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10 Tradizioni Halloween nel mondo, dal capodanno celtico al dolcetto o scherzetto

Vinili di zucche di Halloween illuminate in un parco con luci calde e atmosfera festiva durante la sera d'autunno.
Zucche di Halloween intagliate e illuminate in un parco piene di luci calde, creando un'atmosfera spettrale e festiva per la notte di Halloween. Perfetta per memorie autunnali e decorazioni di Halloween.
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Ogni anno, a fine ottobre, orde di bambini in costume assaltano le porte di casa con un’unica, inconfondibile richiesta: “Dolcetto o scherzetto!”. Ma da dove arriva questa tradizione così radicata? E come si festeggia Halloween nel resto del mondo? Facciamo un giro tra le usanze più curiose.

La festa celtica di Samhain: dove tutto ebbe inizio

Nel diciannovesimo secolo, i bambini irlandesi e scozzesi erano già maestri nel seminare il panico tra i vicini. Conficcavano cavoli bollenti nelle serrature per riempire le case di odori nauseabondi, o intagliavano rape per spaventare i passanti con facce macabre. Un precursore dello scherzetto moderno.

Questa usanza affonda le radici nell’antica festa celtica di Samhain. All’epoca, si indossavano costumi per tenere lontani gli spiriti. Samhain era il capodanno celtico, celebrato in Irlanda tra il 31 ottobre e il 1° novembre, segnando il passaggio dall’estate al freddo e alle tenebre.

Celebrazione del falò rituale autunnale per la festa celtica di Samhain che emergono tra le fiamme, creando un'atmosfera misteriosa e simbolica di antiche tradizioni norrene.
Fenomeno culturale e rituale vichingo con accampamenti storici, rune magiche e cerimonie tradizionali, ambientato in una foresta autunnale. Perfetto per approfondimenti su cultura, storia e folklore nordico.

Per i Celti, la fine di un ciclo annuale era un momento magico, carico di significato spirituale. Il confine tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti si assottigliava, permettendo ai defunti di tornare. Durante Samhain, si accendevano fuochi sacri, si facevano sacrifici animali e ci si mascherava con pelli di animali per allontanare gli spiriti maligni.

La festa durava diversi giorni, con celebrazioni per ringraziare gli Dei e invocare protezione per l’inverno.

L’origine di Halloween: dagli scherzi innocui ai guai seri

Bambini mascherati per Halloween con costumi spaventosi e colorati, pronta per una festa di Carnevale o festa di Halloween, pronti a divertirsi con amici e famiglia.
Dolcetto o scherzetto Halloween come funziona nel mondo?

Come il “dolcetto o scherzetto” ha conquistato il mondo

Quando gli immigrati irlandesi e scozzesi arrivarono negli Stati Uniti, non rinunciarono alle loro “malizie” annuali. Gli americani accolsero volentieri la tradizione, ma presto gli scherzi innocui lasciarono il posto a bravate più violente, soprattutto durante la Grande Depressione, mettendo a rischio la sicurezza delle persone.

10 Tradizioni di Halloween nel mondo: dolcetto o scherzetto?

Gli scherzi sono stati una parte fondamentale di Halloween per tutto il ventesimo secolo. E i dolcetti, ovviamente.

1. Dolcetto e Scherzetto: un’eredità pagana

Zucche di Halloween e decorazioni autunnali sulla porta d'ingresso, con bambini in costumi che si preparano per festeggiare Halloween, ambiente festoso e accogliente.
CHRISTINLOLA/ISTOCK VIA GETTY IMAGES

Le origini del dolcetto o scherzetto sono avvolte nel mistero. Una teoria suggerisce che durante Samhain, i Celti lasciassero cibo fuori casa per placare anime, fantasmi e spiriti che vagavano sulla Terra quella notte. Nel Medioevo, per il Giorno dei Morti, le persone andavano di porta in porta offrendo preghiere per i defunti in cambio di cibo o denaro, una tradizione chiamata souling.

Il “souling” era una tradizione cristiana medievale, diffusa soprattutto in Inghilterra e Irlanda, considerata l’antenata del moderno “trick-or-treating”. Durante il periodo di Ognissanti (1-2 novembre), si andava di casa in casa per chiedere cibo, denaro o dolci chiamati soul cakes, in cambio di preghiere per le anime dei defunti, per aiutarle a uscire dal Purgatorio.

Questa usanza spesso includeva canti e piccoli spettacoli, evolvendosi nel tempo in una versione cristianizzata delle tradizioni celtiche. Alla fine, le persone iniziarono a vestirsi come questi esseri ultraterreni in cambio di offerte di cibo e bevande.

2. Dolcetto e Scherzetto in Scozia: il “guising”

Una tradizione simile, in Scozia nel XIX secolo, era il guising, che prevedeva lo scambio di battute o canzoni in cambio di dolcetti. Nel Medioevo, animatori (spesso bambini e adulti poveri) andavano di casa in casa raccogliendo cibo o denaro in cambio di preghiere recitate per i defunti nel Giorno dei Morti.

Il “guising” è una tradizione scozzese e irlandese che consiste nel travestirsi con costumi (spesso spaventosi o magici) e andare in giro per le case offrendo intrattenimento in cambio di doni, molto simile al “trick-or-treating” americano.

3. Dolcetto o scherzetto in America: il “belsnickling”

Alcune fonti suggeriscono che il nostro moderno “dolcetto o scherzetto” derivi dal belsnickling, una tradizione delle comunità tedesco-americane. I bambini si vestivano in costume e visitavano i vicini per vedere se gli adulti riuscivano a indovinare la loro identità. Spesso venivano ricompensati con cibo o altri dolcetti se nessuno li riconosceva.

  • Nel Medioevo, per il Giorno dei Morti, le persone andavano di porta in porta offrendo preghiere per i defunti in cambio di cibo o denaro, una tradizione nota come souling.
  • Una tradizione simile in Scozia nel XIX secolo, chiamata guising, prevedeva lo scambio di battute o canzoni in cambio di dolcetti.

4. Dolcetto o scherzetto in Italia

In Italia, Ognissanti e il Giorno dei Morti (1° e 2 novembre) sono eventi profondamente religiosi, in cui si onorano i defunti. In alcune zone, si intagliano ancora zucche per rappresentare le “teste dei morti”, un legame sottile con le tradizioni più antiche.

5. Dolcetto o scherzetto in Irlanda

L’Irlanda, presunta culla di Halloween, offre un mix affascinante di divertimento e cibi tradizionali. Alcuni dolci contengono bottoni, monete e anelli nascosti: attenzione a cosa mordete!

6. Dolcetto o scherzetto nelle Filippine: il “Pangangaluluwa”

Il Pangangaluluwa è una tradizione filippina legata a Ognissanti e al Giorno dei Morti. Bambini e adulti si travestono da anime perdute e vanno di casa in casa cantando canzoni legate ai santi e alle anime del Purgatorio, chiedendo offerte (spesso kakanin, dolci tradizionali a base di riso) in cambio di preghiere per i defunti.

Il Pangangaluluwa nelle Filippine è molto simile ad Halloween, con la differenza che i bambini devono cantare canzoni per ricevere dolcetti, anziché chiederli con la minaccia di uno scherzo. Questa usanza crea un ponte tra vivi e morti, mescolando credenze cristiane e tradizioni indigene filippine. In alcune aree, la pratica è stata riscoperta e adattata anche per raccolte fondi o feste folkloristiche.

7. Dolcetto o scherzetto in Romania

Halloween non è una festa ufficiale in Romania però il paese ha comunque le sue tradizioni legate a questo periodo. Dopotutto, la Transilvania, terra di vampiri, è proprio qui.

8. Dolcetto o scherzetto in Messico: il “Día de Muertos”

Il Giorno dei Morti è un evento spettacolare in gran parte del Messico. Si crede che tra il 31 ottobre e il 2 novembre le anime dei defunti tornino davvero sulla Terra.

9. Dolcetto o scherzetto in Giappone

In Giappone, Halloween è celebrato con costumi sempre più elaborati. La Kawasaki Halloween Parade, nell’area della Grande Tokyo, è una tradizione in crescita: ogni anno, circa 4.000 partecipanti in costume sfilano per le strade. Ma attenzione, non è un evento improvvisato: ci sono regole ferree e l’iscrizione è obbligatoria con almeno due mesi di anticipo.

10. Dolcetto o scherzetto ad Haiti: il “Fete Gede”

Fete Gede è la “festa degli antenati” ad Haiti. Le tradizioni includono cerimonie Voodoo, l’accensione di candele sulle tombe dei defunti e il consumo di rum.

Fèt Gede è una festa haitiana, conosciuta come il Festival dei Morti, celebrata principalmente l’1 e 2 novembre, in concomitanza con Ognissanti e il Giorno dei Morti cattolici. Durante questa festa, i praticanti del Vodou si riuniscono nei cimiteri vestiti di bianco, nero e viola, con i volti dipinti di bianco e occhiali scuri, per onorare gli spiriti dei defunti chiamati gede.

La celebrazione è ricca di rituali vivaci e colorati, con canti, danze, offerte di cibo e bevande, e talvolta possessioni spiritiche. I gede sono spiriti legati alla morte e alla fertilità, con figure centrali come Baron Samedi e Maman Brigitte. È un momento di festa per onorare gli antenati e mantenere vivo il legame tra vivi e morti nella cultura haitiana.

L’origine dello slogan “Dolcetto o scherzetto”

Con scherzi e dolcetti nell’aria di ottobre, era solo questione di tempo prima che qualcuno li unisse in un unico tormentone. Nel 1927, i giovani “trick-or-treaters” avevano già adottato la frase.

“Halloween offriva un’opportunità per un vero divertimento”, riportava nel 1927 il Lethbridge Herald dell’Alberta, descrivendo le strade addobbate. I giovani birbanti si presentavano alle porte sul retro e davanti, chiedendo il bottino commestibile con le parole “dolcetto o scherzetto”, e i padroni di casa rispondevano volentieri, congedando i “ladri” con gioia.

La frase apparve sul Bay City Times del Michigan l’anno successivo, descrivendo come i bambini pronunciassero “il fatale ultimatum ‘Dolcetti o scherzetti!'” per “ricattare” i vicini e farsi dare dolci.

Lo slogan in Paperino e la sua diffusione

Il razionamento dello zucchero interruppe temporaneamente il “dolcetto o scherzetto” durante la Seconda Guerra Mondiale, ma la tradizione riacquistò popolarità all’inizio degli anni ’50, grazie anche alle aziende dolciarie e ad alcuni personaggi iconici della cultura pop.

Charles Schulz raffigurò la banda dei Peanuts che saltellava per la città in costume per un fumetto di Halloween nel 1951; e Qui, Quo e Qua dovettero fare “dolcetto o scherzetto” in un cartone animato di Paperino del 1952 intitolato Dolcetto o scherzetto.

Per fortuna, la parte “scherzosa” della frase ha quasi del tutto ceduto il passo a quella “dolcissima”.

Da dove nasce la tradizione di Halloween e del “dolcetto o scherzetto”?

Deriva dall’antica festa celtica di Samhain, che segnava il passaggio dall’estate all’autunno. La formula “dolcetto o scherzetto” nasce come richiesta ai proprietari di casa: un dolce in cambio di pace, oppure un piccolo scherzo come conseguenza di un rifiuto. Anche i costumi affondano le radici in questa festa, rappresentando fantasmi e spiriti che si credeva vagassero quella notte.

Come si festeggia Halloween in altri paesi del mondo?

In Messico coincide con la Festa dei Morti, in Giappone con la Festa dei Fantasmi: ogni cultura ha sviluppato tradizioni proprie attorno al tema del contatto con l’aldilà. In passato, bambini irlandesi e scozzesi celebravano con usanze curiose come infilare cavoli caldi nelle serrature o intagliare rape spaventose, antenate dirette delle zucche di Halloween di oggi.

2 commenti

  1. Mia figlia quando era più piccola si divertiva durante la festa di Halloween! Ora è più grande e non è interessata!

  2. si tratta comunque di una simpatica tradizione peccato che quest\’anno sarà limitata dal covid

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