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La caccia alle streghe è stata una delle pagine più buie della storia, un’orgia di violenza e ingiustizia che ha segnato intere epoche. Dietro a questa follia collettiva, si celano figure che hanno avuto un ruolo chiave, trasformandosi in carnefici. Ecco chi erano i 15 “cacciatori di streghe” più tristemente celebri.
I cacciatori di streghe più famosi della storia: Heinrich Kramer
Heinrich Kramer è un nome che risuona ancora oggi, soprattutto per essere stato la mente dietro il “Malleus Maleficarum” (Il Martello delle Streghe), un manuale pubblicato nel 1487. Questo testo divenne la bibbia per chiunque volesse identificare, processare e punire le streghe in tutta Europa, un catalogo di orrori.
2. Matthew Hopkins (1620-1647)
Matthew Hopkins, il “Cacciatore Generale di Streghe”, era un avvocato che trasformò la caccia alle streghe in un lucroso affare. Operò in Inghilterra durante la Guerra Civile, e tra il 1644 e il 1647, si stima che lui e la sua squadra abbiano mandato a morte circa 300 persone, per lo più donne, torturandole con privazione del sonno.
3. Nicholas Rémy (1530-1612)

Nicholas Rémy, giudice francese, è considerato il cacciatore di streghe più prolifico di sempre. Il suo libro “Démonolâtrie” (1595) racconta i suoi processi, che portarono alla condanna a morte di circa 900 persone. La sua ossessione nacque dopo la morte del figlio, che Rémy attribuì a una maledizione.
4. Pierre de Lancre (1553-1631)
Pierre de Lancre, magistrato francese, si distinse per la sua ferocia nella regione del Labourd, nei Paesi Baschi. Nel 1609, in soli quattro mesi, condannò a morte 80 persone con l’accusa di stregoneria.
5. Johann Georg Fuchs von Dornheim (1586-1633)

Johann Georg Fuchs von Dornheim, vescovo di Bamberga, passò alla storia per la sua spietata caccia alle streghe. Fece costruire una prigione apposita, la “Hexenhaus” (Casa delle Streghe), dove le presunte streghe venivano detenute e torturate. In dieci anni, 368 persone furono giustiziate.
6. Johann Weyer (1515-1588)
Non tutti furono carnefici. Johann Weyer, pur non essendo un cacciatore di streghe, è una figura chiave per la sua opposizione a questa barbarie. Nel suo libro “De Praestigiis Daemonum” (1563), denunciò la persecuzione, sostenendo che molte accuse erano frutto di malattie mentali.
7. George Gifford (1548-1600)
George Gifford, predicatore puritano inglese, fu un altro critico della caccia alle streghe. Metteva in discussione le prove e la giustizia dei processi, esprimendo dubbi sulla validità delle condanne.
8. Balthasar Bekker (1634-1698)
Balthasar Bekker, con il suo “Il Mondo Incantato” (1691), criticò aspramente le credenze sulla stregoneria, contribuendo al declino di questa pratica in Europa. Inizialmente, però, Balthasar Von Dernbach, sacerdote benedettino del XVI secolo, si batté contro i protestanti e poi si dedicò alla caccia alle streghe, convinto che oltre 200 donne fossero streghe.
9. Cotton Mather (1663-1728)
Cotton Mather, ministro puritano di Boston, ebbe un ruolo controverso nei processi alle streghe di Salem del 1692. Le sue prediche e scritti alimentarono l’isteria collettiva che portò a quelle persecuzioni.
10. Francisca Ana de Castro
Francisca Ana de Castro fu una delle ultime persone giustiziate per stregoneria in Spagna nel 1620, un caso che segnò la fine di un’era di persecuzioni nel paese.
11. Alonso De Salazar Frias
Alonso De Salazar Frias, noto come “l’avvocato della strega”, non credeva che la stregoneria fosse un crimine da punire con la morte. Durante il suo lavoro nel tribunale inquirente, su 7000 persone accusate, solo 31 furono punite e 11 giustiziate, un numero incredibilmente basso per l’epoca.
12. Roger Nowell
Roger Nowell, magistrato britannico, si distinse per la sua “zelante” caccia alle streghe, sapendo quanto il re odiasse questa pratica. Un modo per ingraziarsi la corona, a spese di vite innocenti.
13. Sebastian Michaelis
Sebastian Michaelis fu un membro del tribunale inquisitore che, nel 1600, decise l’esecuzione di 18 streghe.
14. Georg Scherer
A Vienna, nel 1593, l’oratore cattolico Georg Scherer accusò Elizabeth Plainacher, una nonna di 70 anni, di aver torturato la nipote Anna. Elizabeth fu torturata e giustiziata dopo aver confessato di essere una strega, in uno dei rari casi di streghe bruciate sul rogo.
15. Peter Binsfeld
Peter Binsfeld, teologo del XVI secolo ed esperto di stregoneria, scrisse libri sull’argomento, sostenendo che una singola accusa fosse sufficiente per interrogare e torturare le presunte streghe.
Quali metodi usavano i cacciatori di streghe per identificare le streghe?
La caccia alle streghe era un incubo di brutalità e irrazionalità. I metodi per “identificare” le streghe erano un mix di tortura, superstizione e paura, variabili da regione a regione, ma tutti accomunati da una disumana violenza.
1. Confessione sotto tortura
La tortura era il metodo più comune per estorcere confessioni. Le vittime venivano sottoposte a sofferenze indicibili finché non ammettevano di praticare la stregoneria. Tra gli strumenti più usati:
- Lo strappado: Polsi legati dietro la schiena, poi sospensione e caduta brusca, con dolori atroci alle spalle.
- La ruota: Legati a una ruota e colpiti con mazze di ferro.
- Lo schiacciamento delle dita: Dita di mani e piedi schiacciate tra legno o metallo.
2. Prova dell’acqua
Un test crudele: mani e piedi legati, poi immersione in acqua. Se la vittima galleggiava, era colpevole (l’acqua “pura” respingeva i corpi impuri). Se affondava e annegava, era innocente, ma ormai morta.
3. Prova delle lacrime
Si credeva che le streghe non potessero piangere. Durante gli interrogatori, l’assenza di lacrime era considerata prova di colpevolezza.
4. Prova del peso
Alcuni credevano che le streghe fossero insolitamente leggere. Se il peso della vittima era inferiore alla norma, era colpevole.
5. Ricerca del “marchio del diavolo”
Si cercava sul corpo delle presunte streghe un “marchio del diavolo” (voglie, cicatrici, imperfezioni). Questi segni venivano punti con aghi o spilloni: se non sanguinavano o non provocavano dolore, la colpevolezza era “provata”.
6. Prova del pane e del formaggio
In alcune zone, si faceva mangiare pane e formaggio alla vittima. Se soffocava, era una strega, perché la sua natura malvagia le impediva di inghiottire il cibo senza difficoltà.
7. Prova della preghiera
Le vittime erano costrette a recitare preghiere. Qualsiasi errore o esitazione era interpretato come segno di colpevolezza, perché si credeva che le streghe non potessero pronunciare correttamente le parole sacre.
8. Testimonianze e accuse
Accuse, spesso basate su rivalità o semplici sospetti, erano sufficienti per l’arresto. Spesso, bambini manipolati dagli adulti venivano usati come testimoni chiave, le cui parole potevano risultare fatali.
9. Visioni e sogni
In alcune culture, visioni o sogni che coinvolgevano persone sospettate di stregoneria erano considerati prove. I cacciatori di streghe interpretavano questi eventi come segni di coinvolgimento nella stregoneria.
15 cacciatori di streghe più famosi nella storia
La caccia alle streghe è stata una tragedia umana, un monito sui pericoli dell’isteria collettiva e della persecuzione ingiustificata. Le figure che abbiamo ricordato, ognuna a suo modo, hanno contribuito a perpetuare questa follia, lasciandoci un’eredità di paura e superstizione. I metodi usati, basati su ignoranza e terrore, hanno condotto alla morte migliaia di innocenti, un ricordo amaro di quanto possa essere fragile la ragione umana.
Chi era Heinrich Kramer?
L’autore principale del “Malleus Maleficarum” (Il Martello delle Streghe), pubblicato nel 1487: uno dei testi più influenti utilizzati in Europa per identificare, processare e punire le streghe.
Chi era Matthew Hopkins?
Conosciuto come il “Cacciatore Generale di Streghe”, operò in Inghilterra durante la Guerra Civile Inglese. Tra il 1644 e il 1647 lui e la sua squadra fecero giustiziare circa 300 persone, principalmente donne.
Chi fu il cacciatore di streghe più prolifico della storia?
Il giudice francese Nicholas Rémy, che nel XVI secolo fu responsabile della condanna a morte di circa 900 persone, come descritto nel suo libro “Démonolâtrie” del 1595.
Cos’era la “Hexenhaus”?
Una prigione speciale fatta costruire dal vescovo di Bamberga Johann Georg Fuchs von Dornheim, appositamente per detenere e torturare le presunte streghe: durante i suoi processi, durati 10 anni, furono giustiziate 368 persone.
Chi era Pierre de Lancre?
Un magistrato francese noto per la sua feroce persecuzione delle streghe nella regione del Labourd, nei Paesi Baschi francesi, dove nel 1609 fece giustiziare 80 persone in soli quattro mesi.

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