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Immagina un film muto, scolpito nella pietra, che si snoda per quasi quaranta metri verso il cielo di Roma. Non è una favola bensì la Colonna Traiana, un capolavoro che da quasi duemila anni racconta, scena dopo scena, le gesta dell’imperatore Traiano. Un monumento che ha ispirato generazioni, resistendo al tempo e alle mode, e che ancora oggi ci lascia a bocca aperta nel Foro Romano, proprio lì dove un tempo pulsava la vita dell’antica Roma, a due passi dal Quirinale.
Questa colonna, un gigante di marmo con un fregio a spirale che sembra non finire mai, è un diario di guerra. Centocinquantacinque scene scolpite con una precisione incredibile, che narrano la vittoria di Traiano sui Daci, un popolo temibile ma valoroso. È un’opera d’arte e anche una finestra spalancata sulle campagne militari romane e sulla vita di allora. Secoli dopo, mentre Roma vedeva crollare i suoi monumenti, la Colonna Traiana restava lì, a incantare e a ispirare. Tanto che, nel Rinascimento, un Papa decise di sostituire la statua di Traiano con quella di San Pietro, quasi a voler consacrare questo antico manufatto.
La Colonna Traiana: un film di pietra!
Eretta nel 113 d.C. per celebrare le vittorie di Traiano in Dacia (l’attuale Romania), la Colonna Traiana, che si erge maestosa a Roma, è un racconto epico scolpito nel marmo. Il fregio a spirale, lungo oltre 160 metri, è popolato da più di 2.500 figure umane, un esercito di pietra che narra le conquiste di Traiano. L’imperatore stesso compare ben 59 volte, protagonista indiscusso di questa epopea. Gli scultori, con una cura quasi maniacale, hanno riprodotto vesti e armature di Romani e Daci, fornendo agli storici un tesoro di informazioni. Ma quali sono le scene più significative?




Le prime scene: la preparazione alla guerra
Si comincia con i soldati romani che si preparano alla battaglia, costruendo strade, ponti e fortificazioni. Poi, l’imperatore Traiano lascia Roma, scortato dai suoi generali e soldati. E infine, l’esercito romano attraversa il Danubio, il fiume che segnava il confine con la Dacia.
Il cuore del racconto: le battaglie
Il fregio si anima con scene di battaglia, dove i legionari romani si scontrano con i guerrieri daci, usando macchine d’assedio e catapulte. Traiano, prima di ogni scontro, arringa le sue truppe, spronandole al coraggio. E poi, l’esercito romano assedia e conquista le roccaforti dacie, fortezze e città che cadono sotto i colpi dei Romani.
Il gran finale: la vittoria



Traiano celebra il suo trionfo sui Daci, con prigionieri che vengono condotti via e il bottino di guerra esposto. Il re dace Decebalo si arrende a Traiano, segnando la fine del conflitto. Le scene finali mostrano l’esercito romano in festa, soldati che esultano per la vittoria.
Dettagli e curiosità
Non mancano scene che mostrano gli ingegneri romani al lavoro, a costruire strade e ponti, a sottolineare l’importanza delle infrastrutture nelle campagne militari. E poi, un tocco di umanità: donne e bambini daci che fuggono o vengono fatti prigionieri, a ricordarci il prezzo della guerra. Infine, le divinità romane, come Giove e Marte, vegliano sull’esercito, garantendo la vittoria.
John Coulston, un luminare dell’Università di St Andrews, ha studiato la colonna da vicino durante i restauri degli anni ’80 e ’90. La sua conclusione? Non c’era un genio solitario dietro gli intagli. Piccole imperfezioni, finestre che interrompono le scene, altezze incoerenti: tutto suggerisce che gli scultori lavorassero “al volo”, basandosi su racconti e testimonianze delle guerre. E la cosa più sorprendente è che la colonna non è solo un inno alla battaglia. Meno di un quarto del fregio mostra scontri diretti. Traiano stesso non viene mai raffigurato in battaglia. I legionari, la spina dorsale dell’esercito romano, sono spesso impegnati a costruire forti, ponti, strade, persino a raccogliere i raccolti. La colonna li dipinge come una forza di ordine e civiltà, non solo di distruzione.
Il perché di un monumento

La Colonna Traiana celebra due fasi cruciali delle guerre daciche:
- Tra il 101 e il 102 d.C., Traiano sconfigge il re dace Decebalo, imponendogli una pace. Ma Decebalo, orgoglioso e indomito, non si arrende e inizia a prepararsi per una nuova guerra, stringendo alleanze e acquistando armi.
- Tra il 105 e il 106 d.C., scoppia la seconda fase delle ostilità, sanguinosa per entrambi gli schieramenti. Per accelerare l’arrivo delle truppe, Traiano ordina all’architetto Apollodoro di costruire un ponte sul Danubio, un’opera ingegneristica straordinaria che ancora oggi lascia tracce. Di fronte alla sconfitta imminente, Decebalo si toglie la vita. La Dacia diventa una provincia romana.
Con la conquista della Dacia, Roma raggiunge la sua massima espansione territoriale e rimpingua le sue casse con l’oro delle miniere dacie. Inizia così la “età dell’oro” dell’Impero Romano, un periodo di grande prosperità e splendore.
Come è nata la Colonna Traiana

La Colonna Traiana, fulcro del Foro di Traiano, fu inaugurata nel 113 d.C. per celebrare la vittoria romana sui Daci, un popolo tracio che, pur non essendo numeroso, era dotato di un esercito ben addestrato. La vittoria fu un trionfo per Traiano, e i bassorilievi sulla colonna ne sono la testimonianza. Alta 38 metri e con un diametro di 3,6 metri alla base, è composta da 20 blocchi di purissimo marmo di Carrara. Nonostante le dimensioni imponenti, la Colonna Traiana è cava, con una scala a chiocciola interna che permetteva di raggiungere la cima. Oggi, sulla sommità, non c’è più l’aquila o la statua di Traiano, ma quella dell’apostolo Pietro, installata nel 1588 per volere di papa Sisto V.
Una leggenda narra che alla base della colonna fossero conservate le urne con le ceneri di Traiano e di sua moglie Pompei Plotina. Durante le guerre napoleoniche, si pensò di trasferire la Colonna Traiana a Parigi, ma il costo dell’impresa era talmente proibitivo che persino Napoleone rinunciò.
Dove ammirare la Colonna Traiana?
La Colonna Traiana si trova a Roma, nel Foro Romano, un tempo centro pulsante della vita politica e sociale della città. Sebbene gran parte del Foro sia andata perduta, la colonna è sopravvissuta e si erge maestosa, visibile anche da lontano. L’ingresso al Foro era un arco trionfale, oggi scomparso, ma il suo ricordo vive nelle monete dell’epoca. Al centro della piazza, un monumento a Traiano, di cui resta solo il piedistallo, ci dà un’idea della grandezza della composizione originale.
Cos’è la Colonna Traiana e dove si trova?
Un monumento celebrativo delle vittorie di Traiano nelle guerre daciche, situato nel Foro di Traiano a Roma.
Quando fu costruita e chi la progettò?
Tra il 107 e il 113 d.C., inaugurata nel 113 d.C., progettata dall’architetto Apollodoro di Damasco.
Quanto è alta e cosa raffigurano i suoi rilievi?
Circa 30 metri (38 con il basamento). I rilievi, in 155 scene a spirale, raffigurano le due campagne daciche di Traiano: battaglie, assedi e vita quotidiana dell’esercito romano.
Con quale materiale è stata realizzata?
Marmo di Carrara, in 20 blocchi da circa 40 tonnellate ciascuno.
Chi è raffigurato oggi sulla sommità della colonna?
Una statua di San Pietro, che dal 1587 ha sostituito l’originale statua di Traiano.

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