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Fiabe fratelli Grimm originali 1812-1815

Fiaba dei fratelli Grimm, copertina illustrata con albero oscuro, uccelli e civetta, atmosfera misteriosa e magica, perfetta per il libro di fiabe classiche per bambini e giovani lettori.
Un'immagine suggestiva della copertina di "Le fiabe dei fratelli Grimm", illustrata da Giuseppe Orlando, raffigura una scena misteriosa in una foresta al tramonto, con un gufo e un gatto sulle ramificazioni, trasmettendo magia e fascino delle fiabe classiche.
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Dimenticate la Disney, i lieto fine zuccherosi e le principesse che cantano con gli uccellini. Le fiabe dei fratelli Grimm, quelle originali del 1812-1815, erano tutta un’altra storia. Erano nate per spaventare, per mettere in guardia, per educare con la paura. Sebbene oggi le associamo ai bambini, per anni queste storie circolarono tra gli adulti come letteratura di intrattenimento e ammonimento, venendo destinate al pubblico infantile solo in seguito.

Se le guardiamo con gli occhi di oggi, quelle prime fiabe erano “oscure”, senza mezzi termini. Pensate a Biancaneve, Raperonzolo, Hansel e Gretel: nomi che ci suonano familiari, ma che nelle loro versioni primigenie nascondevano risvolti inquietanti, a tratti brutali. Per esempio, titoli come “Barbablù”, che affonda le radici nella tradizione francese di Perrault, grondano sangue, violenza e tradimenti.

Fiabe dei fratelli grimm originali: Fiabe fratelli Grimm originali 1812-1815

Il merito di averle raccolte va a Jakob e Wilhelm Grimm. La versione che oggi consideriamo “standard” è in realtà la settima edizione, pubblicata nel 1857. Ma il loro lavoro iniziò molto prima, con la prima edizione del 1812. Ci vollero quasi quarant’anni e innumerevoli riscritture per arrivare alla forma che conosciamo. Vediamo com’era quella prima, cruda, raccolta.

Le fiabe dei fratelli Grimm originali: crudeltà senza filtri

Perché così tante riscritture, semplice, i lettori. Le prime edizioni erano troppo crude, troppo esplicite per i bambini. Le critiche non tardarono ad arrivare: “Non sono cose che i bambini possono leggere”, dicevano. E avevano ragione. Confrontando la prima e la settima edizione, si nota una differenza abissale, la prima era piena di dettagli violenti e, a volte, persino allusioni sessuali. Furono epurati, addolciti, per allinearsi alla morale dell’epoca.

Le prime fiabe erano fiabe oscure

Fiabe fratelli Grimm originali 1812-1815
Cenerentola

Oggi siamo abituati a fiabe con trame complesse e, quasi sempre, un lieto fine. Ma le radici delle fiabe sono ben diverse, perché erano storie crude, con finali spesso amari. La fiaba più antica ha più di 2.500 anni. Pensate a Cenerentola: le sue origini risalgono all’antico Egitto. Ha attraversato oltre 700 adattamenti prima di diventare la storia a lieto fine che raccontiamo ai bambini.

Le prime vere fiabe oscure, quelle che hanno dato il via a tutto, arrivano dall’Italia e dalla Francia. Giovanbattista Basile, con i suoi “Racconti” del 1636, e Charles Perrault, che nel 1697 pubblicò otto storie, sette delle quali sono diventate classici intramontabili: Cenerentola, Cappuccetto Rosso, Barbablù, Il gatto con gli stivali, La bella addormentata, I diamanti e il ranocchio. Ma in cento anni, anche queste storie cambiarono volto, fino a diventare quasi irriconoscibili.

Com’erano le storie per bambini prima che fossero ritoccate?

Le Fiabe dei fratelli Grimm originali, quelle del 1812-1815, erano piene di dettagli crudi e sessuali, decisamente non adatti ai bambini. Raperonzolo, dove la gravidanza della principessa e il concepimento sono citati in modo più esplicito e crudo rispetto alle versioni moderne, o una madre che abbandona il figlio per sopravvivere: il mondo dipinto dai Grimm era vivido, reale, e spesso brutale. Oggi, molte di queste storie sono state riscritte, edulcorate. Quelle passate per le mani della Disney, poi, hanno avuto un finale sempre felice. Ma il vero valore di una leggenda sta nella sua autenticità, nella sua capacità di raccontare la realtà, anche quella più scomoda.

Le prime edizioni delle fiabe fratelli Grimm

Fiabe fratelli Grimm originali 1812-1815

Le “Fiabe dei fratelli Grimm originali 1812-1815” erano una raccolta di storie popolari, poi riadattate per i più piccoli. Prendiamo Hansel e Gretel, la storia di due fratelli abbandonati nel bosco dal padre e dalla matrigna, costretti a cercare cibo e a imbattersi in una casa di marzapane abitata da una strega.

  • Nella versione finale, è la matrigna a suggerire l’abbandono. Ma nell’originale, era la madre biologica. Un dettaglio che cambia tutto, rivelando un abuso materno ben più sconvolgente.
  • Non solo Hansel e Gretel: anche Biancaneve subì un cambio di “cattivo”. Nella prima edizione, era la madre a travestirsi da venditrice per avvelenarla con la mela. Ancora una volta, la figura materna era la carnefice.
  • E Raperonzolo? Nella prima versione, si faceva esplicito riferimento alla sua gravidanza. Un dettaglio scabroso, poi rimosso nelle edizioni successive. Così, piano piano, le scene più crude e le allusioni sessuali vennero eliminate, per rendere le fiabe “adatte” ai bambini.

L’epoca in cui nacquero le Fiabe dei Grimm

Le “Fiabe dei fratelli Grimm originali 1812-1815” non erano nate come storie per bambini. Erano un’accurata raccolta di folklore, frutto del lavoro di Jacob e Wilhelm. In quel periodo, la Germania era sotto l’occupazione napoleonica e il nazionalismo era in forte crescita. Le fiabe dei Grimm riflettevano la dura realtà della Germania medievale, un mondo ben lontano dalle atmosfere edulcorate che conosciamo.

Fiabe fratelli Grimm originali 1812-1815 – lista

Il primo volume delle Fiabe di Grimm, pubblicato nel 1812, conteneva 86 storie. Poi ne furono aggiunte altre 70, fino ad arrivare a una raccolta di 200 racconti nella settima edizione, più 210 leggende sui santi, per un totale di 215. Tra i più celebri della raccolta Grimm: Cenerentola (raccolta ma non creata dai Grimm), Biancaneve, Il pescatore e sua moglie, Il lupo e i sette agnelli; altre storie come Cappuccetto Rosso o Il gatto con gli stivali appartengono alla tradizione di Perrault.

Cosa affascina così tanto i bambini?

È facile criticare le fiabe dei Grimm con gli occhi di oggi. La trama è semplice, quasi antiquata: difficoltà iniziali, poi l’intervento di fate o elfi, e un finale dove il bene trionfa e tutti sono felici. I personaggi sono piatti, senza alcuna profondità psicologica, il linguaggio è crudo, a volte volgare, e le storie bizzarre, quasi prive di merito letterario.

Eppure, proprio questa semplicità, questa crudezza del folklore popolare, è ciò che affascina i bambini. Dal loro punto di vista, le fiabe dei Grimm, sia per l’argomento che per l’espressione artistica, sono perfette. Arricchiscono il loro infinito mondo immaginario e, dal punto di vista etico, soddisfano il loro semplice concetto di bontà e giustizia in modo diretto e immediato.

Le fiabe “a lieto fine” in senso moderno, con un tono ottimistico e rassicurante per il pubblico infantile, si sono affermate come norma editoriale con l’istruzione obbligatoria e l’industrializzazione della lettura nel XIX secolo.

Qual era lo scopo originale delle fiabe dei fratelli Grimm?

Raccontare storie oscure e spaventose per educare i bambini, funzionando come forma di disciplina e monito contro i pericoli del mondo, un’intenzione ben diversa dalle versioni edulcorate diffuse oggi. Per quasi un secolo furono comunque lette come letteratura infantile, prima di essere progressivamente adattate in chiave più innocua.

Quali sono le fiabe più famose e perché Biancaneve e Raperonzolo sono così conosciute?

Biancaneve, Raperonzolo e Hansel e Gretel restano i titoli più celebri, resi ancora più popolari dagli adattamenti Disney che ne hanno smussato gli aspetti più cupi per renderle adatte a un pubblico infantile. Le fiabe originali, ricche di mostri, streghe e suspense, hanno comunque ispirato generazioni di autori, artisti e adattamenti in film, teatro e libri illustrati.

5 commenti

  1. Sapevo che le favole e fiabe che oggi conosciamo tutti in realtà nelle versioni originali spesso differiscono. Questo articolo mi ha chiarito ulteriormente la sitoruazione.

  2. Le fiabe originali sono davvero per adulti. Ho letto solo alcune e il finale non era per niente lieto. Sono comunquedelle creazioni artistiche incredibili

  3. Le originali sono davvero bellissime, però non le avrei mai lette alle mie figlie; sai lo spavento poi! 🙂

  4. Queste fiabe sono dei pezzi storici sempre belli e validi per i bambini id ogni epoca

  5. Io le ho lette tutte le storie originali dei fratelli Grimm, sono incredibili e perfette per un publico più adulto!

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