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Chiese a Capri e Anacapri in stile barocco e gotico

Le chiese barocche a Capri e Anacapri raccontano secoli di storia, arte e devozione. Da San Michele a Santa Sofia, dalla Certosa di San Giacomo a Santo Stefano, ecco alcune delle chiese e dei luoghi religiosi più interessanti da conoscere sull’isola.

centro storico di Anacapri
Chiese a Capri e Anacapri in stile barocco e gotico
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Le chiese di Capri e Anacapri: un viaggio tra stili barocchi e gotici, ma non solo. Dietro facciate a volte semplici si nascondono storie millenarie, tracce di epoche lontane che l’isola ha saputo custodire.

Secolo dopo secolo, questi luoghi di culto sono stati ricostruiti, ampliati, trasformati. Oggi ci raccontano un mix affascinante di barocco, gotico e bizantino. Spesso, per edificarle, hanno riutilizzato materiali di costruzioni precedenti, persino dalle antiche ville romane sparse sull’isola.

Capri è un’isola che respira storia da tempi immemori. Le prime tracce cristiane risalgono alla tarda antichità. Tra il VI e il VII secolo, la Chiesa caprese aveva già legami con la diocesi di Sorrento, e nel 987, con la fondazione della diocesi di Capri, la chiesa di San Costanzo divenne il suo cuore pulsante.

Le chiese di Capri non sono solo edifici; sono pagine di storia che vanno dal Medioevo all’età moderna, un racconto scolpito nella pietra.

Le chiese barocche a Capri e Anacapri

Chiunque metta piede a Capri, prima o poi, si troverà davanti alla Chiesa di Santo Stefano, la vera protagonista della Piazzetta. Se poi ci si dirige verso i Giardini di Augusto, la Certosa di San Giacomo appare all’orizzonte. E per chi si avventura verso il versante orientale, in direzione di Villa Jovis, la chiesa di San Michele alla Croce è una tappa quasi obbligata.

Sulla strada per Villa Jovis, un’altra perla è la Chiesa di Santa Maria del Soccorso. Ad Anacapri, invece, il centro è dominato dalle chiese di San Michele e Santa Sofia, mentre lungo la Scala Fenicia si incontra la piccola Chiesa di Sant’Antonio.

Chiesa di San Costanzo

La Chiesa di San Costanzo è un tuffo nel passato. È uno degli edifici religiosi più antichi di Capri, a due passi dal porto di Marina Grande, sul lato nord dell’isola. Le sue radici affondano in strutture romane preesistenti, e gli scavi del 1990 hanno riportato alla luce un pavimento romano e un tratto di muro in laterizio, testimoni di un’occupazione ben più antica.

Non è corretto, quindi, identificare l’edificio romano sottostante con un mitreo. Le indagini archeologiche hanno rivelato diverse fasi di frequentazione, dall’età repubblicana a quella imperiale. La storia di questa chiesa è un ponte tra la Capri romana e quella cristiana.

La leggenda vuole che la chiesa sia legata a San Costanzo, vescovo del VII secolo e patrono dell’isola. Inizialmente dedicata a San Severino, ha poi assunto il nome del santo protettore.

Capri e Anacapri. Chiesa di San Costanzo
Chiesa di San Costanzo

Quando Capri divenne sede vescovile nel 987, San Costanzo fu scelta come cattedrale. Nel XIV secolo, sotto gli Angioini, il conte Giacomo Arcucci la fece modificare, aggiungendo il presbiterio e dettagli gotici.

Ancora oggi, la chiesa conserva elementi bizantini, come la pianta a croce greca e la cupola. Il portale trecentesco sfoggia lo stemma angioino, e all’esterno spicca un piccolo campanile dalla forma inconfondibile.

Dal 987 al 1560, San Costanzo fu il cuore della diocesi caprese, prima che la sede episcopale si spostasse nella chiesa di Santo Stefano, nel centro abitato.

Nel 1775, tre colonne di marmo giallo antico furono rimosse e portate alla Cappella Reale della Reggia di Caserta. Nel Novecento, l’edificio subì altri importanti interventi, e i restauri del 1990 hanno svelato le strutture archeologiche romane che possiamo ammirare oggi.

Interno Chiesa di San Costanzo
Interno Chiesa di San Costanzo

In origine, la chiesa contava dodici colonne lungo il perimetro interno. Alcune, come detto, finirono alla Reggia di Caserta. La facciata attuale è sobria, con il portale angioino che resiste al tempo.

Vicino a San Costanzo c’è una fermata dell’autobus, e non lontano, l’inizio della Scala Fenicia e il sentiero per Palazzo a Mare.

Chiesa di Santo Stefano

La chiesa più imponente e centrale dell’isola, Santo Stefano, domina Piazza Umberto I a Capri. Costruita tra il 1688 e il 1695 sui resti di un antico complesso benedettino, è un capolavoro del barocco caprese.

Cupole, volte e cappelle tipiche del barocco seicentesco ne definiscono l’aspetto. Parte del pavimento è stata realizzata con marmi recuperati dagli scavi di Villa Jovis. Al suo interno, la statua di San Costanzo, patrono dell’isola, veglia sui fedeli.

Con il trasferimento della sede episcopale, Santo Stefano divenne la cattedrale di Capri. La diocesi, però, fu soppressa nel 1818 e il suo territorio inglobato in quella di Sorrento.

Chiesa di Santa Maria del Soccorso

La Chiesa di Santa Maria del Soccorso si erge sulla cima del Monte Tiberio, all’interno del perimetro degli scavi di Villa Jovis. La sua origine è incerta, ma è documentata almeno dal XVI secolo; l’edificio attuale risale probabilmente al XVII secolo.

L’edificio è di una semplicità disarmante, con una copertura a volta che richiama l’architettura tradizionale dell’isola. All’interno, un altare, un piccolo confessionale e opere dedicate alla Vergine.

Chiesa di Santa Maria del Soccorso
Chiesa di Santa Maria del Soccorso

La chiesa gode di una posizione panoramica mozzafiato, affacciata sulla grande terrazza di Villa Jovis. Documentata almeno dal XVI secolo, fu anche un luogo di eremitaggio. Si narra di un eremita che si prendeva cura della chiesa e accoglieva i viandanti diretti alle rovine.

Di fronte alla chiesa, la grande statua della Madonna domina il mare. L’opera attuale, posizionata nel 1979, sostituì una precedente danneggiata da un fulmine. La presenza della Madonna è ancora oggi un simbolo della devozione dei capresi e del legame indissolubile dell’isola con il mare.

Chiesa di San Michele alla Croce

Tra le chiese più suggestive lungo la strada per Villa Jovis c’è la Chiesa di San Michele alla Croce, nota anche come Chiesa della Croce. Immersa in un piccolo giardino mediterraneo, si trova all’incrocio tra Via Tiberio e Via Matermania.

Le sue origini locali la collocano tra l’XI e il XII secolo. Nel tempo ha subito numerosi restauri e modifiche, dando vita a un edificio dove convivono elementi di epoche diverse, come il portale tardo-gotico.

Chiesa di Sant’Anna

Una delle chiese più antiche di Capri è la Chiesa di Sant’Anna, a pochi minuti da Piazza Umberto I, in via Madonna delle Grazie. Risalente al XII secolo, in passato era conosciuta come Santa Maria delle Grazie.

Fino al 1595, fu la parrocchia di Capri. Poi perse questo ruolo e assunse il nome di Sant’Anna, legata alla tradizione dei battesimi dei neonati.

La facciata, rinnovata nel Seicento, presenta un piccolo campanile a vela. Davanti alla chiesa, un cortile rialzato rispetto alla strada, con colonne che un tempo sostenevano un pergolato, un elemento che richiama l’architettura tradizionale caprese.

Chiesa di Sant’Anna
Chiesa di Sant’Anna

All’interno della Chiesa di Sant’Anna, frammenti di antichi affreschi raccontano storie passate. Tra questi, un dipinto medievale della Madonna con altre figure religiose, databile al XIV secolo, una delle testimonianze più affascinanti della lunga storia dell’edificio.

Chiesa Evangelica Tedesca

Chiesa Evangelica Tedesca
Chiesa Evangelica Tedesca

Tra le chiese più particolari di Capri c’è la Chiesa Evangelica Tedesca, un edificio neoromanico del 1899 in via Tragara. È una testimonianza della comunità tedesca che visse sull’isola tra Ottocento e Novecento.

Per decenni, fu legata all’associazione dei cittadini tedeschi residenti a Capri. Nel 1989, fu donata alla Chiesa Evangelica Luterana in Italia e dal 2006 appartiene alla Comunità Luterana di Napoli.

Chiesa di Sant’Andrea

A Marina Piccola, la chiesetta di Sant’Andrea spicca per la sua storia. Costruita nel 1900 su progetto del pittore Riccardo Fainardi, fu finanziata dal banchiere tedesco Hugo Andreas e dalla moglie Emma.

Nata come luogo di culto per la comunità di Marina Piccola, sorse dove un tempo c’era una torre di guardia. Il progetto include un pronao sostenuto da due colonne e un interno semplice, con un trittico dedicato al martirio di Sant’Andrea.

Chiese di Anacapri

Chiesa di Sant’Antonio di Padova

Anacapri ha come patrono Sant’Antonio da Padova. La piccola Chiesa di Sant’Antonio, conosciuta anche come “chiesa dei marinai”, si trova alla fine della Scala Fenicia.

La sua posizione la rende un riferimento lungo l’antico percorso che collega Marina Grande ad Anacapri. La chiesa è semplice, con un’aula quadrata coperta da una volta a vela e un vestibolo con volta a botte. Il Comune di Anacapri la indica proprio nella parte finale della Scala Fenicia.

Il culto di Sant’Antonio è molto sentito ad Anacapri, e il 13 giugno si celebra la festa patronale.

Chiesa di San Michele

La Chiesa di San Michele ad Anacapri, in Piazza San Nicola, è uno degli esempi più significativi di architettura barocca dell’isola. Fu costruita tra il 1698 e il 1719 per volere di Madre Serafina di Dio, fondatrice del convento delle Teresiane.

Chiesa di San Michele ad Anacapri
Chiesa di San Michele ad Anacapri

Il vero gioiello della Chiesa di San Michele ad Anacapri è il pavimento in maiolica, opera del maestro piastrellista Leonardo Chiaiese. Il grande disegno raffigura la Cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre, con una ricchezza di animali e dettagli fantastici.

Il pavimento si può ammirare dalle passerelle lungo il perimetro della chiesa, senza calpestarlo. Anche le cappelle sfoggiano decorazioni in maiolica con colori vivaci e motivi floreali.

L’altare maggiore, in marmo, custodisce il dipinto dedicato a San Michele Arcangelo. La chiesa ospita anche diverse opere pittoriche e una collezione di figure del presepe ottocentesco.

La chiesa fu voluta da Suor Serafina di Dio, fondatrice del convento delle Teresiane di Anacapri. Il progetto, attribuito all’architetto Antonio Domenico Vaccaro, presenta la caratteristica pianta a croce greca inserita in una struttura ottagonale, tipica dell’architettura napoletana del Settecento.

Chiesa di Santa Sofia

Chiesa di Santa Sofia, la chiesa parrocchiale di Anacapri.
Chiesa di Santa Sofia, la chiesa parrocchiale di Anacapri.

A pochi passi dalla Chiesa di San Michele, in Piazza Diaz, si trova la Chiesa di Santa Sofia, la chiesa parrocchiale di Anacapri. Il Comune di Anacapri ne colloca la costruzione nel 1510, quando sostituì la precedente parrocchia di Santa Maria di Costantinopoli.

La chiesa sfoggia una facciata barocca e una grande cupola visibile da lontano. All’interno, la navata centrale è coperta da una volta a botte, mentre le navate laterali presentano volte a vela. Le cappelle laterali furono aggiunte in un secondo momento.

Chiesa di Santa Sofia: campanile
Chiesa di Santa Sofia: campanile

Il complesso include due campanili, realizzati in epoche diverse, che contribuiscono al profilo caratteristico della chiesa. All’interno, opere dedicate a Santa Sofia e a Sant’Antonio da Padova, patrono di Anacapri.

Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli

Prima della costruzione di Santa Sofia, il ruolo di parrocchia era ricoperto dalla Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, nel centro storico di Anacapri. Il Comune la indica come la più antica sede parrocchiale della città.

Risalente all’XI secolo, conserva l’aspetto semplice delle chiese rurali dell’isola, con facciata essenziale, aula quadrata e campanile a vela. All’interno, opere attribuite al pittore fiammingo Guglielmo Borremans.

Eremo di Santa Maria di Cetrella

Eremo di Santa Maria di Cetrella
Eremo di Santa Maria di Cetrella

L’Eremo di Santa Maria di Cetrella è un antico complesso religioso del XV secolo, immerso nella natura di Anacapri e affacciato su Marina Piccola. Si trova in posizione elevata, lungo i sentieri che portano al Monte Solaro e al Passetiello.

In passato, fu luogo di eremitaggio per monaci francescani e domenicani, come testimoniano le antiche celle ancora presenti. Era anche un punto di sosta per i frati della Certosa di San Giacomo che usavano il sentiero del Passetiello per raggiungere Anacapri.

La Madonna custodita nella chiesa è particolarmente venerata dai marinai capresi. Il Comune di Anacapri ricorda che in passato anche i pescatori di corallo erano soliti onorare l’immagine sacra prima di salpare.

L’interno conserva due ambienti di culto e alcune delle strutture legate alla vita degli eremiti. Intorno alla chiesa, il campanile, la sagrestia, l’orto e le antiche celle.

Certosa di San Giacomo

Certosa di San Giacomo
Certosa di San Giacomo

La Certosa di San Giacomo fu edificata tra il 1371 e il 1374 per iniziativa del conte Giacomo Arcucci, Gran Camerario della regina Giovanna I d’Angiò. È una delle testimonianze più importanti dell’architettura angioina sull’isola.

Il complesso comprende chiostri, ambienti monastici e la chiesa. Nel corso dei secoli, la Certosa subì diverse trasformazioni, diventando anche ospizio, carcere e sede militare.

È importante precisare che la Certosa era un monastero certosino maschile, non un luogo per monache. E il riferimento a una farmacia o a materiali provenienti dalla villa di Claudio non è sufficientemente documentato per essere considerato certo.

Passeggiata storica
Certosa di San Giacomo

Dal 1974, la Certosa ospita un’importante collezione di opere del pittore tedesco Karl Wilhelm Diefenbach, che visse e morì a Capri nel 1913. Dal 2024, il complesso accoglie anche il Museo Archeologico Nazionale di Capri, dedicato alla storia antica dell’isola.

La Certosa continua a essere un centro culturale vivace, con mostre ed eventi. Nel 2026, il Museo Archeologico è stato ampliato con nuove sale espositive dedicate alla Capri romana e strumenti innovativi per i visitatori.

Torre Materita

La Torre Materita, nel territorio di Anacapri, è una torre di avvistamento della seconda metà del XVI secolo. La sua storia è quindi successiva a quella della Certosa di San Giacomo, e non va confusa con una costruzione del XIV secolo.

All’inizio del Novecento, fu acquistata dal medico e scrittore svedese Axel Munthe, che la restaurò e la trasformò nella sua dimora. Vi soggiornò per molti anni, fino al 1943.

Quali sono le chiese principali di Capri e Anacapri?

Tra gli edifici religiosi più importanti si possono ricordare l’ex Cattedrale di Santo Stefano, San Costanzo, Sant’Anna, Santa Maria del Soccorso, la Certosa di San Giacomo, San Michele e Santa Sofia ad Anacapri. Ognuno conserva testimonianze di epoche diverse della storia dell’isola.

Quali stili architettonici si trovano nelle chiese di Capri e Anacapri?

Sull’isola convivono elementi bizantini, medievali, gotici e soprattutto barocchi. Le numerose ricostruzioni e modifiche effettuate nel corso dei secoli spiegano la presenza di stili differenti nello stesso edificio.

3 commenti

  1. La statua in bronzo di S. Maria del Soccorso sul Monte Tiberio a Capri è opera del grande scultore trevigiano Alfiero Nena (1933-2020) insuperato maestro dell’arte italiana contemporanea (www.alfieronena.it). E le due originalissime statue in terracotta (S. Antonio e S. Sofia) della chiesa di S. Sofia ad Anacapri sono state eseguite dallo stesso scultore e posizionate nelle nicchie della facciata nel 1980. A lui e alla sua magnanimità vada un grazie riconoscente.

  2. ciao sono stata a Capri e Anacapri per un po\’ di giorni diversi anni fa ma ho goduto del are e non ho visto le chiese

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