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Le porte Torii sono un’icona del Giappone, un simbolo sacro che si incontra ovunque: in città, nelle foreste, isolate sulle vette o persino in mezzo al mare. Queste strutture, spesso rosse o arancioni, con due colonne e una trave orizzontale, segnano l’ingresso ai santuari shintoisti, fungendo da ponte tra il nostro mondo e quello spirituale. Se sogni di esplorare il Sol Levante, ecco cinque Torii imperdibili, capaci di raccontare una storia millenaria.
Porte Torii del Giappone: un ponte verso l’antico
Le porte Torii sono un tratto distintivo del Giappone. Queste arcate tradizionali, spesso usate come ingresso per templi e santuari shintoisti, affondano le loro radici nel periodo Kofun (III-VII secolo), anche se alcuni le collegano all’influenza cinese del periodo Tang.
Sono una componente fondamentale della cultura giapponese. Mentre i santuari sono luoghi di culto, i Torii rappresentano il confine tra il sacro e il profano. La loro forma evoca rispetto e riverenza per il divino.
Non solo architettura, il Torii è un motivo ricorrente nell’arte giapponese: lo si trova dipinto su tele, tavole, ceramiche e tessuti. Oggi, è un elemento comune anche nei giardini tradizionali.
Costruite in legno o pietra, le Torii sono spesso dipinte di rosso, colore tradizionale shintoista, ma esistono anche in bianco o altre tonalità. Non mancano decorazioni con simboli religiosi come la fenice, la luna o il sole.
Queste porte sono un pilastro della tradizione giapponese, un modo per onorare e proteggere i luoghi sacri. Attraversarle, visitando un santuario shintoista, è un gesto di rispetto per il luogo e per la cultura del Giappone.
Cosa sono i portali Torii?
Un portale Torii è un elemento architettonico che segna il passaggio dal mondo ordinario a un luogo sacro. È l’ingresso a santuari o templi shintoisti. Il termine giapponese Torii (鳥居) è comunemente interpretato come “postazione degli uccelli” o “dimora degli uccelli”, un riferimento alle strutture su cui spesso si posano i volatili.
L’origine esatta delle Torii è avvolta nel mistero. Alcuni pensano siano un’invenzione locale, altri che siano state importate. Culture come quella cinese e coreana hanno cancelli simili, ognuno con le sue peculiarità.
Il significato del Torii
Il rosso, colore dominante delle Torii, non è casuale: i giapponesi credono che abbia il potere di allontanare le malattie. Esistono Torii in pietra, bronzo e altri materiali, ma quelle in legno rosso sono le più diffuse.
La forma inconfondibile della porta Torii è riconosciuta globalmente come simbolo di un santuario shintoista. La sua presenza indica quasi sempre un santuario nelle vicinanze, anche se di piccole dimensioni.

Le Torii: materiali e forme
I materiali usati per le Torii sono vari. Spesso si tratta di legno dipinto con minio. Per le strutture più imponenti, si impiegano interi tronchi di enormi cryptomerie giapponesi. Non mancano Torii in ferro saldato o rivettato, la cui vernice carminia, col tempo, lascia intravedere la ruggine. Esistono anche porte in bronzo e persino in granito.
Di recente, si vedono sempre più spesso strutture in cemento armato non verniciato. Queste, purtroppo, si perdono nel grigiore urbano di case e asfalto, anche se i costruttori tentano di conferire loro un aspetto tradizionale, scolpendo il cemento per imitare la ruvida corteccia delle cryptomerie.
Portali in giro per il Giappone
Le 5 porte Torii che stiamo per scoprire sono disseminate in tutto il Giappone, segnando l’ingresso a siti imperiali e castelli con santuari annessi. Le loro dimensioni variano enormemente, da piccoli souvenir da tavolo a imponenti colonnati che sembrano palizzate.
1. Heiwa no Torii: il cancello galleggiante di Hakone

L’Heiwa no Torii, al Santuario di Hakone, nella prefettura di Kanagawa, è una delle Torii più fotografate. La sua particolarità è che sembra galleggiare sulle acque del lago vulcanico Ashinoko. Ci si può avvicinare per una foto indimenticabile.
Per raggiungerla, dal Santuario di Hakone si attraversa una fitta foresta e si salgono scale di pietra. Nelle giornate limpide, il Monte Fuji si staglia maestoso dietro la Torii.

Oltre all’Heiwa no Torii, il Santuario di Hakone vanta altri due grandi cancelli che spiccano nella fitta foresta. Con una storia che risale al 757, il Santuario era un luogo spirituale per comandanti militari e viaggiatori, che qui pregavano per viaggi sicuri. Oggi, si prega per fortuna, amore e molto altro.
Indirizzo: 80-1 Motohakone, Hakone, distretto di Ashigarashimo, prefettura di Kanagawa
2. Kamiiso no Torii

Un’altra delle Torii più iconiche del Giappone è la Kamiiso no Torii, un cancello suggestivo circondato dall’acqua. A seconda della marea, la si può ammirare adagiata sulla scogliera o fluttuante sull’acqua.

La Kamiiso no Torii del Santuario di Oarai Isosaki fu eretta nell’856. La leggenda narra che qui discesero le divinità Daikoku-sama e Sukunahikona-no-Mikoto. Sebbene lo scenario sia magnifico tutto l’anno, il Capodanno, con il rituale Hatsumoude, offre uno spettacolo unico: osservare il sole sorgere dal mare, allineandosi perfettamente tra le colonne della Torii, è un inizio d’anno di buon auspicio.
Indirizzo: 249-1 Isohamacho, Oarai, distretto di Higashiibaraki, prefettura di Ibaraki
3. Tenku no Torii: la porta del paradiso
La Tenku no Torii, o “porta del paradiso”, è un punto panoramico eccezionale per ammirare il sacro Monte Fuji. Situata su una collina del Santuario Kawaguchi Asama, questa Torii, pur non essendo enorme, è di una bellezza pittoresca.
Il santuario fu costruito per venerare il Monte Fuji, e la Tenku no Torii nacque come luogo di preghiera remoto. A Kawaguchi Asama si trovano sette cedri sacri, alcuni con oltre 1.200 anni, designati “monumento naturale” della prefettura di Yamanashi. Tra questi, una coppia di alberi affiancati è considerata un “albero corrispondente”, simbolo di unione.
Indirizzo: 1119-2 Kawaguchi, Fujikawaguchiko, distretto di Minamitsuru, prefettura di Yamanashi
4. Oyunohara Torii: la più grande del Giappone
La Oyunohara Torii, nella prefettura di Wakayama, è una delle più grandi del Giappone, con la sua imponente struttura (15,2 metri di altezza e 42 metri di lunghezza). Questa porta sacra appartiene al Kumano Hongu Taisha, il santuario principale del gruppo Kumano Sanzan. Sebbene i documenti storici la datino all’inizio del IX secolo, molti credono sia ancora più antica.
Nel 1889, una devastante alluvione danneggiò il tempio, che fu poi ricostruito a circa un chilometro dalla sua posizione originale.

Attraversando questa gigantesca porta Torii, si percorrono 158 gradini di pietra per raggiungere il Kumano Hongu Taisha, un tempio con una sala principale dal tetto di paglia. Un altro elemento distintivo è il simbolo del corvo a tre zampe, Yatagarasu, messaggero degli dei, le cui tre gambe rappresentano cielo, terra e umanità.
Indirizzo: 1 Hongucho Hongu, Tanabe, Prefettura di Wakayama
5. Motonosumi Inari Shrine: la fila di Torii sulla costa
A differenza di altri santuari con una singola Torii, il Santuario Motonosumi vanta ben 123 porte Torii allineate per oltre 100 metri, creando uno scenario mozzafiato lungo la costa della prefettura di Yamaguchi.

La nascita del Santuario di Motonosumi è legata a una leggenda: nel 1955, un dio volpe apparve a un residente di Nagato, ordinandogli la costruzione del tempio. I lavori iniziarono nel 1987 e terminarono dieci anni dopo.

Qui, la cassetta delle offerte (Saisenbako) non è a terra bensì in cima alla prima Torii. Per veder realizzati i propri desideri, i visitatori devono cimentarsi nel lancio di una moneta, cercando di centrare la cassetta.
Il tempio è un luogo di culto molto popolare per la prosperità negli affari, la buona sorte nella pesca e la sicurezza in mare. Ma è anche un santuario dove pregare per l’amore.
Indirizzo: 498 Yuyatsuo, Nagato, prefettura di Yamaguchi
Le Torii: un simbolo del Giappone
Le porte Torii sono apparse in Giappone nel periodo Heian, integrandosi progressivamente con le tradizioni shintoiste. Sono però indissolubilmente legate allo shintoismo, di cui sono il simbolo per eccellenza nei templi.
Perché attraversare le porte Torii?
Queste porte sacre rappresentano un passaggio verso l’aldilà, il mondo dei kami, gli esseri divini. Attraversarle è un atto di trasformazione della coscienza. La possibilità di accedere al mondo dei kami dipende solo da noi stessi. Prima di varcare una Torii, ci si inchina, e passando sotto di essa, ci si prepara all’incontro con gli spiriti.
Se, camminando in un bosco, ci si imbatte in un cancello rituale, significa che gli spiriti ci hanno condotto lì per riflettere sulla nostra vita e sulle nostre azioni.
Cosa sono le porte Torii e a cosa servono?
Strutture tradizionali giapponesi che segnano l’ingresso a un santuario shintoista: due pali verticali sormontati da due traverse orizzontali, spesso dipinte di rosso vermiglio. Attraversarle significa passare dal mondo profano a uno spazio sacro; simboleggiano anche protezione e purificazione. L’origine non è del tutto chiara, ma affonda in tradizioni antiche legate a influenze cinesi e indiane.
Quali sono le Torii più famose del Giappone?
Santuario di Itsukushima (Miyajima): sembra galleggiare sull’acqua con l’alta marea, patrimonio UNESCO; Santuario Fushimi Inari (Kyoto): migliaia di Torii rosse donate da fedeli, formano sentieri sul monte Inari; Santuario Meiji (Tokyo): una delle più grandi, in legno di cipresso giapponese; Santuario di Hachiman (Usa, Oita): la più antica, risale al periodo Heian (794-1185); Santuario di Oyunohara (Kumano, Wakayama): la più grande, alta circa 34 metri e larga 42.
Le Torii sono legate solo allo shintoismo?
Principalmente sì, ma si trovano anche in alcuni templi buddisti che hanno integrato elementi shintoisti, e in paesi con comunità giapponesi consistenti come Stati Uniti e Brasile. Sono realizzate in legno, pietra o metallo con tecniche artigianali tradizionali; il colore rosso è legato alla protezione contro il male e alla purificazione, valore ribadito nelle cerimonie e festività shintoiste.

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