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Santuario Cava dei Tirreni e presepe

Fascino dell'architettura religiosa barocca con chiesa storica nelle montagne italiane, dettagli completi e vista panoramica.
Abbazia benedettina della Santissima Trinità a Cava dei Tirreni
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Cava dei Tirreni, una città medievale a un tiro di schioppo dalla Costiera Amalfitana, nasconde tesori inaspettati. Tra questi, spicca il Santuario di San Francesco, custode di una cripta suggestiva e di un presepe storico che da solo meriterebbe il viaggio. Non a caso, personaggi come Goethe e John Ruskin si sono lasciati incantare da questi luoghi.

Cava dei Tirreni, in Campania, provincia di Salerno, dista appena 5 km dalla Costiera Amalfitana. Una città medievale con un patrimonio artistico e culturale da scoprire, che ha attratto visitatori illustri come Goethe e John Ruskin.

Oltre a perdersi tra i portici del centro storico, ci si può immergere nella storia visitando i suoi numerosi edifici storici e religiosi.

Cosa vedere in un weekend a Cava dei Tirreni

Santuario di San Francesco e Sant'Antonio a Cava dei Tirreni, facciata e piazza antistante in provincia di Salerno.
Santuario di San Francesco e Sant’Antonio
Silenzio, cappella storica con arredi in legno, vaso di fiori e finestra con vetrata decorativa, ambiente sacro tranquillo, ideale per meditazione e preghiera, foto di un luogo di spiritualità.
Cripta

Una passeggiata lungo il corso Umberto I ti porterà dritto nella sontuosa piazza S. Francesco, dominata dal Santuario Francescano, dedicato ai santi Francesco e Antonio di Padova. Da qui, lo sguardo spazia sull’ingresso del Borgo Scacciaventi, sulla Basilica Pontificia S.Maria Dell’Olmo e sull’Ospedale Civile “Santa Maria Incoronata”.

Il Santuario di San Francesco e Sant’Antonio a Cava dei Tirreni

Il Santuario francescano si articola su tre livelli: la Chiesa superiore, la cripta e la chiesa inferiore. Sulla destra si erge il campanile, alto quasi 36 metri. L’accesso alla Cripta inferiore dell’Immacolata Concezione si trova sulla destra della struttura, e al centro della navata si può ancora vedere il pozzo dove fu scoperta una sorgente d’acqua.

Breve storia del Santuario Francescano

Costruito con travertino e tufo, il Santuario ha un interno a croce latina, con tre navate lunghe tra i 35 e i 37 metri. Le prime pietre furono posate nel 1492. La chiesa e il convento annesso, affidati ai frati francescani, hanno subito diverse trasformazioni, raggiungendo il massimo splendore nel XVII secolo.

Nonostante i danni subiti da vari terremoti nel corso dei secoli, il Santuario e la Cripta sono stati restaurati e oggi brillano di nuova luce.

Le celebrazioni religiose del Santuario di Cava dei Tirreni

  • Sant’Antonio, il 13 giugno e il 17 e 18 febbraio
  • Il 4 ottobre si festeggia san Francesco
  • l’8 dicembre l’Immacolata Concezione;
  • il 30 aprile e 1º maggio si ricorda l’Incoronazione del quadro della Vergine.

Il Convento e il Presepe monumentale

Altezza natalizia con presepe e decorazioni festive, ambiente caldo e accogliente, perfetto per il periodo di Natale, con alberi decorati, luci e simboli della religiosità natalizia.
interno chiostro
Finestra con arco in pietra sulla facciata di un edificio storico, scenario di architettura antica e fascino tradizionale. Perfetta per umanizzare un blog di storia e cultura italiana.
entrata

Il convento, costruito di recente alle spalle del Santuario, ha una forma quadrangolare e un ampio chiostro porticato su tre lati. Qui si tengono eventi gastronomici e mostre. Dal chiostro si accede alle sale al piano superiore, dove è allestito il presepe monumentale.

Il Presepe monumentale del Santuario di Cava dei Tirreni

Vignetta di un paesaggio natalizio con figurine di persone e case in miniatura in stile natale, decorazioni festive e dettagli artistici in un ambiente suggestivo e accogliente.
vita quotidiana
Santuario Cava dei Tirreni e presepe
Santuario e Abbazia a Cava dei Tirreni
Santuario Cava dei Tirreni e presepe interno santuario
presepe di cava

Il percorso presepiale permanente, esteso per circa 1000 m², ti guiderà attraverso scenografie che vanno dal presepe settecentesco napoletano a quello orientale. Un vero incanto ammirare le collezioni di pastori, animali e le antiche statue dei Re Magi, con i loro cavalli e musici, opere del Balzico, recuperate miracolosamente dalle macerie del terremoto dell’80.

L’Abbazia della Santissima Trinità

La Trinità della Cava, o Badia di Cava, è un’abbazia benedettina a pochi chilometri da Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno. Si trova in una gola, tra le colline Finestra e l’amena valle del ruscello Selano.

Qui, in una grotta naturale, intorno al 1011, il salernitano Alferio si ritirò in cerca di Dio, ricevendo visioni mistiche. Attorno a lui si radunarono i primi discepoli, e qui morì il 12 aprile 1050.

Santuario Cava dei Tirreni e presepe
Il salernitano Alferio

La storia della Cattedrale Abbazia Badia di Cava

Santuario Cava dei Tirreni e presepe
Abbazia della Santissima Trinità

Il Monastero della Santissima Trinità a Cava è il più antico monastero benedettino d’Italia ancora attivo, con una storia ininterrotta dal 1011. Il fondatore dell’Abbazia della Santissima Trinità è S. Alferio Pappacarbone, nobile longobardo che nel 1011 si ritirò nella grotta Arsicia per dedicarsi alla vita eremitica. La sua fama di santità attirò presto numerosi discepoli, spingendolo a costruire un monastero.

I primi quattro abati furono canonizzati, e altri otto beatificati. Tra questi, spicca Pietro I, fondatore della congregazione monastica Ordo Cavensis, che creò una potente rete di chiese e conventi nel Sud Italia.

Dopo la morte di Sant’Alferio (12 aprile 1050), ben 11 santi o beati si susseguirono come abati del monastero:

  • S. Leone I (1050-1079),
  • S. Pietro I (1079-1123),
  • S. Costabile, 1123-1124), beato.
  • Simeone (1124-1140), beato.
  • Falcone (1140-1145), beato.
  • Marin (1145-1170), beato.
  • Benincasa (1171-1194), beato.
  • Pietro II (1195-1208), beato.
  • Balsamo, 1208-1232), beato.
  • Leonardo (1232-1255), beato.
  • Leone II (1268-1295).

Per quasi due secoli, Cava de’ Tirreni divenne il fulcro di una vasta congregazione monastica, arrivando a contare ben 3000 monaci durante l’abbaziato di Pietro I. Cava fu un baluardo della riforma cluniacense, schierandosi con i papi riformatori nella lotta per le investiture tra l’XI e il XII secolo.

La prosperità spirituale del monastero ebbe però un rovescio della medaglia: l’abbazia accumulò molti feudi, ottenendo l’indipendenza dai vescovi locali e iniziando a partecipare alla politica, un destino comune per i monasteri ricchi. Nel 1394, durante lo Scisma d’Occidente, papa Bonifacio IX elevò l’abate di Cava de’ Tirreni al rango di vescovo. Da quel momento, il monastero non fu più governato da abati eletti dai monaci, ma da vescovi nominati “dall’alto”.

Nel 1441, uno di questi vescovi, Fusco, ricevette la berretta cardinalizia e partì per Roma, governando Cava a distanza. Questo segnò l’inizio di un periodo in cui il monastero divenne un’encomenda: estranei, mai stati sul posto, percepivano le rendite del monastero, disinteressandosi completamente della sua vita interna.

Il XV secolo fu quindi un periodo di profondo declino per Cava, con pochi monaci rimasti. L’ultimo commendatario, Oliviero Carafa (1485-1497), trovò la forza di rinunciare al controllo remoto del monastero, affidandolo alla congregazione benedettina di San Giustina di Padova (poi confluita in Montecassino). Così, dalla fine del XV secolo, Cava de’ Tirreni riacquistò la sua autonomia.

Cava de’ Tirreni sopravvisse a entrambe le grandi secolarizzazioni del 1807 e del 1866, riconosciuta come tesoro nazionale. Oggi, Cava è un’abbazia territoriale, il che significa che l’abate locale ha autorità spirituale sulle parrocchie secolari.

Come si entra nell’Abbazia benedettina di Trinità di Cava dei Tirreni

Si accede alla basilica attraverso un imponente portone. L’interno è luminoso e armonioso, grazie al rivestimento chiaro delle pareti e alla pavimentazione in marmi policromi. A prima vista, l’Abbazia sembra di dimensioni contenute, ma l’interno è vasto e ramificato, estendendosi su sette livelli. Nel corso dei secoli, l’Abbazia è stata modificata e ampliata, ma conserva ancora diversi elementi medievali.

La chiesa abbaziale e la maggior parte degli altri edifici furono completamente rimodernati nel 1796, ma l’antico chiostro gotico è rimasto intatto.

Tra le meraviglie del complesso religioso, spiccano l’organo, diversi sarcofagi antichi, la tomba della regina Sibilla di Borgogna (morta nel 1150) e una serie di sepolture di eminenti ecclesiastici. L’abbazia ospita anche una vasta raccolta di documenti pubblici e privati, i più antichi risalenti all’VIII secolo, tra cui il più antico codice di leggi longobarde dell’XI secolo e la cosiddetta Bibbia La Cava del IX secolo.

A sinistra della chiesa, si apre l’ingresso al salone del chiostro, una sala quadrata da cui si accede all’ufficio delle guide o a un corridoio che porta all’abbazia stessa. L’architettura è insolita, soprattutto per la posizione del chiostro. Il monastero sorse dalla grotta di S. Alferio, quindi il chiostro è annesso direttamente ad essa. Su questo piccolo cortile con colonne in miniatura, incombe un’enorme roccia.

Le Cappelle dell’Antica Basilica dei SS. Padri Cavensi

Entrando dalla sagrestia, si trovano due cappelle con pregevoli sculture di Camaino. A sinistra di un altare, un portale marmoreo del XV secolo con una porta intarsiata del XVI secolo. A destra, invece, due gruppi di donne e soldati romani ai piedi della croce.

Il Chiostro e il Capitolo Vecchio

Faro di giustizia con dipinti sacri sul soffitto, pareti adornate con affreschi religiosi e arredi in legno antico in stile barocco, ambiente interno di una chiesa o cappella storica italiana.

Capitolo Vecchio

Sul retro della Chiesa, nonostante lo spazio ridotto tra la grotta Arsicia e il ruscello Selano, si trova un piccolo chiostro dei secoli XI-XIII. Adiacente al chiostro è la grande sala del Capitolo vecchio del XIII secolo, dove sono conservati sarcofagi di illustri personaggi che scelsero di riposare tra quelle mura.

La Biblioteca e l’Archivio

La biblioteca della Badia vanta oltre 80.000 volumi catalogati e distribuiti in tre sale. Le discipline più rappresentate sono la Patristica, la Teologia, il Diritto e, soprattutto, la Storia. Di grande valore è l’Archivio, risalente al 1025 e rinnovato nel 1779. Contiene preziosi manoscritti pergamenacei e cartacei, più di 15.000 pergamene (la più antica del 792) e un considerevole numero di documenti cartacei. L’accesso alla biblioteca e all’archivio, riservato agli studiosi, è possibile dalle 8:30 alle 12:30 nei giorni feriali.

Biblioteca storica con scaffali di legno pieni di libri antichi e preziosi, illuminata da lampadari eleganti, creando un ambiente accogliente e raffinato per gli amanti della lettura e dello studio.

Biblioteca della Badia

Il Museo della Badia

La volta della splendida sala del XIII secolo, adibita a museo, è stata rifatta a causa di lesioni. Originariamente faceva parte di una foresteria. Oggi il Museo raccoglie una buona parte delle opere d’arte possedute dalla badia.

Il Cimitero Longobardo

I sotterranei della badia, del chiostro e delle costruzioni adiacenti, furono adibiti a cimitero per monaci e uomini illustri.

Percorso visite guidate

Il percorso di visita guidata include: Cattedrale, Cappella dei SS. Padri Cavensi, Grotta di Sant’Alferio, Le Antiche Cappelle con altari dell’XI secolo, Chiostro romanico, Antica e Nuova Sala Capitolare, Cappella di San Germano, Catacombe, Cimitero Longobardo, Museo.

Percorsi di trekking

Dalla Badia di Cava dei Tirreni, parte un lungo percorso di trekking che attraversa l’Alta Via dei Monti Lattari, conducendo fino a Punta Campanella, l’estremo lembo del Golfo di Salerno.

Indirizzo Santuario

Le visite pomeridiane all’Abbazia della Santissima Trinità sono su prenotazione.

Indirizzo: Abbazia Benedettina SS. Trinità Via M. Morcaldi, 6 Badia di Cava

8 commenti

  1. non sono mai stata a cava dei tirreni ma senz\’altro se ci andrò non posso perdermi la visita a questa abbazzia, una tappa è di dovere davvero molto bella

  2. Sono stata tanti anni fa da ragazzina a Cava dei Tirreni e sicuramente all\’epoca non ho avuto modo di apprezzare le bellezze storiche della cittadina. Assolutamente da ritornare.

  3. Un posto davvero ricco di storia e di cultura, devo annotarmelo e passarci quando sono da quelle parti!

  4. non ci sono mai stata, ma mi piacerebbe molto andarci un luogo da visitare assolutamente

  5. Belle foto eh si il 4 ottobre si festeggia San Francesco ovunque ed la data del mio matrimonio

  6. Che meraviglia, grazie per questa descrizione così dettagliata. Io non ho avuto modo di visitarla ma è veramente da non perdere.

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