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Strani riti pagani di Natale e Befana

Slitta di Babbo Natale che vola davanti alla luna piena, con un paesaggio innevato e alberi di pino sotto un cielo stellato, in una scena natalizia incantata.
Babbo Natale con slitta volante sulla luna piena durante la notte di Natale, immersione nel paesaggio innevato, atmosfera magica e festosa, perfetta per decorazioni natalizie e contenuti di stagione.
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Balliamo attorno all’albero di Natale, appendiamo calze al camino, scambiamo regali. Gesti che ci sembrano scontati, ma che affondano le radici in un passato lontanissimo, ben prima che il cristianesimo conquistasse il mondo. Molti dei rituali che scandiscono Natale e Capodanno, infatti, nascono da usanze pagane, poi modellate e trasformate nel corso dei secoli. La loro forma attuale, così come la conosciamo, è sorprendentemente recente: ha poco più di un secolo.

Il Natale, tra spiriti, elfi e un San Nicola generoso

Sapevate che la tradizione delle calze appese al caminetto ha un’origine decisamente commovente? E che dietro l’allegra figura di Babbo Natale si nascondono spiriti ben più antichi? Preparatevi a scoprire retroscena inaspettati sulle feste che amiamo.

Un tempo, in molti paesi europei, si credeva che i dodici giorni di Natale fossero un crocevia per spiriti, sia buoni che cattivi. Col tempo, queste figure eteree si sono trasformate, complice anche l’influenza del libro di Clement Moore (1779-1863) La notte prima di Natale, illustrato da Thomas Nast (1840-1902), negli elfi che oggi affiancano Babbo Natale.

Natale e Befana: un intreccio di riti pagani e cristiani

Sarebbe un errore credere che le tradizioni natalizie moderne derivino direttamente dal paganesimo precristiano, come sottolinea Ronald Hutton, storico dell’Università di Bristol. Ma sarebbe altrettanto sbagliato pensare al Natale come a un’invenzione puramente moderna. Quando i cristiani si diffusero in Europa nei primi secoli, incontrarono popoli con credenze diverse.

Quei “pagani” che affascinavano i primi cristiani

I missionari cristiani li chiamavano tutti “pagani”. La parola inglese “pagan” deriva dal latino “campo”, e non è un caso: il cristianesimo nacque nelle città, mentre il paganesimo resistette più a lungo nelle campagne. Philip Shaw, studioso di inglese antico all’Università di Leicester, nota come le tradizioni pagane, nonostante il desiderio di “rieducare”, esercitassero un certo fascino sui cristiani.

I cristiani di allora erano incuriositi dal paganesimo e, pur considerandolo “sbagliato”, capivano che quelle usanze erano parte della storia dei loro antenati. Forse è per questo che il cristianesimo non riuscì a sradicare del tutto alcune tradizioni pagane, ma finì per assimilarle.

L’albero di Natale: dal verde pagano alle piume d’oca

Strani riti pagani di Natale e Befana
Alberi di Natale artificiali con piume d’oca

L’albero di Natale, che crediamo arrivato dalla Germania nel XVII secolo, ha radici ben più antiche: deriva dall’usanza pagana di decorare le case con piante sempreverdi in pieno inverno. I primi alberi artificiali, pensate, erano fatti di piume d’oca, un’ingegnosa soluzione tedesca.

Babbo Natale: da spirito volante a santo generoso

Il Babbo Natale che conosciamo è l’erede diretto del Babbo Natale inglese, che in origine non era un portatore di doni. Tutti i “vecchietti” che portano regali sono, in fondo, variazioni moderne di antiche credenze pagane sugli spiriti che volavano nel cielo invernale.

Il vero prototipo di Babbo Natale fu San Nicola di Myra, vissuto nel IV secolo. Nato a Patara, nell’attuale Turchia, divenne uno dei santi non biblici più venerati. La sua immagine è stata riprodotta dagli artisti più di ogni altra, eccetto la Vergine Maria. È il patrono di banchieri, usurai, pirati, ladri, orfani e persino della città di New York.

Le calze della Befana: una storia di povertà e generosità

Fiocchi di neve e ghirlande natalizie decorate sulla finestra di legno delle case di montagna, atmosfera calda di Natale, decorazioni festive, foto di decorazioni natalizie, appunti sul blog, atmosfera accogliente, ambiente di festa, atmosfera natalizia.
Tradizione Calze della Befana

La tradizione di riempire le calze di doni ha un’origine toccante: si narra di tre sorelle così povere da non potersi sposare, costrette a prostituirsi. Furono salvate da San Nicola di Myra, che, intrufolandosi dal camino, riempì le loro calze di monete d’oro.

Il Natale: una cura per la malinconia invernale

Perché festeggiamo proprio in inverno?

Secondo gli storici, l’inverno era il periodo ideale per le feste: il raccolto era finito, il lavoro nei campi si fermava. Nell’Impero Romano, ad esempio, si celebravano i Saturnali, che terminavano il 23 dicembre. Saturno, dio dell’agricoltura, veniva ringraziato con feste sontuose.

Le feste e le decorazioni aiutavano a superare i giorni bui dell’inverno, come spiega Hutton: “Se vivi in una regione dove l’inverno porta oscurità, freddo e fame, il desiderio di fare una vacanza in pieno inverno, per non impazzire e non cadere in depressione, diventa fortissimo.”

La Chiesa e il Natale: un rapporto difficile, all’inizio

Nonostante la diffusione del cristianesimo, le feste invernali non divennero Natale per diversi secoli. La Bibbia non indica la data di nascita di Gesù, e questo, inizialmente, non era un problema per i primi cristiani. “Semplicemente non avevano pensato che il suo compleanno dovesse essere festeggiato”, afferma Stephen Nissenbaum, vincitore del Premio Pulitzer e autore di “The Battle for Christmas“.

Senza “direttive” bibliche, i leader della Chiesa di Roma adottarono il Natale come festa solo nel IV secolo. Molti fedeli, in quel periodo, credevano che Gesù fosse solo uno spirito, non un uomo. “Se vuoi dimostrare che Gesù era una persona reale come chiunque altro, allora quale modo migliore se non festeggiare il suo compleanno?”, si chiede Nissenbaum, con una logica ineccepibile.

Le radici delle tradizioni natalizie si trovano in festività pagane come i Saturnali (17-23 dicembre), le Calende (1-5 gennaio, prototipo del Natale) e il Deus Sol Invictus o Compleanno del Sole Invincibile (25 dicembre). La Chiesa cristiana non vedeva di buon occhio queste celebrazioni, e solo nel 320 d.C. Papa Giulio I, Vescovo di Roma, dichiarò il 25 dicembre data ufficiale per la nascita di Gesù Cristo.

Sempreverdi e ceppo di Yule: simboli di vita e rinascita

I sempreverdi, fin dall’antichità, sono stati simboli di rinascita e vita eterna. Il culto pagano e la venerazione di questi alberi e dei loro rami si sono evoluti nella tradizione cristiana di decorare il Natale. Il cosiddetto ceppo di Natale, bruciato la vigilia o nei dodici giorni successivi, simboleggia il ritorno ciclico del sole.

Un ceppo ardente o le sue braci sono considerati portatori di salute, fertilità, buona fortuna e un talismano contro gli spiriti maligni.

A causa del loro legame con il paganesimo, l’agrifoglio (associato al maschile) e l’edera (al femminile), insieme ad altre decorazioni verdi, furono banditi dalle case cattoliche dal Concilio della Chiesa Cristiana di Braga.

Quando i puritani bandirono il Natale

Se la Chiesa cattolica alla fine accettò il Natale, i riformatori protestanti lo misero in discussione. Nel XVI secolo, la celebrazione del Natale fu vittima dello scisma della chiesa. I protestanti consideravano questa tradizione non migliore dei riti pagani. In Inghilterra, ad esempio, nel 1600, il Natale fu vietato per 25 anni.

Il puritano Oliver Cromwell proibì la celebrazione del Natale e i canti natalizi (1649-1660), consentendo solo sermoni e preghiere.

Anche i puritani americani consideravano il Natale una festa cattolica decadente, bandendola dal 1659 al 1681, con multe di 5 scellini per chiunque violasse il divieto. Alcuni leader puritani arrivarono a dichiarare che chi celebrava il Natale era nemico della religione cristiana.

I regali: un’abitudine relativamente recente

Pacchi regalo natalizi sotto l'albero di Natale decorato con luci e palline colorate, perfetti per le festività e lo scambio di doni durante il periodo natalizio.
I regali sono un prodotto della modernità

È difficile immaginare il Natale senza regali. Eppure, fino al XIX secolo, si era soliti scambiarli solo a Capodanno, come ricompensa per un anno ben concluso. Solo nel 1800 la tradizione dello scambio di regali si estese al Natale. La regina Vittoria fece il suo primo regalo di Natale al marito, donandogli un ritratto di sé all’età di sette anni.

I commercianti, invece, iniziarono a usare Babbo Natale per decorare le vetrine un po’ prima, intorno al 1830.

Quali sono le origini pagane del Natale e dei suoi simboli?

Derivano da celebrazioni come Sol Invictus e Saturnalia durante il solstizio d’inverno, adattate al cristianesimo nel IV secolo quando il 25 dicembre fu scelto come data ufficiale. L’albero sempreverde simboleggia vita eterna (origine pagana), mentre lo scambio di regali richiama i doni dei Saturnalia romani, poi associati ai doni dei Magi.

Chi è la Befana e come si festeggia in Italia?

Figura folcloristica italiana: vecchia donna che porta dolci ai bambini buoni e carbone ai cattivi la notte tra il 5 e il 6 gennaio (Epifania), viaggiando su una scopa. I bambini appendono calze vicino al camino o alle finestre, mentre città e paesi organizzano eventi pubblici, parate e mercatini con dolci tipici come il carbone dolce.

Cosa rappresentano presepe, Babbo Natale e vischio?

Il presepe rappresenta la Natività, tradizione diffusa in Italia con origini medievali. Babbo Natale deriva da San Nicola, vescovo del IV secolo noto per la generosità. Il vischio, con la tradizione di baciarsi sotto di esso, ha origini pagane e simboleggia amore e fertilità.

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