; portare con sé un campione della pianta |
| Velenoso | Agrifoglio | Ilex aquifolium | No: tossico | Bacche rosse tossiche per l’uomo (fonte: topgardening.it) | Nausea, vomito, diarrea, crampi, insonnia, confusione | Sciacquare la bocca; non indurre il vomito; contattare subito un Centro Antiveleni o il 112; portare con sé un campione della pianta |
| Velenoso | Edera (bacche invernali) | Hedera helix | No: tossico | Gravi intossicazioni, specialmente nei bambini | Nausea, vomito, diarrea, bruciore bocca, difficoltà respiratorie | Non indurre vomito; sciacquare bocca; chiamare 112/118; pronto soccorso |
| Velenoso | Fusaggine (berretta del prete) | Euonymus europaeus | No: tossico | Bacche colorate ma velenose (fonte: topgardening.it) | Nausea, vomito, diarrea, crampi, capogiri | Sciacquare la bocca; non indurre il vomito; contattare subito un Centro Antiveleni o il 112; portare con sé un campione della pianta |
| Velenoso | Fitolacca americana | Phytolacca americana | No: tossico | Bacche nere lucide pericolose (fonte: idealista.it) | Nausea, vomito, diarrea, crampi, capogiri, difficoltà respiratorie | Non indurre vomito; chiamare 112/118; pronto soccorso |
| Velenoso | Cotoneaster | Cotoneaster spp. | No: lieve/moderata tossicità | Tossicità generalmente lieve (fonte: animalidacompagnia.it) | Nausea, vomito, diarrea, capogiri | Sciacquare la bocca; non indurre il vomito; contattare subito un Centro Antiveleni o il 112; portare con sé un campione della pianta |
| Velenoso | Piracanta (agazzino) | Pyracantha coccinea | No: precauzione necessaria | Contiene glicosidi cianogenetici nei semi (fonte: animalidacompagnia.it) | Nausea, vomito, capogiri, in grandi quantità segni di cianuro | Sciacquare la bocca; non indurre il vomito; contattare subito un Centro Antiveleni o il 112; portare con sé un campione della pianta |
Avvertenza pratica
“Attenzione: questo contenuto è informativo e non sostituisce un consulto medico o botanico; in caso di dubbio non consumare bacche raccolte in natura” .
Domande frequenti
Le more selvatiche sono commestibili?
Sì, le more di rovo mature sono commestibili; il problema è non confonderle con bacche nere tossiche come belladonna, ligustro o sambuco ebbio, che crescono su piante molto diverse.
Il colore indica se una bacca è velenosa?
No: esistono bacche commestibili e velenose di ogni colore. Per riconoscerle bisogna identificare con certezza la pianta.
Cosa fare se un bambino mangia una bacca sconosciuta?
Non indurre il vomito, sciacquargli la bocca e chiamare subito un Centro Antiveleni o il 112, portando con sé un campione della pianta.

Le more selvatiche tossiche?? Non so quali intendiate, ma le more di solito sono commestibili.
Per paura di non saperle riconoscere non raccolgo mai le bacche ma le trovo bellissime da guardare!
Un vademecum davvero interessante per chi come me non ha alcuna esperienza sulle bacche!
Molto interessante, spesso vado per i boschi e mi chiedo sempre se certe bacche sono commestibili o no!
Ciao i miei ligustri quelli che ho in giardino sono alti oltre 7 meri… sarà che hanno solo e terreno buono 🙂 l\’intera pianta è velenosa tant\’è che quando li potiamo non possiamo utilizzare la legna, purtroppo… mentre il prugnolo assomiglia anche al falso mirtillo…il sorbo invece che io sappia, non è una bacca ma un frutto chiamato anche nespolo selvatico anche se il sapore è decisamente diverso dal nespolo…io adoro le bacche i fiori e le erbe commestibili
Adoro preparare marmellate a volte inserisco il ginepro per aromatzzarle