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La stretta di mano: un gesto semplice, eppure carico di significati. Da secoli, accompagna le nostre interazioni, dai meeting formali ai saluti tra amici, diventando simbolo di fiducia, rispetto e connessione. Ma vi siete mai chiesti da dove arrivi questo gesto così universale?
Andiamo a scoprire l’affascinante storia di come la stretta di mano è nata e si è evoluta, dalle civiltà antiche fino a oggi, svelando il suo profondo impatto culturale, sociale e persino psicologico. Un viaggio che ci farà capire meglio l’importanza di questo atto senza tempo nel nostro mondo.
Origini, significato e stili
Immaginare il mondo senza strette di mano è quasi impossibile. Le usiamo per salutarci, per dirci addio, per congratularci, per siglare accordi, per fare pace o per incoraggiarci. È un gesto onnipresente.
Nei paesi dell’Est Europa, la stretta di mano è più comune tra uomini. In Occidente, invece, è accettata anche tra uomo e donna, soprattutto in ambito lavorativo. Fanno eccezione i paesi musulmani, dove il contatto fisico tra i sessi è spesso vietato.

1. Le origini della stretta di mano: dall’antica Grecia in poi
La storia della stretta di mano affonda le radici in un passato lontanissimo, evolvendosi nel corso dei millenni. Già nel I secolo d.C., Ovidio la menziona nelle sue Metamorfosi.
Ma è un rilievo del V secolo a.C., oggi al Museo dell’Acropoli di Atene, a mostrarci la prima stretta di mano occidentale tra le dee Era e Atena, simbolo di un accordo rinnovato. Un gesto che unisce, allora come oggi.
Greci e Romani la praticavano, come testimoniano opere d’arte e scritti. Senofonte, il filosofo greco, la descriveva come segno di rispetto e amicizia. Nell’antica Roma, invece, era un gesto formale per siglare accordi e contratti.
Il bassorilievo in questione raffigura le dee protettrici Era e Atena, mentre il popolo ateniese omaggia quello di Samo, rimasto fedele alleato nonostante la sconfitta della flotta ateniese ad Agios Potamoi contro gli Spartani.
Nell’antica Grecia, la stretta di mano era chiamata “dexiosis”, ovvero “dare la mano destra”. In latino, si traduceva con “dextrarum iunctio”, ma questa espressione era riservata alla stretta di mano tra coniugi durante il matrimonio, definita quindi “inter coniuges”.

La stretta di mano, dalla Grecia, si diffuse rapidamente nelle regioni circostanti. Ne è un esempio il rilievo del re Antioco I (69-36 a.C.), sovrano dello stato ellenistico di Commagene, che stringe la mano al dio Ercole.
Ma le origini potrebbero essere ancora più antiche, risalendo all’antica Babilonia (l’attuale Iraq) intorno al 3000 a.C. Rilievi babilonesi mostrano uomini che si porgono la mano destra, un gesto che ricorda una stretta di mano, forse simbolo di pace e fiducia.
Un esempio è il re assiro Salmaneser III che stringe la mano a un sovrano babilonese per siglare un’alleanza.
Omero, nell’Iliade e nell’Odissea, descrive più volte le strette di mano, spesso legate a promesse e manifestazioni di fede. Anche in epoca etrusca, scene di cerimonie funebri mostrano spesso due coniugi che si stringono la mano, o il defunto che saluta i parenti con una stretta di mano prima di allontanarsi dalla vita terrena.
Il gesto era un motivo ricorrente anche nell’arte funeraria greca del IV e V secolo a.C. Le lapidi spesso raffiguravano il defunto che stringeva la mano a un familiare, a significare un addio finale o il legame eterno tra vivi e morti.
Tra i primi cristiani, la stretta di mano potrebbe essere nata come espressione di comunione e uguaglianza. Inizialmente si salutavano con un bacio sulla guancia, ma per ragioni igieniche la pratica si trasformò nella stretta di mano.
Nel Medioevo e nel Rinascimento, la stretta di mano si diffuse in Europa come segno di fiducia, lealtà e sottomissione. Era usata nelle cerimonie feudali, dove i vassalli stringevano la mano al loro signore in segno di fedeltà, e anche in procedimenti legali e transazioni commerciali per simboleggiare un accordo.
I coloni portarono la stretta di mano dall’Europa alle Americhe, dove divenne una pratica comune tra coloni, commercianti e diplomatici per siglare accordi, stringere alleanze ed esprimere amicizia o rispetto. Con l’espansione verso ovest, la stretta di mano si radicò nella cultura e fu adottata dalle tribù dei nativi americani per stabilire relazioni pacifiche.
Il saluto divenne poi un simbolo comune e, nel 1800, i manuali di etichetta includevano spesso istruzioni sulla corretta tecnica della stretta di mano.
Una guida del 1877 ammoniva i lettori: “Un gentiluomo che stringe brutalmente la mano che incontra, o la stringe con forza, non dovrebbe mai avere l’opportunità di ripetere questo gesto”.
2. Il significato della stretta di mano

Sull’etimologia del gesto, gli storici sono quasi tutti d’accordo: la stretta di mano è un’esibizione di “mani vuote”, senza armi, a simboleggiare intenzioni pacifiche. Per questo si usa la mano destra, quella con cui la maggior parte delle persone impugna un’arma. A volte, da qui nascono tipi specifici di strette di mano.
Una teoria suggerisce che la stretta di mano sia nata come gesto di pace e fiducia. Nei tempi antichi, quando due individui si avvicinavano, tendevano la mano destra vuota per mostrare che non impugnavano armi e arrivavano in pace. Un semplice atto che dimostrava la volontà di un’interazione pacifica.
Con l’avvento del commercio e dell’industria nel XIX secolo, la stretta di mano assunse un’importanza decisiva nel mondo degli affari. Divenne simbolo di cooperazione, fiducia e sigillo di accordi commerciali, facilitando negoziazioni, partnership e relazioni interpersonali in ambito economico.
Nel XX secolo, la stretta di mano si affermò come pilastro della diplomazia globale e delle relazioni internazionali. Leader, diplomatici e politici si stringevano la mano in segno di pace, amicizia e comprensione, rendendola una parte essenziale di rituali pubblici, cerimonie e firme di trattati.
Nel XXI secolo, la stretta di mano resta un gesto fondamentale di saluto, riconoscimento e connessione tra le culture. È ampiamente riconosciuta come simbolo di rispetto, fiducia e buona volontà, sia negli affari che nella diplomazia o nelle interazioni personali.
In alcune culture, ha persino un significato religioso o spirituale. Nell’antica Grecia, ad esempio, era un modo per invocare gli dei e chiedere la loro benedizione. In molte culture africane, invece, è vista come un modo per connettersi con gli spiriti degli antenati.
La società si evolve, e con essa la stretta di mano. Con la pandemia globale e l’attenzione all’igiene, abbiamo visto emergere saluti alternativi come il “gomito” e le strette di mano virtuali.
3. Variazioni culturali della stretta di mano
La stretta di mano è un gesto universale, ma nel corso dei secoli si è evoluta in modi diversi nelle varie culture del mondo. Sebbene il concetto di base rimanga lo stesso, il modo in cui viene eseguita e il suo significato possono variare in modo significativo.
Nelle culture occidentali, una stretta di mano decisa con contatto visivo diretto è spesso vista come un segno di fiducia, sicurezza e rispetto. È considerata un modo formale per salutare qualcuno o concludere un accordo. La forza della presa, però, può variare a seconda del contesto e delle persone coinvolte.
Il gesto è comune anche nello sport. Si usa come saluto e anche come ringraziamento all’avversario alla fine della partita.
In alcune tradizioni, quando si rescinde un contratto, la stretta di mano può avvenire con la mano sinistra, a indicare che “l’arma è tornata nella mano destra”.
Al contrario, in alcune culture asiatiche come il Giappone, una stretta di mano gentile e leggera è più comune. Una fermezza eccessiva può essere vista come aggressiva o scortese. Spesso, l’inchino si combina con la stretta di mano come segno di rispetto e umiltà.
In Medio Oriente, le strette di mano possono essere prolungate e accompagnate da una vicinanza all’altra persona. Questo gesto è considerato un saluto caloroso e amichevole, riflettendo l’importanza dei legami personali nella loro cultura.
In alcune culture africane, le strette di mano possono essere accompagnate da una presa dell’avambraccio o da una stretta a due mani. Queste variazioni aggiungono un ulteriore livello di calore e sincerità al saluto.
4. I diversi stili di stretta di mano

La stretta di mano è un gesto universale, usato da secoli. Ma anche se sembra un’azione semplice, il modo in cui stringiamo la mano può rivelare molto su di noi e sulla nostra cultura.
Uno degli stili più comuni è la stretta decisa, spesso vista come segno di fiducia e assertività. Quando qualcuno ti offre una stretta di mano ferma, di solito indica che è sicuro di sé e affidabile. È importante bilanciare la forza della presa dell’altra persona per creare un’interazione equilibrata e rispettosa.
D’altra parte, una stretta di mano debole può essere percepita come segno di debolezza o mancanza di fiducia. Potrebbe dare l’impressione che la persona non sia pienamente coinvolta o interessata all’interazione. Una stretta di mano debole a volte può lasciare una prima impressione negativa, quindi è importante essere consapevoli della fermezza quando si stringe la mano.
4. Il futuro della stretta di mano.
Con l’avvento della tecnologia e la crescente importanza dello spazio personale e dell’igiene, la stretta di mano tradizionale ha subito alcuni cambiamenti.
Saluti alternativi come il pugno, il gomito o anche un semplice cenno di riconoscimento hanno guadagnato popolarità, specialmente in situazioni dove il contatto fisico è sconsigliato o ritenuto inappropriato. Queste alternative permettono di mantenere la connessione sociale e il rispetto senza compromettere i confini personali.
La pandemia di COVID-19 ha messo in primo piano le preoccupazioni per l’igiene e la salute, portando a una diffusione di pratiche come il lavaggio frequente delle mani e l’evitare il contatto fisico. Così la stretta di mano è stata temporaneamente abbandonata in molti contesti, sostituita da saluti o gesti senza contatto.
In futuro, potremmo assistere a uno spostamento verso saluti o gesti senza contatto, come il linguaggio dei segni, che potrebbero diventare la norma, spinti dai progressi tecnologici. Le riunioni virtuali e il lavoro a distanza sono sempre più diffusi, ed è possibile che anche i saluti o i gesti virtuali diventino comuni.
Il futuro della stretta di mano sarà probabilmente influenzato da fattori culturali, sociali e tecnologici. Potrebbe evolversi per adattarsi ai mutevoli bisogni e preferenze di un mondo globalizzato, ma la sua essenza fondamentale come gesto di connessione umana probabilmente persisterà in una forma o nell’altra.
Oggi, la stretta di mano è un gesto universale che supera confini, lingue e origini, fungendo da mezzo di comunicazione e connessione umana. Solo il tempo ci dirà quale sarà il destino di questo gesto universale, mentre continuiamo ad affrontare i cambiamenti sociali e le nuove norme.
Quali sono le origini e il significato della stretta di mano?
Origini incerte: alcuni storici la collegano all’antica Grecia come simbolo di pace, altri a un’origine militare per dimostrare di non portare armi. Il gesto simboleggia uguaglianza, fiducia e assenza di intenzioni ostili, con le mani vuote e visibili.
Quali tipi di stretta di mano esistono e come si esegue correttamente?
Forte (sicurezza), debole (insicurezza), a due mani (calore e sincerità), a morsa (spesso percepita come aggressiva), con palmo verso l’alto (sottomissione). Per una stretta corretta: contatto visivo, sorriso, mano destra con pollice verso l’alto, presa decisa ma non eccessiva, movimento su e giù per 2-3 secondi.
Come varia per contesto culturale, di genere e nel mondo degli affari?
Nei paesi occidentali è un saluto comune; in alcune culture asiatiche è meno diffusa, sostituita ad esempio dall’inchino. Le differenze tra stretta maschile e femminile si stanno appianando con l’evoluzione delle norme sociali. Negli affari, è spesso il primo contatto fisico e può influenzare le prime impressioni: una stretta decisa trasmette fiducia e professionalità.
Come ha cambiato le abitudini la pandemia e quali alternative esistono?
Il COVID-19 ha ridotto il contatto fisico, portando a alternative come saluto con il gomito, pugno chiuso, inchino o cenno del capo. Abitudini che restano diffuse anche dopo, accanto al ritorno della stretta di mano tradizionale in contesti formali, sportivi e religiosi (dove spesso simboleggia pace e riconciliazione).

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