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Ercolano: come arrivare e visita alle 15 antiche rovine romane del 79 dC

Testo alternativo: Pannello informativo su Herculaneum, con immagini di un loto di pietra e di un'auto antica, descrizione storica e attività di visita per turisti e appassionati di archeologia.
Scavi di Ercolano: visita 15 antiche rovine romane
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Ercolano, un tuffo nel 79 d.C. tra le rovine romane che si affacciano sulla Campania e la Costiera Amalfitana. Un sito archeologico facile da raggiungere sia da Napoli che da Sorrento, e che, purtroppo, condivise il destino di Pompei, distante solo 15 km, quando il Vesuvio eruttò.

Un tour di tre ore agli Scavi di Ercolano, l’antica Herculaneum, è il modo migliore per esplorare le 15 rovine romane più significative. Una città che, come Pompei, fu spazzata via nel 79 d.C.

Il parco archeologico di Ercolano è la meta perfetta per chi ha poco tempo ma non vuole rinunciare all’emozione di camminare sulle orme degli antichi romani!

Ercolano come arrivare
Colonne a Ercolano https://www.pexels.com/it-it/@i-amucex-100707370/

A differenza di Pompei, sommersa dalla cenere, Ercolano fu inghiottita da fiumi di lava nel 79 d.C., durante la stessa eruzione del Vesuvio. Per secoli, la città, con i suoi circa 6.000 abitanti, rimase sigillata sotto uno strato compatto di pomice e cenere, spesso tra i 12 e i 30 metri.

Antico sito archeologico con scavi e resti di strutture romane, custodito sotto una struttura moderna in vetro e legno, ideale per appunti su blog di storia, archeologia e scoperte storiche.
Resti archeologici in un sito di scavi, tutelati sotto una copertura in legno che protegge le antiche strutture, un esempio di scavi archeologici ben conservati e studiati, ideali per appassionati di storia e archeologia. Foto di Jiří Dočkal:

Questa coltre dura e profonda ha agito come un sigillo ermetico, proteggendo Ercolano da saccheggiatori e persino dai primi, rudimentali, metodi di scavo. Così, manufatti e dettagli inestimabili, andati perduti a Pompei, qui si sono conservati.

E a differenza di Pompei, quasi tutti i reperti e le opere d’arte sono rimasti al loro posto originale, senza essere trasferiti in musei. Questo rende la visita a Ercolano un’esperienza ancora più autentica.

Ercolano: come arrivare e cosa vedere in 3 ore

Ercolano, in Campania, dal 1997 è Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. Un sito archeologico che si è conservato come nessun altro al mondo, offrendo uno sguardo unico sulla vita quotidiana degli antichi ercolanesi.

Ercolano, pur essendo una città moderna con ristoranti e servizi, è innanzitutto un importante sito archeologico, che prende il nome dall’antica città romana, la sua principale attrazione. La città sorgeva a poca distanza dal Vesuvio, e i suoi abitanti non erano consapevoli della pericolosità del vulcano, che non eruttava da secoli.

L’antica Ercolano fu distrutta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., che cancellò anche Pompei, Stabia, Oplonti e Monte Bursaccio. Oggi, i visitatori possono ammirare i reperti ben conservati degli scavi, che offrono uno spaccato della vita dei cittadini di Ercolano prima della loro tragica fine.

Ercolano è Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Nel 62 d.C., un violento terremoto di magnitudo 7.2 devastò molte case a Pompei ed Ercolano. Parte di queste città era in fase di ricostruzione quando il disastro colpì di nuovo. Nonostante la massiccia eruzione vulcanica che distrusse Pompei, la struttura originale di Ercolano rimase in gran parte intatta.

Breve storia di Ercolano

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Ercolano deve il suo nome al mitico dio greco Ercole, che, secondo la leggenda narrata da Dionigi di Alicarnasso, fondò la città nel 1243 a.C. Le analisi storiche suggeriscono invece che la città fu fondata dagli Oscani o dagli Etruschi nel VII secolo a.C., e conquistata dai Sanniti nel V secolo a.C.

Nel 90 a.C., la città passò sotto il dominio di Roma, diventando un municipio e raggiungendo l’apice del suo splendore. La sua posizione costiera, l’aria pura e il clima mite la resero una popolare località turistica per molte famiglie patrizie romane. I cittadini più ricchi e rispettati di Roma trascorrevano qui le loro vacanze, acquistando case e godendosi il massimo del lusso.

La città, che sorgeva sulle rive del Golfo di Napoli, divenne un rinomato centro di villeggiatura e città estiva durante il periodo romano. I cittadini più ricchi e rispettati di Roma trascorrevano qui le loro vacanze, comprando case e godendosi il massimo dei loro piaceri.

Terremoto e la sepoltura dal 62 al 79 d.C.

Prima fu semidistrutta da un terremoto nel 62 d.C., poi sigillata dalla tragica eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. con cenere e roccia che in alcuni punti la sommerse per 26 metri, preservando resti organici quasi perfettamente intatti come tessuto, cibo, vegetazione e strutture in legno. Il 4 agosto del 79 d.C., alle ore 13 del pomeriggio, il Vulcano iniziò a eruttare.

Antica area archeologica con rovine romane e struttura moderna di passerella in metallo, immersa in un contesto urbano, perfetta per appunti sulla storia e l'archeologia.
Ercolano visita 15 antiche rovine romane

Per 11 ore, il cielo fu oscurato da cenere e lapilli. Inizialmente, Pompei subì i danni maggiori, con i tetti che crollavano sotto il peso. Dopo 17 ore, Pompei era completamente sepolta, mentre Ercolano sembrava essersi salvata. Ma il vulcano, pur diminuendo la sua attività, causò il collasso di parte della montagna, che iniziò a scendere a valle.

La scoperta degli Scavi di Ercolano

Nei primi anni del XVIII secolo, il potere nel regno di Napoli stava passando dalla Spagna all’Austria. La scoperta delle rovine di Ercolano fu casuale: avvenne durante lo scavo di un pozzo nel 1707, per ordine del Duca di Lorena. Furono ritrovati numerosi frammenti di marmo e statue che un tempo adornavano l’antico teatro di Ercolano.

L’antica città di Ercolano rimase sepolta sotto 15-20 metri di terra in alcune zone. Questa situazione, se da un lato rese difficili gli scavi, dall’altro garantì una migliore conservazione degli oggetti dell’epoca, giunti fino a noi.

Per questo motivo, materiali come edifici, strade, statue, oggetti per la casa, campioni alimentari, capi di abbigliamento e campioni lignei a Ercolano sono giunti fino a noi in uno stato di conservazione quasi perfetto. La città di Ercolano era l’insediamento dei ricchi. Lo si percepisce nelle case e nelle ville che si visitano.

Poiché la città è meglio protetta dalla cenere e dal suolo, lo splendore degli edifici a due o tre piani e la vividezza dei dipinti alle pareti cattureranno la tua attenzione.

L’esistenza della città fu rivelata quando, nel 1707, durante lo scavo di un pozzo, furono accidentalmente trovati pezzi di marmo appartenenti al Teatro di Ercolano.

Nel 1738, i lavori ripresero sotto Carlo III di Borbone, guidati dall’ingegnere militare spagnolo De Alcubierre. Purtroppo, durante questi scavi, si prestò poca attenzione agli edifici e al loro significato storico. Furono scavati molti tunnel che collegarono gli edifici, e fu così che Ercolano perse la sua unicità. Questi edifici un tempo erano vicini alla baia di Napoli.

L’esatta estensione della città è ancora sconosciuta, poiché giace sotto la nuova città. Si stima che gli scavi abbiano portato alla luce solo un quarto dell’intera città vecchia; foro, templi, teatro, molte case ed edifici pubblici sono ancora sottoterra.

Accademia Ercolanense

Nel 1755, dopo alcune importanti scoperte, fu istituita l’Accademia Ercolanense, attiva fino al 1792. Gli scavi furono sospesi più volte negli anni, fino al 1927, quando il sito iniziò ad essere esplorato in modo più sistematico.

Negli anni ’80, furono scoperti importanti manufatti, insieme a siti come il Tempio di Venere, le terme e l’antico porto greco, dove gli abitanti cercarono rifugio nel 79 d.C. Il sito è stato oggetto di intensi scavi dal 2000, in particolare intorno alla Villa dei Papiri e alla biblioteca.

Visita Ercolano in 3 ore con la mappa

Ercolano antica pianta della città con insule storiche e edifici archeologici, rappresentazione dettagliata del piano urbano dell'antica città romana.
Visita Ercolano in 3 ore con la mappa

Visitare Ercolano è come fare un salto indietro nel tempo, all’epoca dell’Impero Romano. Lo spesso strato di detriti ha preservato case a due piani con architettura interna e arredi intatti, inclusi elementi in legno e marmo, decorazioni, gioielli e persino resti organici come il cibo.

A differenza di Pompei, le strade di Ercolano non mostrano profonde tracce di carri, né pietre per attraversarle, perché l’acqua scorreva in condutture sotterranee.

Antica area archeologica di Cardo III a Pompei, resti romani con video di commento e analisi storica. Esplora i dettagli di questo sito archeologico di interesse storico.
Cardo III

Cosa visitare a Ercolano

L’antica città di Ercolano, con le sue cinque strade, tre cardi e due decumani, è divisa in 7 insulae visitabili. Ecco un itinerario semplice di 2-3 ore, partendo dall’ingresso di Corso Resina 187. Basta seguire la numerazione sulla mappa ufficiale per esplorare la maggior parte degli edifici pubblici (segnalati in giallo) più importanti del sito e 26 case (da 1 a 26).

Le 15 rovine romane da non perdere a Ercolano (79 d.C.)

Puoi utilizzare questo link per la mappa di Ercolano: https://ercolano.beniculturali.it/wp-content/uploads/2018/07/mappa_scavi_ercolano_2017.pdf

  • Fornici (1)
  • Terrazza di M. Nonio Balbo (2)
  • Area Sacra
  • Casa del Rilievo di Telefo (7)
  • Grande Taberna (10)
  • Sede degli Augustali (24)
  • Terme Maschili (26)
  • Terme Femminili (27)
  • Palestra
  • Casa del Bel Cortile (28)
  • Casa di Nettuno e Anfitrite (29)
  • Casa Sannitica (31)
  • Casa del Tramezzo di Legno (36)
  • Thermopolium (38)
  • Casa D’Argo (40)
  • Casa dello Scheletro (42)

1- Fornici (1)

Antica struttura romana scoperta a Pompei, con resti ben conservati di teatri e ambientazioni archeologiche, rappresenta un sito storico di grande valore nel contesto delle rovine di Pompei.
I fornici, Area Sacra, Terrazza con statua a Ercolano

Per lungo tempo si è creduto che, a differenza di Pompei, gli abitanti di Ercolano fossero riusciti a fuggire, data la scarsità di resti umani ritrovati. Ma nel 1982, ulteriori scavi al porto portarono alla luce gli scheletri di 300 persone che, fuggite dalla città, furono incenerite dall’improvvisa esplosione di calore estremo.

Forse lo spettacolo più drammatico di Ercolano è quello dei Fornici, i magazzini del porto dove venivano custodite anche le barche. In fuga dall’eruzione, i residenti di Ercolano si precipitarono qui sperando di scappare in barca, solo per essere avvolti da nuvole di fumo tossico e cenere vulcanica prima che potessero fuggire.

I fornici erano magazzini portuali con soffitti a volta, usati anche per riparare le barche, situati lungo la spiaggia che era circa 500 metri più vicina alla città in epoca romana. Nel 1980, furono rinvenuti 300 scheletri umani appartenenti a residenti che tentavano di fuggire dall’eruzione nel 79 d.C. e uccisi dalle nuvole brucianti di fumo tossico e ceneri create dal vulcano.

Insieme ai loro resti e oggetti personali come gioielli e monete, furono trovate una nave romana lunga nove metri con scheletri del vogatore e un soldato con la cintura, due spade, scalpello e borsa con monete.

Insieme agli scheletri umani, gli scavi di Fornici hanno rivelato i tesori che queste persone speravano di salvare, inclusi gioielli e monete, e una nave romana lunga nove metri.

2- Terrazza di M. Nonio Balbo (2)

Ercolano visita 13 antiche rovine
Statua M. Nonio Balbo (2)

Salendo la rampa addossata alle mura di cinta si accede alla terrazza di M. Nonio Balbo (2), di forma rettangolare, antistante le terme suburbane. Qui si trova l’urna funeraria del pretore romano M. Nonio Balbo, futuro “Augusto” (27 a.C. – 14 a.C.). Amatissimo filantropo che sostenne la costruzione di molti edifici pubblici, dopo la sua morte fu cremato in questa zona e le sue ceneri furono conservate qui. Numerosi onori sono ricordati nell’iscrizione sull’urna.

3- Area Sacra

Uscendo dalle mura per Porta Marina, a sud di Ercolano, si trova l’Area Sacra con sacelli e altri ambienti. Al centro spicca la statua di Nonio Balbo.

4 – 5 = Terme centrali maschili e femminili (26-27)

Ancient Roman archaeological site with ruins, columns, and a central grassy area, showcasing historical remains and architecture in Italy.
Terme

Le Terme erano divise in aree per uomini (Terme Maschili) e per donne (Terme Femminili). Le Terme Centrali risalgono alla seconda metà del I secolo a.C. e furono completamente scavate e portate alla luce nel 1931.

L’ingresso della sezione maschile è su via Cardo III, l’ingresso della sezione femminile è subito dietro su via Cardo IV. Attraversa l’apodyterium (spogliatoi) con le nicchie delle pareti per conservare i vestiti e arriva nelle tre zone di balneazione: il frigidarium (cella frigorifera), il caldarium absidato (camera calda) e il tepidarium, con il suo bellissimo mosaico bianco e nero raffigurante Tritone circondato da delfini, polpi, calamari e un cupido.

Antico rifugio sotterraneo in pietra e mosaico, con archi e nicchie, atmosfera storica e suggestiva, esempio di architettura medievale e lavorazione artigianale.
apodyterium a Ercolano

Le terme femminili erano più piccole, con un’ampia sala che fungeva sia da vestibolo che da sala d’attesa. Un bellissimo mosaico, realizzato in bianco e nero, cattura l’attenzione sul pavimento della sezione femminile. Come in tutte le terme romane, c’è una sezione di riscaldamento e un pozzo d’acqua (deposito) al centro delle sezioni maschile e femminile.

Proprio accanto ai bagni maschili e femminili, c’è un’area aperta circondata da colonne in mattoni e portici, dove si svolgevano varie attività.

6 – Palestra di Ercolano

Vita di un uomo con la statua di bronzo in una grotta storica, visitatori che esplorano l'ambiente rupestre e l'ingresso luminoso nel sito archeologico, ambiente suggestivo e ricco di storia.
statua dell’Idra di Lerna

La Palestra di Ercolano, costruita durante il periodo augusteo (tra il 27 e il 14 a.C.), subì lavori di restauro dopo il terremoto di Pompei del 62 e fu sepolta sotto una coltre di fango durante l’eruzione del Vesuvio del 79. Al centro della palestra si trova la piscina a forma di croce, profonda un metro e lunga cinque, dove è posta la riproduzione dell’originale statua dell’Idra di Lerna, a cinque teste che sprizzavano acqua, avvolta intorno a un albero.

7- Sede degli Augustali (24)

Vecchio scavo archeologico con colonne e resti di affreschi, patrimonio storico romano, conservazione di musei e siti archeologici, appunti sul blog, visita culturale in Italia, storia antica, resti romani, architettura antica.
Sede degli Augustali

La Sede degli Augustali è una magnifica struttura quadrata, sede del Collegio degli Augustales, uomini liberi devoti al culto dell’Imperatore Augusto. Un piccolo edificio religioso dedicato ai difensori delle divinità.

L’edificio a due piani ha due ingressi. L’ingresso principale è su via Dekumano, l’altro su via Cardo III. Durante l’eruzione del Vesuvio, uno degli operai fu trovato morto nel suo letto, e il suo scheletro è ancora qui. L’edificio presenta colonne, archi, pavimenti in cocciopesto e due splendidi affreschi. Sulla parete sinistra, una rappresentazione di Ercole che entra nel Monte Olimpo accompagnato da Giove, Giunone e Minerva; l’affresco sulla parete destra raffigura Ercole che lotta contro Achelous.

8. La casa del bel cortile (28)

Questo cortile è insolito, perché ricorda più da vicino un cortile italiano medievale rispetto a quelli tipici dell’antica Roma. Questa caratteristica ha sorpreso e sconcertato molti negli anni, e sono in corso ulteriori studi sulle origini e sulla storia di questa particolare struttura. In questa zona sono esposti anche, sotto una custodia protettiva, due scheletri.

9- Casa Sannitica (31)

La Casa Sannita del II secolo è uno degli edifici più antichi mai scoperti a Ercolano. La casa è antica, e prende il nome dalla tribù sannitica che dominava la zona prima dell’impero romano. All’atrio si accede con un breve passaggio dalla porta d’ingresso; da vedere le decorazioni a rilievo sulla parete dell’ingresso, anche se sbiadite nei colori.

L’atrio è impressionante rispetto alle altre case della città: il soffitto alto, l’ampia area e la piscina al centro rendono questa casa ricca. Tutte le stanze si affacciano sull’atrio.

Coperchio in vetro a protezione della porta d'ingresso di un edificio storico, dettagli architettonici in pietra, ambiente urbano, donna con capelli ricci e occhiali da sole.
Casa Sannitica (31)
Ercolano antica pianta della città con insule storiche e edifici archeologici, rappresentazione dettagliata del piano urbano dell'antica città romana.
Casa Sannitica

Una delle case più antiche della città, la Casa dei Sanniti fu costruita nel II secolo a.C. ed è famosa per il suo bellissimo atrio in stile greco, dipinto nel Quarto Stile (caratteristico per la sua rappresentazione di architettura fantastica e scenari drammatici). Al piano superiore della casa ci sono colonne ioniche su tutti e quattro i lati e recinti di gesso tra di loro.

Uno spazio separato è stato creato coprendo tra le colonne su tre lati e un ingresso con scale dall’esterno, magari venduto o affittato ad altri. Pavimenti in cocciopesto, marmo impluvium (piscina di acqua piovana) e una finta loggia al piano superiore con tre lati rivestiti da colonne ioniche e il quarto lato (est) aperto.

10- Casa del Tramezzo di Legno (36)

Antico pozzo in pietra all'interno di una stanza storica con pareti di pietra e pavimento in pietra, restaurato come elemento decorativo o funzionale in un edificio storico.
Casa del Tramezzo di Legno

La Casa del Tramezzo di Legno, di era sannitica, ha la facciata in ottime condizioni. Il nome di questa casa deriva dalla partizione in legno (tramezzo di legno) che sopravvisse all’eruzione e si trova ancora nella sua posizione originale.

Questa porta a soffietto separava l’atrio dal resto della stanza, conferendo privacy agli abitanti, e ha una serie di pannelli pieghevoli con maniglie in ottone e supporti per lanterne sospese. I tre piani della casa sono ben preservati.

11- Casa del Rilievo di Telefo (7)

Di fronte alla Casa del Cervo, la Casa del Rilievo di Telefo è una delle dimore più eleganti di Ercolano. Nel suo ampio atrio colonnato si trova una vasca marmorea e un colonnato che immette nel parco, che degrada verso il porto turistico. Le colonne dell’atrio sostengono il piano superiore della casa a tre piani. Le originali maschere di marmo che pendevano tra le colonne sono state sostituite da repliche fuse.

La casa prende il nome dal rilievo marmoreo, pezzo finemente lavorato in ottime condizioni.

Seconda per estensione, la casa del Rilievo di Telefo fu costruita tra il 27 a.C. e il 14 d.C. sulla cresta panoramica che domina la marina. Questa casa a tre piani è stata decorata con un numero di sculture della scuola neo-attica, tra cui una con un rilievo di Telephus (Rilievo di Telefo), figlio di Ercole. L’atrio è fiancheggiato da colonne che sostengono il piano superiore e gli spazi tra loro erano decorati con oscilla, o dischi di marmo con rilievi di Dioniso usati per difendersi dagli spiriti maligni.

12. La casa di Nettuno e Anfitrite (29)

La casa di Nettuno e Anfitrite apparteneva a una famiglia benestante, ma era piccola (circa 200 mq) rispetto agli standard delle classi abbienti di Pompei ed Ercolano. Ma l’alto valore artistico e la decorazione all’interno della casa l’hanno sempre resa unica. L’ingresso della casa si apre sull’atrio dopo uno stretto passaggio, al cui centro si trova una piccola piscina.

Sulle pareti sono visibili alcuni intonaci e pitture rosse. Questo luogo è assolutamente da non perdere per i suoi mosaici vividi e belli, di cui una nota particolare è quella con il dio Nettuno e sua moglie, Anfitrite.

La casa deve il suo nome al mosaico murale raffigurante Nettuno e Anfitrite che adorna la parete orientale del cortile di fondo. Accanto a questo mosaico, la fontana monumentale (ninfeo) decorata con mosaici e conchiglie sul lato nord e con maschere marmoree su di essa è la parte più importante della casa. Una delle stanze sul lato della strada era l’enoteca. Il secondo piano della casa è visibile dalla strada e un tavolo in marmo spicca da una stanza aperta a causa del crollo del muro esterno.

13. La Villa dei Papiri

Questa grande villa romana antica sembra essere stata l’apice del lusso ai suoi tempi, estendendosi verso il mare su quattro terrazze, con una lunghezza del lungomare di circa 250 metri. La cosa più interessante della Villa dei Papiri è però la sua libreria di pergamene.

A causa dell’estremo calore dell’eruzione vulcanica, i rotoli sono molto carbonizzati, il che li rende estremamente fragili e delicati, rendendo impossibile aprirli senza distruggere l’intero documento.

Archeologi e studiosi si aggrappano a questi rotoli, in attesa dei progressi tecnologici che permetteranno loro di leggere finalmente il contenuto.

14. Casa d’ARGO (40)

La “Casa d’ARGO”, ritrovata durante gli Scavi Borbonici, era una delle case più belle del suo tempo. L’ingresso della casa era su via Cardo II, attualmente non scavata. Durante gli scavi furono aperte 2 porte su Cardo III strada e dal fondo dell’ingresso della casa vicina. Il nome della casa deriva da un affresco inesistente.

Casa d’ARGO dispone di un ampio giardino circondato da colonne. Durante i primi scavi, la casa aveva un piano superiore, ma fu distrutta dopo che gli scavi furono completati nel 1875. Le piccole stanze trovate qui erano cantine. Hanno trovato campioni di mandorle, olive, frutta e legumi in vasi di terracotta.

Le botteghe a Ercolano

1- Pistrinium

Coperchio in vetro a protezione della porta d'ingresso di un edificio storico, dettagli architettonici in pietra, ambiente urbano, donna con capelli ricci e occhiali da sole.
Pistrinium

Nell’insula orientalis II si trovano botteghe e case d’affitto a più piani. C’erano solo due panifici, tra cui il Pistrinium, un forno privato dove avveniva la macinazione del grano.

2 – Taverna Valsaria

La Taverna Valsaria è una bottega per la vendita del vino, come testimoniano diverse anfore da vino con un’iscrizione in colore nero e caratteri scritti in greco.

3 – Grande Taverna

Caldaia antica in pietra e mattoni per produzione di calore, oggetto storico di architettura rustica italiana.
Grande Taverna

La Grande Taverna è un’osteria con ampia apertura sulla strada e grande bancone in pietra con contenitori murati e rivestito di marmi multicolori. Accanto al banco vi era un fornello con pentola di acqua calda per cucinare.

Luoghi di ricreazione e culto

4- Teatro di Herculaneum

Il teatro, luogo di rappresentazioni teatrali e poesie, si trova a circa 370 metri dall’ingresso degli scavi sul corso Ercolano. Aveva una capacità di 2.000 – 3.000 spettatori e 10 file di gradini. Non è di origine romana ma è stato ereditato dalla Grecia e costruito nel II secolo a.C. La differenza tra questo teatro e quelli romani sono i posti di prima classe molto vicini al palco.

5- Basilica

La basilica non era una cattedrale, bensì una sala pubblica dove i cittadini si riunivano per tenere riunioni. La basilica romana era di dimensioni enormi, più lunga di un campo da basket, e decorata con moderne statue in bronzo. La Basilica si trova non lontano dal teatro. Qui puoi ammirare un bassorilievo che narra il riconoscimento di Ercole del figlio Telefo, nato dall’unione con una sacerdotessa di Atena.

Altri punti interessanti all’interno delle rovine:

Museo Archeologico Virtuale (MAV)

Il MAV è un museo interattivo che presenta e ricrea la vita quotidiana delle persone a Pompei ed Ercolano prima dell’eruzione del Vesuvio, il tutto con l’aiuto della tecnologia moderna e della realtà virtuale.

Dove entrare

Corso Resina – 80056 Ercolano (NA)

Orari

  • dal 1 aprile – 31 ottobre: tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 19.30 (ultimo ingresso ore 18.00)
  • 1 novembre – 31 marzo: tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 17.00 (ultimo ingresso ore 15.30)

Biglietti

  • Ercolano singolo (validità 1 giorno)
  • Intero € 11,00
  • Ridotto € 5,50
  • 5 siti (Pompei, Ercolano, Oplonti, Stabia, Boscoreale) – validità 3 giorni consecutivi
  • Intero: € 22,00
  • Ridotto: € 12,00
  • Biglietto gratuito: under 18

Come arrivare: treno

L’ingresso degli scavi di Ercolano si trova in Corso Resina, a 600 metri dalla stazione Ercolano-Scavi, servita da EAV/Circumvesuviana, con collegamenti per Napoli Piazza Garibaldi (18 minuti, circa 3 treni all’ora) e Sorrento (50 minuti, circa 2 treni all’ora).

Come arrivare: auto

Per chi arriva in auto, si consiglia l’uscita di Ercolano Scavi sulla A3 Napoli – Salerno. Nei pressi degli scavi è disponibile un parcheggio pubblico a pagamento per auto e pullman.

4 commenti

  1. Davvero molto interessanti da visitare, io l\’anno scorso sono stata a Pompei…..

  2. Ciao, sono stata sa ad Ercolano che a Pompei diversi anni fa…due visite che meritano davvero

  3. Ci son stata da ragazza e ancora oggi conservo un ricordo incredibile di quella visita

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