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Dagli eyeliner marcati degli antichi Egizi alle palette scintillanti di oggi, la storia del make-up è un viaggio affascinante che attraversa millenni e culture. Riguarda la bellezza ma anche lo status, le credenze e le rivoluzioni sociali.
Il desiderio di abbellirsi è antico quanto l’uomo. Per secoli, però, il lusso dei cosmetici era appannaggio di pochi. Certo, oggi troviamo make-up per tutte le tasche, ma una crema di lusso o un siero costosissimo restano ancora un simbolo di un certo status, un po’ come gli idratanti di marca che solo una piccola parte della società può permettersi.
Il trucco, uno specchio dei tempi
Il trucco ha sempre raccontato una storia. Quella dei ricchi che si distinguevano dai poveri, quella delle donne che sfidavano le convenzioni, quella di intere civiltà che esprimevano la propria identità attraverso colori e profumi. Solo in tempi recenti il make-up è diventato davvero un prodotto per tutti.
Egitto: dove tutto ebbe inizio

Il Nord Africa, in particolare l’antico Egitto, è la vera culla dei cosmetici. Gli Egizi amavano gli occhi grandi ed espressivi, come testimoniano i numerosi contenitori e kit di trucco ritrovati nelle loro tombe.
Già tra il 4000 e il 3500 a.C., dipingevano gli occhi con il celebre “occhio di gatto”. Ma l’elemento più iconico era il kohl, una miscela di metallo, piombo, rame, cenere e mandorle bruciate, usata sia da uomini che da donne. Non era solo una questione estetica: credevano che li proteggesse dagli spiriti maligni. Ancora oggi, in alcuni villaggi egiziani, si usa il kohl per allontanare il malocchio dai bambini.
I cerchi di kohl non solo tenevano lontani gli spiriti, ma servivano anche a riparare gli occhi dal sole accecante del deserto.
La regina Cleopatra, nel I secolo a.C., era una vera esperta di bellezza. I suoi bagni nel latte d’asina con miele, gli scrub con sale marino e panna, e le maschere sbiancanti a base di argilla bianca, latte, miele e succo di limone sono leggendari. Per una pelle radiosa usava un unguento a base di grasso d’orso, mentre per capelli forti ricorreva a un unguento di grasso di leone.
Gli Egizi combattevano i capelli grigi con sangue di toro nero e uova di corvo. Al posto dello shampoo, usavano tuorli d’uovo montati con miele e olio di mandorle. E per il “trucco” degli occhi? Carbone per occhi e sopracciglia, malachite schiacciata per ombretti verdi, polvere di smalto blu, lapislazzuli e una miscela di minerale di piombo con antimonio.
I più ricchi non si accontentavano di truccarsi a casa: portavano con sé piccoli kit di trucco intagliati e decorati con gemme, per ritocchi veloci. Cleopatra stessa, quando salì al trono nel 51 a.C., sfoggiava un rossetto rosso brillante ricavato da coleotteri schiacciati, una tintura ancora in uso. I poveri, invece, dovevano accontentarsi di argilla, decisamente meno vivace.
Grecia e Roma: tra bellezza e pericoli

Dall’Egitto, la cosmesi migrò in Grecia e a Roma. Anche qui, volti dipinti con polveri minerali e pietre macinate erano all’ordine del giorno. Gli antichi medici romani si occupavano di pelle, capelli e della ricerca dell’elisir di giovinezza. Cosmetologia e medicina andavano di pari passo, tanto che nacquero i primi “cosmetologi” e parrucchieri.
L’Impero Romano spendeva cifre folli in prodotti cosmetici, tanto da dover introdurre leggi per limitarne l’importazione. Le donne proteggevano la pelle con miele e oli vegetali. Al posto del rossetto, usavano ossido di ferro mescolato a cera d’api, olio d’oliva e carbone. Per un pallore languido, applicavano gesso, reso più stabile con grasso di latte d’asina. Il piombo però si accumulava nel corpo, avvelenando lentamente. Non meno pericolosa era la “crema di bellezza” a base di grasso di agnello, fecola di patate e ossido di stagno.

Nell’antica Grecia, i primi saloni di bellezza e parrucchieri fiorirono. La pettinatura di una donna ne definiva lo status: più era elaborata, più la signora era nobile. A Roma, ogni donna che si rispettasse doveva coprirsi la pelle con uno spesso strato di piombo bianco, allineare gli occhi, attaccare sopracciglia di pelle di topo e ciglia finte. I denti venivano ricoperti di smalto al succo di corniolo, o si inserivano denti artificiali. Brufoli, verruche e nei erano mascherati dalle “mosche”.
Le unghie erano curate con una costosa vernice ricavata da rari molluschi. Cinabro e piombo rosso erano usati nei rossetti. Le donne greche furono le prime a decolorare i capelli.
Oriente: il culto della bellezza femminile
Il desiderio di guance rosse è antico. I faraoni usavano grassi colorati, i Greci paste di bacche schiacciate. L’imperatrice cinese Ying Jifei, considerata una delle quattro bellezze leggendarie della Cina, doveva la sua fama anche all’uso costante del fard.
A Roma, il trucco (rossetto, cipria) era un segno distintivo delle donne che non dovevano lavorare al sole, quindi appartenenti a classi agiate. Dal III millennio a.C., anche le donne orientali si dedicavano intensamente ai cosmetici. India, Giappone e Cina coltivavano un culto della bellezza femminile. La Cina, in particolare, ci ha regalato smalti per capelli e smalti per unghie, mascara e molti altri segreti di bellezza.
Si dice che i nobili cinesi si dipingessero le dita con oro e argento per sottolineare il loro status. Fin dall’infanzia, le bambine cinesi imparavano i segreti della cura della pelle e le regole per applicare i cosmetici. Applicavano molta calce, si tingevano le sopracciglia ad arco e davano alle guance e alle labbra il colore della “ciliegia matura”.
Smalto per unghie: un simbolo di classe
Lo smalto per unghie fece la sua comparsa nelle antiche culture asiatiche tra il 3000 e il 1500 a.C. I Cinesi usavano colori mescolati con uovo, cera d’api o gomma arabica. Anche qui, i ricchi si distinguevano: l’aristocrazia cinese sfoggiava colori vivaci, mentre le masse si limitavano a tonalità chiare.
Inghilterra vittoriana: il trucco proibito
A metà del 1800, nell’Inghilterra vittoriana, la regina Vittoria dichiarò il trucco volgare, adatto solo a prostitute o attrici. Ma con l’avvento dell’epoca edoardiana (1901-1910), le donne erano ansiose di liberarsi da questo divieto. Lo stigma sul trucco non scomparve subito: le donne negavano di usarlo, ma si intrufolavano nei saloni di bellezza per acquistare i prodotti di nascosto.
Medioevo: la pelle pallida come ideale
Nel Medioevo, ogni forma di abbellimento era vista come “opera del diavolo”, quindi i cosmetici non erano molto apprezzati. Eppure, nel 1190, il re di Francia Filippo Augusto emanò un decreto che concedeva privilegi a chi produceva cosmetici e acque profumate. Il trucco divenne così complesso che si chiamavano artisti per applicarlo.
Dal tardo Medioevo fino alla fine del XIX secolo, la pelle pallida era l’ideale di bellezza. Solo prostitute e donne di classi inferiori osavano colorare labbra, guance o occhi. Per ottenere una pelle bianchissima, le donne si dipingevano viso, collo e petto con la ceruse, una miscela di piombo e aceto, per nascondere imperfezioni come i segni del vaiolo.
Le donne alla moda si strappavano sopracciglia e ciglia per enfatizzare il pallore della pelle e la levigatezza del viso.

Elisabetta I d’Inghilterra, con il suo viso bianco e la fronte ampia (il piombo nella ceruse spesso causava la caduta dei capelli), è un’icona di questo look, popolare per secoli. Le donne che usavano la ceruse a base di piombo spesso finivano con paralisi muscolari o, peggio, nella tomba.
L’era moderna: il trucco per tutti
Nel XIX secolo, il trucco fu abbandonato, ma i colori vivaci tornarono di moda con il movimento delle suffragette all’inizio del XX secolo. Oggi, i colori chiari e il “trucco che non c’è”, la naturalezza lussuosa e i lucidalabbra dalle sfumature delicate sono di tendenza.
Nel corso dei secoli, la moda del trucco ha subito innumerevoli cambiamenti, ma una cosa è rimasta costante: il desiderio di bellezza. All’alba del XX secolo, finalmente, prodotti come rossetti, mascara e smalti per unghie divennero accessibili a tutti. Il trucco moderno permette a ogni donna di esaltare la propria natura, con sensualità e tenerezza.

La storia del makeup nel tempo è sempre affascinante, un\’articolo interessante e ricco di informazioni.
La storia dei cosmetici mi affascina molto specie quello degli egizi è stupefacente
Il trucco per gli Egizi, aveva proprio una funzione religiosa… e Liz Taylor nel film su Cleopatra ha un trucco strepitoso!
molto interessante… in effetti le origini dei cosmetici e del make up sono davvero molto antiche ed hanno interessato tutti i popoli anche se con tempistiche e modalità diverse