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Storia del rossetto rosso nel tempo

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Il rossetto rosso: un simbolo di seduzione e sex appeal che ci accompagna da millenni. Non è un’esagerazione: la sua storia affonda le radici nell’antico Egitto, almeno 5.000 anni fa. E la cosa sorprendente è che all’epoca non erano solo le donne a sfoggiarlo. Uomini e donne, indistintamente, si dipingevano le labbra con una miscela di ocra rossa, carminio, cera e grasso. Un antenato del rossetto che conosciamo oggi.

Ancora oggi, il fascino del rosso scarlatto sulle labbra è irresistibile. Che sia opaco o brillante, in stick o liquido, è un elemento immancabile nella borsa di ogni donna e basta da solo a creare un look semplice ma d’impatto. Marilyn Monroe, icona di stile, lo diceva chiaro e tondo: “Il rossetto è come la moda, rende le donne una vera donna”. Ma conosciamo davvero la sua lunga e affascinante storia?

Le mille forme del rossetto

Storia del rossetto rosso nel tempo

Il rossetto ha cambiato pelle molte volte nel corso dei secoli. A volte era una polvere da mescolare con acqua e olio, altre un semplice pastello. Non sappiamo con certezza quale civiltà abbia avuto l’intuizione per prima, forse una cultura ormai dimenticata. Ma una cosa è certa: fin dall’antichità, l’uomo ha cercato modi per esaltare il proprio aspetto.

Donne: metti il ​​rosso sulle labbra e attacca.

Coco Chanel

La storia del rossetto rosso, e più in generale dei cosmetici antichi, è stata ricostruita grazie al lavoro degli archeologi. Tombe, dipinti e sculture ci hanno restituito preziose informazioni sui trattamenti di bellezza e sui primi profumi. Una testimonianza che la ricerca della bellezza è un istinto antico quanto l’uomo, e che il fascino delle labbra rosse, dopo millenni, è ancora intatto.

Dall’antico Egitto al XX secolo: un viaggio nel tempo

Tremila anni fa, nella civiltà sumera, si usavano già piombo bianco e polvere di roccia rossa per colorare le labbra. Ma è nell’antico Egitto che il rossetto diventa un’abitudine quotidiana, sia per uomini che per donne. Gli egiziani lo ricavavano principalmente dall’ocra, a volte mescolata con gomme di resina per renderlo più viscoso.

Inizialmente, in Egitto, serviva anche a proteggere le labbra dal vento e dal sole cocente: una miscela di grasso animale e pigmento rosso (carminio). Poi, il rossetto sbarca a Roma e nell’antica Grecia.

Antico ritratto di una donna egizia con gioielli e abiti tradizionali, rappresentazione della cultura e storia dell'antico Egitto.
Cleopatra

Nell’antica Roma, si usava un rossetto chiamato Fucus, a base di colorante vegetale rosso porpora, mercurio e depositi di vino rosso. Si narra che Cleopatra fosse una grande estimatrice del rossetto, tanto che ancora oggi esiste un rossetto magenta che porta il suo nome.

Nell’antica Grecia, invece, il rosso sulle labbra era un tabù per le donne perbene, concesso solo alle cortigiane. La composizione era tutt’altro che invitante: vernice rossa, sudore di pecora ed escrementi di coccodrillo.

Anche nelle Americhe il rossetto rosso era molto popolare. Le donne Maya, come testimonia “Il Codice Grolier” del XIII secolo, usavano la pittura per abbellire le labbra.

Medioevo: il rossetto bandito

In Italia, nel 1200 d.C., la Chiesa e il cristianesimo misero al bando il rossetto. Nel Medioevo, la Chiesa controllava ogni aspetto della vita, dall’alimentazione all’aspetto fisico. Il rossetto fu dichiarato un’invenzione del diavolo, e le donne che lo usavano venivano additate come seguaci del culto demoniaco.

Le donne dovevano apparire modeste, e i colori vivaci erano malvisti. Erano tollerati solo colori tenui come il bianco o il rosa, simbolo di purezza. Molte donne, però, aggiravano il divieto creando il proprio colore per le labbra con grasso di agnello e radici rosse tritate.

Rinascimento: l’influenza reale

Nonostante il clero britannico nel 1500 cercasse di etichettare il rosso come “demoniaco”, la regina Elisabetta I sfidava le convenzioni. Usava una miscela di cocciniglia, gomma arabica, albume e latte di fico per creare un rosso brillante.

  • Nel XVII secolo, la regina Vittoria proibì l’uso del rossetto rosso, considerandolo un prodotto per prostitute e attrici.
  • Nel XVIII secolo, il governo britannico arrivò a promulgare una legge che permetteva a un uomo di annullare il matrimonio se la moglie indossava il rossetto rosso al momento delle nozze.

Nella Francia pre-rivoluzionaria, le donne si coloravano il viso con vari prodotti. Il volto “naturale” era riservato alle prostitute.

La prima pubblicità: fine del XIX secolo

Il rossetto rosso tornò in auge alla fine del XIX secolo, nel 1860, grazie all’industria cosmetica. In America, la prima pubblicità di un rossetto a base di scarabeo cocciniglia risale agli anni ’80.

Il rossetto moderno: fino ai giorni nostri

I rossetti come li conosciamo oggi fecero la loro comparsa nel 1883, quando i profumieri francesi presentarono una nuova formula a un’esposizione ad Amsterdam. Il debutto ufficiale del rossetto moderno fu a Parigi nel 1884: custodito in seta, era fatto con olio di ricino e sego di cervo.

Negli anni ’20, il rossetto nero tornò di moda, spesso sfoggiato dagli attori nei film muti. Gli ultimi uomini a portare il rossetto, prima della Rivoluzione francese, appartenevano all’aristocrazia francese.

Elegante ritratto in bianco e nero di una donna con abiti storici, cappello con fiori e mantello riccamente decorato, stile vintage, repertorio di moda d'epoca.
Jan. 1, 1890 – Paris, France – French actress SARAH BERNHARDT (20.10.1844 – 26.03.1923) (Credit Image: © KEYSTONE Pictures USA/ZUMAPRESS.com)

Nel 1870, il marchio parigino Guerlain lanciò un rossetto a base di melograno, olio e cera d’api. A Hollywood, l’attrice Sarah Bernhardt era famosa per le sue labbra rosse.

All’inizio del XX secolo, il trucco divenne finalmente accettabile a livello sociale. Un momento chiave fu la comparsa delle suffragette per le strade di New York City, con le labbra di un rosso vivo, a simboleggiare la loro lotta. Nel 1915, Maurice Levy inventò il primo rossetto con custodia in metallo. Nonostante questi progressi, gli ingredienti dei rossetti contenevano ancora sostanze tossiche e il colore non durava a lungo.

Negli anni ’30, il mondo della pubblicità e del marketing iniziò a interessarsi alla cosmesi. I rossetti contribuirono all’economia di guerra, perché le donne che non potevano servire al fronte aiutavano l’economia acquistandoli.

Negli anni ’40, nacquero i primi rossetti a lunga tenuta, con varianti in tubetti a rotazione. Sullo schermo in bianco e nero, sempre più star sfoggiavano labbra incredibilmente scure.

Gli anni ’50 furono l’età d’oro del rossetto rosso, simbolo di sensualità e attrattiva, grazie a icone come Marilyn Monroe, Rita Hayworth e Ava Gardner.

Negli anni ’60, le femministe rifiutarono il rossetto, considerandolo un modo per compiacere gli uomini.

Tra il 1970 e il 1980, i rossetti, prima disponibili solo in rosso e nelle sue sfumature, si arricchirono di nuove tonalità, come il rosa e il blu.

Negli anni ’80, il rossetto rosso tornò prepotentemente di moda, anche grazie a Madonna.

Negli anni ’90, con la tendenza Grunge, le donne preferirono il marrone e le sue sfumature al rosso. La fine degli anni ’90 vide un forte ritorno ai pastelli morbidi.

Manifestazione storica femminile con donne in abiti d'epoca e bandiere americane durante una parata. Ricorda l'importanza del movimento femminista e della lotta per i diritti civili. Fotografia in bianco e nero di grande impatto storico.
Suffragettes marching in New York with a young baby. Photo from American Press Association, May 1912

Sempre negli anni ’90, nacque un nuovo tipo di rossetto che ha conquistato molte donne: il rossetto liquido. Si applica come un lucidalabbra, ha una consistenza fluida e si asciuga opaco o semi-opaco, garantendo una lunga tenuta. Con l’avvento della discoteca e del glamour, le labbra rosse lucide tornarono di moda. La cultura glam e punk rock contribuì ad aumentare la domanda di rossetti luminosi, sia per uomini che per donne.

Di cosa è fatto il rossetto?

Negli ultimi mille anni, la produzione dei rossetti è cambiata, ma il principio di base è rimasto lo stesso. Oggi, quasi tutti i rossetti contengono questi ingredienti:

  • Cera: permette al rossetto di scorrere facilmente sulle labbra e gli conferisce la sua consistenza caratteristica. Le più usate sono la cera d’api, la cera di candelilla (estratta da una pianta arbustiva) e la cera di carnauba (dalle foglie delle palme brasiliane).
  • Oli: costituiscono oltre il sessanta percento del rossetto. I più comuni sono l’olio di ricino, l’olio di jojoba, l’olio di lanolina e il burro di cacao. Aiutano a mantenere le labbra idratate e nutrite, evitando che il rossetto le secchi.
  • Pigmento: può essere un colorante naturale, come il carminio (estratto da piccoli insetti), o un colorante sintetico creato in laboratorio.
  • Alcool: usato come diluente per cere e oli.
  • Fragranza: molti oli, come l’olio di argan, non hanno un odore gradevole. Per questo, i produttori aggiungono piccole quantità di fragranza per rendere il rossetto più piacevole all’olfatto.

Il rossetto rosso oggi

Nei primi anni 2000, le donne hanno iniziato a scegliere il rossetto basandosi esclusivamente sull’umore, senza rinunciare ai colori vivaci. Nel XXI secolo, il rossetto è diventato un simbolo di sicurezza, femminilità e fascino. In molte culture, si crede che indossare il rossetto rosso segni il passaggio di una ragazza all’età adulta. Fortunatamente, il contenuto di sostanze nocive è stato ridotto al minimo.

Con l’evoluzione della moda e del trucco, i rossetti sono disponibili in moltissimi colori e contengono spesso cere, oli, grassi, emollienti e pigmenti. Gli emollienti, come la vitamina E e l’aloe, agiscono come idratanti. Il rossetto è diventato versatile, perfetto sia per un trucco leggero quotidiano che per un look serale più audace.

Da quando esiste il rossetto rosso?

Almeno 5.000 anni, dall’antico Egitto, dove veniva usato sia da donne sia da uomini con una miscela di ocra rossa, carminio, cera e grasso. Nel tempo si è evoluto da ingredienti naturali a formulazioni sintetiche moderne, disponibili oggi in versioni stick, opache o brillanti.

Perché il rossetto rosso resta un simbolo di femminilità?

Per l’effetto immediato di seduzione ed eleganza che il colore scarlatto comunica sulle labbra, un’associazione culturale radicata da millenni. Resta un elemento centrale anche nel make-up minimal, capace da solo di definire un look sobrio ma d’impatto.

2 commenti

  1. Non sapevo che il rossetto avesse una storia molto lunga di quello che avevo studiato a scuola, grazie!

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