Corsari o pirati in guerra: Condottieri o furfanti?

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Corsari o pirati in guerra: Condottieri o furfanti? Alcuni pirati furono legalmente autorizzati a taglieggiare i traffici marittimi di determinate bandiere. Ma sono le stesse categorie? Certo che no perchè c’è una notevole differenza tra di loro.

Fino al XIV secolo questi termini si usavano indifferentemente per qualsiasi pirata, ma nel XV ci fu una distinzione di ruoli.

Autorizzati da un documento chiamato “Lettera di Marca”, rilasciato da un sovrano, gli uomini di mare, ebbero facoltà di attaccare e depredare le navi mercantili del Paese con il quale quel sovrano era in guerra, e non altre.

Corsari o pirati in guerra. Condottieri o furfanti? 

Questi capitani sono stati a lungo associati a imprese audaci e racconti di avventure in alto mare. Sebbene spesso romanticizzate nella cultura popolare, le realtà delle loro vite e le motivazioni dietro le loro azioni erano molto più complesse e varie.

Il pirata cessava di essere ritenuto un ladrone diventando un combattente onorato, un esempio tra molti: quando Elisabetta d’Inghilterra scese in guerra contro Filippo II di Spagna, concesse ad Hawkins e a Francesco Drake, per citarne i più famosi, lettere di marca che autorizzavano a distruggere e a sacheggiare le navi mercantili spagnole e non altre di altre nazioni. 

Corsari o pirati in guerra: Condottieri o furfanti?

Fin quando la guerrà durò, furono considerati corsari e non pirati anche se i pirati in questione si concessero delle licenze, attaccando le navi spagnole anche dopo la fine del conflitto tra i due sovrani.

Questo articolo approfondisce il contesto storico di queste figure storiche, facendo luce sui loro ruoli distinti, sulle origini e sull’impatto che hanno avuto sulla guerra navale.

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Chi erano i pirati

I pirati erano individui che si dedicavano alla pirateria, ovvero all’attività di attaccare e saccheggiare navi e insediamenti costieri. Erano noti per la loro vita avventurosa e pericolosa in mare. Operavano principalmente tra il XVI e il XIX secolo, anche se la pirateria esiste da tempi antichi.

Alcuni dei pirati più famosi includono il pirata Barbanera, il pirata Jack Rackham (conosciuto come Calico Jack), la piratessa Anne Bonny e molti altri. La loro attività era spesso associata al contrabbando, al commercio illegale e al saccheggio di tesori.

Fuorilegge dei mari con uno scopo

Questi erano individui privati ​​che possedevano una lettera di marchio o incarico da parte di un governo per impegnarsi in atti di guerra contro navi e insediamenti nemici. A differenza dei pirati, che agivano esclusivamente per guadagno personale, erano incaricati che operavano sotto l’autorità e la protezione del governo sponsor.

Questa distinzione era cruciale in quanto garantiva un certo grado di legittimità, consentendo loro di catturare e sequestrare navi e carichi nemici senza essere considerati criminali comuni.

Oltre alla “lettera di marca”, esisteva anche la “lettera di rappresaglia” che autorizzava l’armatore, che aveva subito un assalto su mare, a rivalersi verso qualsiasi altra nave appartenente al Paese della nave assalitrice.

Tra le diverse lettere di marca e rappresaglia, si capisce bene il guazzabuglio che si viveva a quell’epoca, ma c’è di buono che sui mari c’era molto traffico cosa che diede un impulso notevole alla navigazione su tutti i mari e oceani.

La pratica di emettere lettere di marca risale al Medioevo e fu ampiamente adottata dalle potenze marittime nel corso della storia. I governi li impiegavano per integrare le proprie forze navali, in particolare durante la guerra.

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Pirati: Fuorilegge dei mari

I pirati, invece, erano individui che commettevano atti illegali di rapina e violenza in alto mare, senza l’autorizzazione di alcun governo. Operavano al di fuori della legge ed erano considerati fuorilegge da tutte le nazioni.

I pirati depredavano le navi mercantili di tutte le bandiere, sequestrando carichi e oggetti di valore e spesso trattenendo i membri dell’equipaggio per chiedere un riscatto.

L’età d’oro della pirateria si estende tra il XVII e il XVIII secolo, con famigerati capitani pirata come Barbanera, Edward Teach e Capitan Kidd che diventano leggende dell’epoca. I pirati stabilirono basi in varie parti del mondo, inclusi i Caraibi, l’Oceano Indiano e il Mar Cinese Meridionale.

Formarono alleanze e reti libere, condividendo informazioni e risorse per eludere la cattura e massimizzare i loro guadagni.

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Questi uomini avevano spesso il compito di interrompere le rotte commerciali nemiche, attaccare le città costiere e sequestrare navi mercantili. Operavano in modo indipendente e venivano ricompensati in base al valore dei premi che ottenevano.

In guerra in conflitto

Corsari o pirati in guerra: Condottieri o furfanti?
Condottieri o furfanti?

Sebbene queste due categorie condividessero alcune somiglianze, le loro motivazioni e alleanze spesso portavano a conflitti tra i due gruppi. I primi erano vincolati da determinate regole e regolamenti stabiliti dai governi che li sponsorizzavano.

Dovevano rispettare i termini delle loro commissioni ed evitare di attaccare navi neutrali o amiche.

I pirati, tuttavia, operavano senza tali vincoli e spesso prendevano di mira anche altri pirati e le navi mercantili.

Questi venivano spesso impiegati dai governi per reprimere la pirateria. Avevano il compito di dare la caccia e catturare le navi pirata, consegnandole alla giustizia. Ciò portò a numerosi incontri tra di loro, che diedero luogo a feroci battaglie e scaramucce in mare aperto.

La fine di un’era

Il loro declino e dei pirati nel XIX secolo fu in gran parte dovuto all’ascesa di potenti flotte e alla crescente applicazione del diritto internazionale. I governi iniziarono a reprimere entrambi, considerandoli una minaccia per il commercio marittimo e la stabilità.

L’istituzione di pattuglie navali permanenti e lo sviluppo di navi da guerra più efficaci hanno reso sempre più difficile per loro operare impunemente.

Entro la metà del 19° secolo, la pirateria era stata in gran parte sradicata dagli oceani del mondo. Anche loro svanirono nell’oscurità quando i governi spostarono la loro attenzione sul mantenimento delle proprie forze navali e sull’impegno nella diplomazia piuttosto che fare affidamento su privati ​​per la guerra navale.

Eredità e impatto

Nonostante il loro declino hanno lasciato un’eredità duratura nella guerra navale e nella storia dell’esplorazione marittima. Le loro audaci imprese e avventure continuano a catturare l’immaginazione di scrittori, registi e artisti, ispirando innumerevoli opere di narrativa e resoconti storici.

Alcuni dei più famosi includono Sir Francis Drake, John Hawkins e Walter Raleigh, che divennero famosi per le loro audaci incursioni contro navi e insediamenti spagnoli nei Caraibi e nelle Americhe durante il XVI e XVII secolo.

Ritornando al concetto di pirata e corsaro c’è da fare la differenza che, mentre il pirata spradoneggiava nei mari per i propri profitti personali rubando pietre preziose e facendo prigionieri, il corsaro che aveva le varie lettere, nonostante facesse le stesse azioni, era considerato un corsaro. 

Il bottino che catturava il corsaro era interamente di proprietà del sovrano che aveva elargito la lettera. 

Il trattamento a loro riservato nel mometo della cattura era notevolmente diverso: il pirata veniva impiccato al pennone della vela maestra mentre il corsaro veniva imprigionato o al massimo tenuto legato con catene ai remi di una galera.

I corsari e i pirati del passato hanno svolto un ruolo significativo nel plasmare il panorama geopolitico del loro tempo. Hanno sfidato il dominio dei poteri costituiti, hanno interrotto le rotte commerciali e hanno contribuito allo scambio di beni, idee e culture in tutto il mondo.

Sebbene i loro metodi fossero spesso spietati e violenti, le loro azioni evidenziavano anche l’importanza della potenza marittima e la necessità di forze navali efficaci per proteggere il commercio e mantenere la stabilità sui mari.

Cristina Giordano
Cristina Giordanohttps://appuntisulblog.it/
Ciao a tutti, sono Cristina Giordano, una blogger che si occupa di moda, viaggi, tecnologia, alimentazione e benessere.
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