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Cosa vedere a Baia Napoli sommersa 5 siti

Antica arena romana a Trapani, resti archeologici ben conservati con vista mare e città, testimonianza storica di epoca romana, ideale per appassionati di storia e archeologia in Sicilia.
Resti dell'antico teatro romano di Cagliari con vista sulla città moderna e il mare, territorio archeologico risalente all'Impero Romano, circondato da edifici contemporanei e zone verdi, offre un affascinante scorcio storico e culturale.
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Baia, la “Las Vegas” dell’antica Roma, è un tesoro sommerso che aspetta solo di essere scoperto. Tra il Castello Aragonese e la Solfatara, questo angolo dei Campi Flegrei nasconde storie millenarie, visibili sia a piedi che in immersione. Un viaggio tra Pozzuoli, Cuma e Capo Miseno, dove il passato riemerge dalle acque.

Parliamo di cinque siti imperdibili: il Castello Aragonese di Baia, che dal XV secolo domina la baia, il Tempio di Serapide (o Macellum), il Rione Terra, un tempo fortezza, e la vicina Solfatara, cratere attivo che fuma ancora oggi. Un tempo meta prediletta dei nobili romani, Baia è un museo a cielo aperto, o meglio, a cielo e mare aperto, con rovine residenziali, il castello del Ninfeo e il Santuario di Serapide che testimoniano un lusso sfrenato, oggi in parte celato dalle acque.

Questa località balneare, situata sulla penisola di Cuma, all’estremità settentrionale del Golfo di Napoli, è stata inghiottita dal mare secoli fa a causa dell’attività vulcanica. Nonostante ciò, Baia continua ad attrarre visitatori, grazie ai suoi inestimabili reperti storici, alcuni dei quali riposano ancora sott’acqua.

Baia sommersa: un tuffo nella storia di Napoli

Baia sommersa a napoli: Resti archeologici di colonne romane vicino al mare, con edifici moderni sullo sfondo e un cielo sereno, rappresentano il patrimonio storico di Appunti Sul Blog.
Cosa vedere a Baia Napoli città sommersa – Macellum (Tempio di Serapide)

La storia di Baia è un racconto di fasto e decadenza. Nel I secolo a.C., grazie alle sue ricche sorgenti termali vulcaniche, Baia eclissò persino Capri, Pompei ed Ercolano. Politici come Pompeo e Cesare vi possedevano ville, e l’imperatore Adriano qui trovò la morte. Da piccolo villaggio di pescatori, Baia si trasformò in un lussuoso resort termale, noto anche per la sua corruzione e l’ozio sfrenato.

Si narra che centinaia di officine producessero copie di statue e cimeli storici, alimentando un fiorente commercio di falsi che contribuì alla prosperità della città. Baia era un luogo di piaceri e lusso, con palazzi sfarzosi che avrebbero fatto invidia a qualsiasi corte reale. Con il declino dell’Impero Romano, la città fu distrutta e cadde in rovina.

Molte leggende avvolgono Baia: dalla fuga di Cleopatra dopo l’assassinio di Giulio Cesare, all’avvelenamento di Claudio da parte di Giulia Agrippina per favorire Nerone. Chiamata un tempo Flegrea, per i suoi crateri vulcanici, Baia è anche il luogo dove i Romani inventarono il cemento impermeabile, grazie ai sedimenti vulcanici, usato per costruire i suoi sontuosi edifici.

Baia sommersa: un tesoro termale sotto le onde

Scoprire una statua sommersa di una dea greca sotto il mare con pesci colorati e coralli, rappresentando l'arte e la storia subacquea. Perfetta per contenuti sull'esplorazione marina e il turismo sott'acqua.
Statua di Dioniso nella città sommersa di Baia

Il cuore dell’antica città è la Baia di Pozzuoli, un paradiso per i subacquei a pochi metri dalla costa. Qui, tra i resti di antichi edifici decorati con mosaici e frammenti di ville lussuose, la vita marina ha trovato una nuova casa. Statue antiche, sopravvissute all’inabissamento, si ergono ancora orgogliose sui loro piedistalli, testimoni di un’epoca passata.

Purtroppo, una serie di terremoti nel IV secolo causò il bradisismo, un lento sprofondamento della costa. Nell’VIII secolo, gran parte di Baia era già finita sotto il mare.

Il Parco Archeologico delle Terme di Baia

Nel 1941, iniziarono gli scavi che portarono alla luce le rovine del complesso termale romano. Oggi, la parte superiore è il Parco Archeologico delle Terme di Baia, mentre la parte inferiore è sommersa. Qui si trova anche il Ninfeo, la sorgente dell’imperatore Claudio. Gli edifici termali, con le loro sorgenti e prese di vapore, mostrano una struttura complessa e affascinante.

Antica rovina romana con archi e resti di edifici storici in un sito archeologico all'aperto.
Parco Archeologico delle Terme di Baia – Terme di Diana

Il complesso termale di Baia a Napoli si articola su sei livelli, collegati da scale e sentieri. A nord, fuori dal parco, si trova il Tempio di Diana, con metà della cupola crollata, che in realtà era una piscina termale, oggi proprietà privata.

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Tempio di Diana

Il Tempio di Diana, con la sua enorme cupola parzialmente crollata, era parte delle terme romane, e le sue pareti erano decorate con affreschi di scene di caccia.

Entrando, si accede alla zona della villa del chiostro, che porta al settore della villa dell’Ambulatio, risalente alla fine del II secolo a.C. Il nome deriva dall’ambulatio, una passeggiata coperta.

Antica mosaico romana con volto femminile e dettagli floreali, esempio di arte e architettura dell'antichità, perfetto per appassionati di storia e archeologia.

La Villa dell’Ambulatio è un complesso su sei livelli, con camere per gli ospiti che offrivano una vista mozzafiato sull’oceano, suite, balconi con giardini e saloni. Statue, laghetti e affreschi adornavano gli interni, mentre i pavimenti erano in marmo pregiato o mosaico. Il Criptoportico, un passaggio segreto, accoglieva i visitatori con steli e frammenti di statue. L’imponente muro, costruito con la tecnica dell’Opus reticulatum, nascondeva una grande torre d’acqua che forniva acqua potabile a tutta la città termale, grazie all’acquedotto Aqua Augusta.

Proseguendo verso sud, si arriva alla seconda area del piano superiore, il Settore delle Terme di Sosandra. Il nome deriva dalla statua di Afrodite Sosandra, ritrovata nel 1953 e oggi conservata al Museo Archeologico di Napoli. Le Terme di Sosandra sono un esempio magnifico dell’ingegneria romana, con complessi canali e sistemi di riscaldamento. Una lunga scala conduce al livello successivo, con un giardino e una terrazza panoramica che offre una vista spettacolare sulla Baia di Baia e sull’intero parco.

Baia era celebre per le sue copie di statue greche in bronzo. Dalle Terme di Sosandra sono state recuperate numerose repliche in marmo, oggi al museo. La statua senza testa di Mercurio, dio del commercio, rubata nel 1980 e ritrovata in Germania, è ora tornata al Museo Archeologico di Napoli.

Proseguendo verso la parte più meridionale del piano superiore, si arriva al Settore delle Piccole Terme, la zona più antica della città termale. Qui si può ammirare un raro bagno turco, il laconicum, riscaldato da tubi d’aria calda provenienti dalle sorgenti sotterranee.

Davanti alle Piccole Terme, un’ampia terrazza offriva agli ospiti una vista impareggiabile sulla villa termale e sul Golfo di Napoli. Da qui, un’altra scala conduce al livello successivo, dove si scorgono le Terme di Sosandra, il Ninfeo e il Teatro dello Stagno della Sorgente, un teatro semicircolare con una grande piscina circolare al centro.

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Tempio di Venere

Il Settore di Venere.

Sotto le Piccole Terme, il Tempio di Venere, ottagonale, con le sue due colonne romane, oggi affonda di tre metri sotto il livello della strada.

La Piscina all’aperto, Natatio.

Scendendo ancora, si arriva alla Natatio, la piscina all’aperto, il cui fondale si trova sette metri più in basso di quanto visibile, quasi al livello del mare. Qui, l’imperatore Nerone organizzava spettacoli di battaglie navali. Circondata da colonnati, la Natatio mostra ancora i suoi affreschi con divinità romane ed egiziane, testimonianza dell’influenza egizia sull’Impero Romano.

A nord, lungo il colonnato della Natatio, si estende il Giardino delle Terme Romane di Baia, sotto la Villa dell’Ambulatio. Un bellissimo porticato in mattoni rossi sul lato est conduce alla zona più settentrionale.

Fresca immagine di un antico pozzo di pietra con foro superiore, esposizione alla luce naturale e storia architettonica originale. Ideale per appunti sul blog dedicati a archeologia e storia antica.
Tempio di Mercurio con cupola

La Zona del Tempio di Mercurio.

Qui, due edifici termali a volta tubolare sono quasi sommersi. L’imponente edificio a cupola accanto è il Tempio di Mercurio, in realtà un grande stabilimento balneare con una piscina fredda, il frigidarium.

Cosa vedere a Baia Napoli sommersa 5 siti
Tempio di Mercurio

La cupola, con un diametro di circa 21,5 metri, è più piccola del Pantheon romano, ma fu costruita 150 anni prima. Quattro finestre e un enorme lucernario circolare regolavano luce e temperatura. Il Tempio di Mercurio è famoso per il suo effetto polifonico, tanto da essere chiamato “piscina dell’eco”. Un angolo conserva una piccola sorgente di acqua calda. Sul lato est, restano ancora gli edifici in mattoni rossi delle terme.

Infine, si risalgono le lunghe scale per tornare al Criptoporticum, uscendo dall’ingresso originale.

Baia sommersa: un’esperienza unica

Cosa vedere a Baia Napoli città sommersa termale

Visitare il parco archeologico richiede un po’ di fatica, tra salite e discese, ma la vista sul mare e i ricchi reperti architettonici ripagano ogni sforzo. Immerso nella macchia mediterranea, il Parco Archeologico di Baia è una testimonianza della gloriosa civiltà dell’antica Roma, un pellegrinaggio obbligato per gli appassionati dell’Impero Romano.

Dove si trova Baia?

Baia, una località balneare vicino a Napoli, è uno dei siti archeologici più importanti della zona. Una parte è sommersa e visitabile con immersioni. A terra, si possono ammirare il castello, il Ninfeo, il Santuario di Serapide e le rovine del Rione Terra.

7 km a ovest di Pozzuoli

25 km a ovest di Napoli

Come arrivare e informazioni utili:

Da Napoli, prendete la metropolitana fino a Montesanto, poi la linea Cumana in direzione Torregaveda e scendete a Lucrino. Da lì, un autobus EAV vi porterà all’ingresso del Parco Archeologico.

L’ingresso si trova in Via Terme Romane, al livello più alto a nord.

Il parco è aperto da martedì a domenica, dalle 9:00 a un’ora prima del tramonto; lunedì chiuso.

Il biglietto costa 4€ intero e 2€ ridotto, gratuito la prima domenica di ogni mese.

È disponibile un biglietto cumulativo (Circuito Flegreo) valido due giorni per le attrazioni archeologiche dei Campi Flegrei: il Museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia, l’Arena Romana di Pozzuoli (Anfiteatro Flavio di Pozzuoli), le 4 sedi nel Parco Archeologico delle Terme Romane di Baia e il Parco Archeologico di Cuma.

Dal 2002, gli scavi di Baia sono stati aperti al pubblico come parco archeologico. Grazie alle fluttuazioni della crosta terrestre, Baia si trova in un mare relativamente poco profondo, con una profondità media di 6 metri. I visitatori possono ammirare i capolavori sottomarini da una barca con il fondo di vetro. La Baia moderna, con i suoi porti turistici, alberghi e ristoranti di pesce, ricorda il glorioso passato della “città del peccato”. I geologi avvertono però di attività vulcanica e terremoti, rendendo il destino di Baia ancora incerto.

Quali sono i 5 siti da visitare nel Parco Archeologico dei Campi Flegrei a Baia?

Castello Aragonese di Baia: costruito alla fine del XV secolo dalla dinastia aragonese; Tempio di Serapide (Macellum): antico tempio dedicato al dio egizio Serapide; Rione Terra: ex fortezza difensiva con vista sulla baia di Pozzuoli; Solfatara: cratere fumante ancora attivo, nei pressi di Pozzuoli; Museo del Parco Archeologico: reperti e ricostruzioni della zona termale antica.

Perché Baia Napoli è così importante per l’archeologia?

Era una rinomata località balneare termale nell’antichità, oggi in parte sommersa: gli oggetti ritrovati sui fondali testimoniano l’importanza del sito per l’élite romana. Il parco si visita sia a piedi sia in immersione subacquea, con biglietto d’ingresso e guide disponibili per approfondire la storia dei luoghi.

3 commenti

  1. Che meraviglia, sarebbe bellissimo poter visitare tutta questa bellezza! Un giorno devo decisamente organizzare un viaggio e scoprirle dal vivo.

  2. Ma che bellezza!
    Sono stata a Napoli, una volta sola, e di questa meraviglia non sapevo! Prossima volta non me la faccio scappare, per forza!

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